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Ilary Blasi:”Spalletti è un piccolo uomo”. Ma l’intervista dice altro

Bufera in casa Roma dopo la sconfitta di ieri all’ora di pranzo contro il Torino per 3 a 1. La compagine giallorossa, in confusione, si è vista infilare tre volte di cui due dall’ex Iago Falque. Situazione tesa per una squadra, e un ambiente, che alle porte di ottobre vede i suoi obiettivi già lontani, malgrado i punti dalla capolista Juventus siano solo 5.

E come dicono gli inglesi “when it rains, it pours”, ad indicare che le disgrazie non vengono mai da sole di murphiana memoria, arriva oggi in edicola l’intervista di Ilary Blasi alla Gazzetta dello Sport. Sulla Rosa, la moglie del capitano romanista Francesco Totti parla soprattutto della sua conduzione al Grande Fratello Vip e della sua vita privata, ma si sofferma in un breve passaggio sulla situazione che il numero 10 ha vissuto e sta vivendo negli ultimi attimi della sua carriera calcistica. In particolare, ritorna sulla vicenda legata alla ormai famosissima intervista rilasciata alla RAI mesi fa dove lo sfogo di Totti portò alla sua mancata convocazione contro il Palermo. Sull’accaduto, la Blasi non ha risparmiato parole forti al tecnico Spalletti, reo, seconde lei, di non aver avuto la delicatezza e la capacità di guidare il calciatore nel suo momento più difficile ma di aver ragionato solo sotto l’aspetto sportivo e non dal punto di vista umano.

Per l’allenatore di Certaldo, la conduttrice ha un giudizio amaro che si conclude con un “è stato un uomo piccolo” non in grado di gestire la situazione, sottolineando come subisse la figura di Totti. Anche sui vertici societari, Ilary non ha peli sulla lingua: riferendosi alla frase detta all’epoca dal Presidente Pallotta (“Il corpo non fa più quello che gli dice la mente”), evidenzia come anche per parlare ci sia bisogno che la mente ragioni, alludendo all’uscita poco fortunata del numero 1 della Roma. Un uomo che, sempre secondo lei, porta avanti una conduzione societaria più imprenditoriale rispetto al passato, dove con i Sensi, con una gestione a conduzione familiare, il suo Francesco era visto come un figlioccio da difendere. L’intervista poi continua e si sofferma sul futuro del Capitano, con la compagna pronta a seguirlo ovunque ( anche in Arabia o in USA) qualora volesse continuare a giocare e dovesse trovare la porta di Trigoria chiusa. Parole che hanno scosso il sempre rovente ambiente romano e che avranno ripercussioni interne ed esterne che non possono che fare male alla Roma, sempre in sofferenza quando si tratta di disinnescare “bombe” del genere.

C’è, però, da fare un breve riflessione: come su un corpo morente ( ricordiamoci, però, che siamo solo ad inizio stagione calcistica) ci volano gli avvoltoi, anche in questo caso il colpo del KO ad un pugile barcollante l’hanno tirato (o ci hanno provato) i giornalisti (o meglio i “titolisti”) che hanno messo in prima pagina un estratto dell’intervista che, nei fatti (basta leggere) non rispecchia le reali dichiarazioni della Blasi. “Spalletti subisce il mio Francesco: è un piccolo uomo”. Questo lo stralcio apparso subito sopra il titolo principale. Parole che non si distaccano molto dalla realtà (ma “le parole sono importanti” diceva qualcuno) espressa dalla conduttrice ma che allargano il suo giudizio sulla persona Spalletti in generale, quando invece all’interno del quotidiano si legge che l’appellativo si riferiva (sempre a parole) solo alla situazione relativa all’intervista di Totti alla Rai e la sua conseguente esclusione dalla partita. Inezie, per carità. Forse la Blasi avrebbe fatto meglio a non riaccendere un fuoco mai del tutto sopito (e forse gli intervistatori a non porgere domande su un argomento ormai vecchio, sul quale si potevano immaginare le risposte di una moglie che difende il marito). Ma se poi aggiungi l’evidenziata gialla sulla scritta “Ilary Shock” sempre in prima pagina, passare dall’uovo alla frittata, a Roma, è questione di attimi.
Alla soglia dei 40 anni, Francesco Totti scandisce ancora il tempo in buona parte della Capitale. E’ un cavallo vincente che, giustamente o meno, viene cavalcato per dovere di cronaca e di portafoglio. E a pagare sarà, come sempre, la Roma e i suoi tifosi.

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