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In Belgio un destino lontano 28 anni regalò Schumacher alla storia della Formula 1

In Belgio un destino lontano 28 anni regalò Schumacher alla storia della Formula 1

Il 30 Agosto 1992 al Gp di Spa, in Belgio, Michael Schumacher conquista la sua prima vittoria nella storia della Formula Uno. Un circuito indissolubilmente legato al fenomeno tedesco che, sempre qui, l’anno prima aveva esordito e che nel 1995 ci regalò uno dei Gran Premi più belli di sempre. Riviviamolo.

Spa-Francorchamps: 7004 da percorrere. Il circuito più lungo, tecnico e bello del Mondiale di F1. Gli addetti ai lavori lo definiscono “Università della F1”. Vero. Non c’è niente come Spa. E non c’è nessuno come Michael Schumacher, indiscusso e indiscutibile “magnifico rettore” del circuito.

La storia inizia nel 1991 quando un giovanissimo e anonimo tedesco, Michael Schumacher, equivalente di Mario Rossi in Italia, si affaccia alla F1. É un carneade a chilometri zero. Gareggia perché Bertrand Gachot, pilota titolare della Jordan, è in carcere ed Eddie Jordan è in cerca di chiunque possa guidare una monoposto. L’unico disponibile è proprio quel biondino 22enne che guida la Sauber Mercedes nel mondiale prototipi. Come saltare dalla Lega Pro alla Champions League, o dal circolo sotto casa a Wimbledon. Il Circus lo etichetta immediatamente: il “solito raccomandato Mercedes”. Michael Schumacher non fa una piega: indossa il casco, entra in pista e, per la prima volta alla guida di una F1, centra il settimo posto in griglia. Davanti a lui solo Senna, Prost, Mansell, Berger, Alesi e Piquet. Niente male, quel ragazzino. In gara, tradito dalla frizione, è costretto al ritiro. Il suo weekend resta comunque da incorniciare: Briatore, uno che ha fiuto, se ne innamora e lo ingaggia alla Benetton.  E nel Mondiale del 1992, il 30 Agosto, conquista la sua prima vittoria sempre lì, in Belgio. Il resto è storia. Storia, che, qualche anno dopo, si mescola con il mito.

Le lancette si fermano al 27 agosto del 1995: Spa, come spesso accade, regala tempo incerto. Schumacher scende in pista ed è sorpreso dal tipico acquazzone delle Ardenne. Asfalto allagato: il tedesco si piazza solo sedicesimo in griglia. Damon Hill, il suo rivale per il titolo, è ottavo. In gara, però, cambia tutto: la storia si lega al mito. Schumacher si produce in una rimonta entusiasmante. Recupera posizioni. É ottavo. Poi quarto. Quindi secondo. Quando è in testa inizia a piovere. L’acquazzone può rovinare l’impresa. Schumacher, come Hill, come tutti, dovrebbe montare gomme da bagnato. Nein. Lui non è come tutti. Lui è Michael Schumacher. Resta in pista con le gomme da asciutto, resiste ai tentativi di sorpasso del rivale e centra una impresa storica. Mai nessuno, partendo dal sedicesimo posto, è riuscito a vincere una gara. Mai nessuno, però, è stato e forse mai sarà Michael Schumacher. Ne inanellerà altre cinque, di vittorie, in Belgio. Dove, 28anni fa, sorse l’alba di una carriera straordinaria, tramontata a Interlagos nel 2012 e sprofondata nel buio di un destino amarissimo nel 2013.

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Luigi Pellicone
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