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Il tempio del Rugby chiude le porte al calcio: Chelsea e Spurs in cerca di “casa”

Chelsea o Tottenham a Twickenham? Non se ne parla proprio. In Inghilterra le tradizioni pesano e anche questa volta la consuetudine la fa da padrone perché il tempio del Rubgy inglese (e non solo) non sarà violato dal calcio.

In cerca di casa – I due club londinesi si stanno muovendo per la costruzione dei rispetti nuovi stadi. Due progetti importanti e imponenti che richiederanno tempistiche più o meno lunghe. Il Chelsea ha avuto l’ok dal comune di Hammersmith e Fulham per la costruzione dell’impianto e i lavori inizieranno dalla stagione 2017-18, vale a dire la prossima. Ancora non c’è il via libera definitivo che però arriverà tra qualche mese quando arriverà la firma finale che spetterà al sindaco di Londra, Sadiq Khan. Un impianto maestoso da 60 mila spettatori che costerà a Roman Abramovic 500 milioni di euro e tre anni di tempo (circa). Molto più avanti il Tottenham che già nella stagione 2018/19 potrà giocare le sue partite nella sua nuova casa. Un nuovo impianto che sorgerà proprio accanto a White Hart Lane. L’impianto sarà l’unico in Europa con una tribuna unica da 17 mila posti e potrà ospitare match di NFL. La zona che circonda lo stadio sarà bonificata e vedrà la nascita di un centro sportivo e un centro medico, oltre a innumerevoli attività commerciali tra le quali pub, ristoranti e diversi complessi abitativi. Un progetto ambizioso, quello del Tottenham, che punta a riqualificare la zona del nord di Londra, uno dei quadranti più difficili della Capitale inglese. Progetti importanti dicevamo che richiederanno tempo. Ma dove giocheranno Chelsea e Tottenham in questo lasso di tempo?

No a Twickenham – Il Chelsea e il Tottenham giocheranno le loro partite casalinghe a Wembley durante la costruzione dei loro nuovi stadi. Soprattutto ai Blues però era venuta l’idea di poter giocare alcune partite a Twickenham, anzichè a Wembley. Infatti a Wembley l’autorizzazione a giocare la partite europee da parte della FA è scontata, mentre più difficile permettere di farlo diventare lo stadio di casa anche nelle partite di Premier ed FA Cup. Stessa cosa per il Tottenham che quest’anno ha giocato le partite di Champions a Wembley venendo tra l’altro eliminato. Torniamo a Twickenham però: il tentantivo del Chelsea è stato prontamente stroncato sul nascere dai residenti locali e dalle stesse autorità del quartiere londinese. Non ci sono però motivazioni a livello sportivo, ma solo a livello pratico: in una lettera di Tania Mathias , membro del Parlamento di Twickenham si legge che “la mia opposizione alle partite del Chelsea a Twickenham è basata su preoccupazioni per quanto riguarda un aumento dei problemi per i residenti locali come aumento del traffico, un aumento dei disagi con conseguenti possibili comportamenti anti-sociali e diminuzione della possibilità di fruinzione dei servizi pubblici“. Una descrizione di certo un apocalittica che però stravolgerebbe non poco la vita di un quartiere tranquillo come quello di Twickenham. Di facciata non sono motivazioni sportive a respingere il Chelsea ed il calcio ma leggendo tra le righe di questa lettera e delle proteste dei residenti di certo c’è anche una difesa delle tradizioni e di quella voglia di distinguersi dai tifosi di calcio che verrebbero a violare il tempio del Rugby. Twickenham è il Rugby ed il Rugby in Inghilterra è sacro. In poche parole a Twickenham potrà entrare solo un tipo di palla, quella ovale. Il Chelsea quindi dovrà trovare una nuova soluzione in attesa di poter giocare nel nuovo Stanford Bridge e dovrà “accontentarsi “ di Wembley.

 

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