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Il Natale quando arriva, arriva…il giallo

Manca esattamente un mese alla vigilia del Natale. Un periodo, quello delle Festività, che è l’occasione ideale per i lavoratori di tutto (o quasi) il mondo per rilassarsi e godersi giornate in famiglia. Per i calciofili, il momento di sedersi in poltrona e gustarsi la tanto glorificata Premier League.

Già perchè, mentre la nostra Serie A, alla stregua degli altri campionati europei, si ferma per la pausa invernale, in terra d’Albione le compagini inglesi continuano a giocare e ad accompagnare gli abbondanti pranzi e cene degli appassionati vacanzieri. Il Boxing Day (26 dicembre) e la partita del primo dell’anno rappresentano gli unici baluardi per coloro che soffrono di nostalgia da calcio durante la pausa natalizia, così come avviene durante gli appuntamenti della nazionale.

L’altra faccia della medaglia, però, è rappresentata dallo stato d’animo dei calciatori coinvolti, costretti a disertare il Natale in famiglia per scendere in campo e fare un regalo agli spettatori e ai “divanisti” seriali. Come ha rivelato Gazzetta dello Sport, infatti, ci sarebbe chi ha tentato in passato di potersi godere le vacanze, cercando di ottenere, nella partita prima del periodo di festa, un cartellino giallo da cumulare ai precedenti ed ottenere una squalifica così da saltare il Boxing Day, o il match di Capodanno. A dirlo è stato uno degli arbitri più competenti e bravi del panorama inglese e mondiale Howard Webb che, intervenuto alla trasmissione di BT Sport, ha raccontato i retroscena dietro alla vicenda: “In un paio di occasioni, attorno al periodo di Natale, mi è capitato che, per poter avere del tempo libero, alcuni giocatori di Premier League mi abbiano detto che un cartellino giallo avrebbe fatto al caso loro. E così facevano in modo di farsi ammonire facendo cose stupide, come trattenere un avversario o buttare via la palla”.

Adesso la piazza chiama a gran voce l’intervento della Football Association per indagare su presunti comportamenti di questo genere e multare i colpevoli in quanto non rispettosi dei loro ricchi stipendi e degli appassionati che sono la linfa vitale per il calcio. La questione del Boxing Day, però, è una tema molto dibattuto in Inghilterra. Infatti, mentre per noi è un miraggio irraggiungibile nella Serie A, lì si sta discutendo per uniformare la Premier League agli altri campionati e introdurre quindi una pausa invernale che, di fatto, cancellerebbe uno degli eventi più seguiti del calcio inglese e non solo. A lanciare la proposta fu l’ex allenatore della nazionale Allardyce che auspicava una sosta per far rifiatare i giocatori, strozzati dai tanti impegni ( ricordiamoci che il calcio in Inghilterra prevede oltre al campionato, anche due coppe nazionali) e avere calciatori più riposati e pronti per le sfide con la maglia dei Tre Leoni.

Il presidente della Premier, Scudamore, tempo fa aveva dichiarato che si stava cercando una soluzione che, seppur di difficile attuazione per il momento, poteva essere una possibilità percorribile per il futuro prossimo. Anche il capo della FA, Glenn, ha dichiarato la pausa invernale come scelta plausibile anche se se ne dovrà riparlare dopo il 2020, anno in cui scadrà il contratto multimilionario con le televisioni che riempie le casse inglesi e dei suoi club, più che in ogni altra parte del mondo. Il boxing day, infatti, è uno degli eventi più seguiti del pianeta e cancellarlo potrebbe far perdere l’appeal della Premier nei confronti del business dei diritti tv, nuovo, e forse ormai unico, motore del calcio che conta.

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