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A tu per tu con Mauro Suma

A tu per tu con Mauro Suma

A Tu per Tu con Mauro Suma, noto giornalista di fede rossonera. Suma inizia la sua carriera collaborando con il quotidiano La Notte dal 1984 al 1986, curando la rubrica sulla Serie C e sul calcio dilettantistico. Poi passa a Il Giorno, dove collabora fino al 1991 come corrispondente per le pagine di cronaca nera e bianca. Dal 1990 al 1993 è il responsabile editoriale dei programmi ufficiali stadio di AC Milan e FC Internazionale caratterizzandosi come esperto, sostenitore e tifoso del Milan, fino a giungere successivamente alla direzione di Milan Channel (oggi Milan TV), canale satellitare ufficiale del Milan. Conduce programmi sportivi e di informazione, dapprima per Radio 105 dal 1993 al 1996 e poi, per la tv locale lombarda Telenova nel biennio 1998-1999.  È anche editore del sito derbyderbyderby.it, che fa parte del network Gazzanet.

Ecco cosa ci ha raccontato in esclusiva.

Salve Direttore, come e quando è iniziata la tua esperienza giornalistica?

Voglio molto bene ai miei inizi e ricordo tutte le speranze, tutte le ambizioni. A soli 17 anni nel 1982 correggendo le bozze mi entusiasmai e fu il mio primo compito. Solo l’idea di vedere il mio nome, anche se su un mensile locale era un brivido indimenticabile. Poi un anno e mezzo dopo mi occupai di calcio per la redazione giornalistica de “La Notte”, quotidiano milanese di grande tradizione, dalla Serie C fino ai dilettanti e quelli furono i primi passi.

Sei un giornalista esperto e affermato. Quale è il ricordo più bello e quello più brutto da quando segui il Milan?

Non mi considero né un giornalista esperto né affermato, mi considero un lavoratore. Penso che chi fa parte del mondo del calcio e del mondo dello sport sia un privilegiato, sia chi gioca che chi come me sta dall’altra parte. Faccio il mio lavoro con grande intensità e grande energia. Il ricordo più bello da quando mi occupo del Milan è stata la Champions vinta a Manchester contro la Juventus nel 2003, perché da quando esisteva Milan Channel il Milan ancora non aveva vinto nulla, ed è stata una gioia magica. Il ricordo più brutto invece è legato al 12 Maggio del 2006, era un venerdì, quando il Milan è stato messo in mezzo nello scandalo Calciopoli, a mio avviso ingiustamente, e giurai a me stesso che mi sarei battuto come un leone per questa ingiustizia e credo di averlo fatto.

Restando in tema di ricordi stando sempre con la squadra si creano bei rapporti personali e si fa parte della famiglia Milan. In tal senso quale è il giocatore a cui sei più legato da quando fai questo lavoro?

Ci sono tanti giocatori a cui sono legato. Con Kakà in particolare condividiamo sensazioni nostre, e senza far torto a nessuno dico assolutamente Kakà. Ebbi la sensazione che lui fosse un ragazzo d’oro già da fine Agosto del 2003 ad Ancona, e tutte le volte ci capiamo al volo da uno sguardo o da un messaggio whatsapp.

Invece tornando al presente che ne pensi della vicenda Donnarumma gestita egregiamente da Paolo Maldini, che ha dimostrato di essere un grande dirigente oltre che un grande campione?

La vicenda Donnarumma non mi ha sorpreso perché avevo intuito l’epilogo. È il calcio di oggi, che deve tornare ad essere quello della gente che va sugli spalti e dei club che investono. Donnarumma, che ha esordito nell’ottobre 2015 con il club in vendita, non è arrivato nel Milan migliore, e la sensazione che lui non sia riuscito a coltivare un certo tipo di orgoglio di appartenenza, è legata all’epoca storica che lui ha vissuto nel Milan che non è stata certamente una delle migliori.

A proposito credi che Magnain possa essere il colpo dell’estate oppure la ciliegina o le ciliegine sulla torta devono ancora arrivare in stile Galliani a fine Agosto?

Non penso che Magnain sia il colpo dell’estate. Il Milan è stato veloce, reattivo dopo che ha capito che con Donnarumma sarebbe andata in un certo modo e il Milan ha iniziato a lavorare all’alternativa. Non è semplice esser così reattivi visto il possibile contraccolpo alla notizia del mancato rinnovo di Donnarumma. Magnain è certamente un portiere forte, quando si parla del Milan ha la luce negli occhi, è molto professionale e da lui ci aspettiamo moltissimo.

Il mercato da poco è iniziato, ma con il ritorno di Allegri la Juventus sembra essere la favorita ma deve ricostruire, mentre l’Inter dopo l’uscita di Conte sembra aver perso terreno. Dato che tra le big solo il Milan ha confermato l’ottimo Stefano Pioli, reputi questo un vantaggio per il Milan in chiave scudetto?

Parlare di scudetto sopratutto adesso a fine Giugno è improprio. Il Milan rispetto alle altre società ha un vantaggio di progetto, non deve fare cambiamenti repentini. Il Milan non ha ansie extra bilancio, non ha bond, non ha plusvalenze, anche se finché il passivo di bilancio non diventa zero qualche problema lo ha anche il Milan. È una società che si sta risanando fuori dal campo ed è una società sana in campo diretta da Pioli con buonsenso e mi auguro che il Milan continui ad avere questo vantaggio di progetto, che a volte è molto più importante di avere nomi di singoli più o meno esotici in rosa.

Hai già raggiunto importantissimi successi personali a livello giornalistico. Per i prossimi anni dove ti vedi? Sempre al timone di Milan TV o magari immerso in qualche altro progetto di grande caratura?

Non credo di aver raggiunto importantissimi successi, semplicemente faccio il mio lavoro. Ritengo di aver avuto l’onore di fare questo lavoro e ho iniziato a seguire il Milan nel 1991 a Telelombardia facendo le telecronache a San Siro. Nel 1999 è iniziata la grande avventura di Milan Channel. Mi sento giovanissimo con tante energie in corpo e ho la fortuna di non aver fatto mai la stessa cosa. Oltre a Milan Channel (ora Milan TV) sono attivo con i vari mezzi di comunicazione quali i podcast, Twitch e sono orgoglioso di essere editore di Derbyderbyderby.it a cui sono molto legato e spero che dagli sportivi, non soltanto dai tifosi del Milan, possa essere seguito sempre con più attenzione perché si occupa di cultura sportiva.

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