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Il grande botto…mancato: Dejan Stankovic alla Juventus (2008)

Estate 2008. Calciopoli è un evento ancora piuttosto fresco. Inter e Juventus, tuttavia, tornano a parlarsi in sede di calciomercato. L’oggetto della trattativa? Il centrocampista serbo Dejan Stankovic.

Roberto Mancini, mentore del calciatore sin dai tempi della Lazio, ha lasciato la panchina nerazzurra soltanto poche settimane prima; a Milano è arrivato lo Special One, José Mourinho, nella mente di Massimo Moratti l’uomo giusto per dare l’assalto alla Champions League.

Dopo l’addio del tecnico di Jesi e del suo vice Sinisa Mihajilovic (connazionale, ex compagno e grande amico di Stankovic), il calciatore classe ’78 pensa che il suo futuro all’Inter abbia le ore contate: I giornali mi mandavano via ogni giorno. Il presidente aveva fatto la sua scelta, via Mancio e Sinisa e tutti mi mettevano su quel treno. Io ero in America, ho fatto un po’ di telefonate. Mi hanno detto: aspettiamo José.”

A questo punto, si fa avanti la Juventus di Claudio Ranieri, reduce da un ottimo terzo posto al ritorno in Serie A dopo il più grande scandalo che il calcio italiano ricordi. I bianconeri sono a caccia di un innesto a metà campo che possa fornire soprattutto qualità.

Tra Stankovic e la Juventus si tratta di un ‘ritorno di fiamma’. Durante l’estate del 2003, infatti, la Juventus aveva puntato il giocatore, a scadenza nel giugno dell’anno seguente. L’allora direttore generale bianconero Moggi aveva pure fatto firmare al ragazzo una sorta di pre-contratto con decorrenza proprio dall’estate 2004; il tutto, però, era avvenuto in tempi non consentiti dai regolamenti.

La Lazio, proprietaria del cartellino del serbo, andò quindi su tutte le furie e provò la propria innocenza; nei documenti depositati in Lega, infatti, erano presenti solo le firme della Juve (rappresentata da Bettega) e del giocatore. Nel frattempo, Stankovic tornò sui propri passi e fece annullare l’intesa con i bianconeri. La Lazio, dal canto suo, a fine agosto trovò l’accordo con l’Inter, che fino a quel momento non aveva fatto firmare nulla al giocatore contattando, invece, regolarmente la Lazio.

Moggi non poté fare alcun ricorso, e rinunciò a Stankovic, che approdò all’Inter, seppur non a giugno del 2004 a parametro zero, bensì sei mesi prima, come forma di risarcimento nei confronti del club biancoceleste.

Il mese di luglio del 2008, però, sembra essere davvero quello giusto per concretizzare il trasferimento del calciatore a Torino. La Juventus, tuttavia, non ha fatto i conti con l’ira dei tifosi. I sostenitori bianconeri non vogliono Stankovic, sia per la storia appena raccontata, sia perché Stankovic viene considerato un elemento che è sempre stato in prima linea nello sbandierare la sua anti-juventinità.

A complicare ulteriormente la faccenda, ci si mette pure Mourinho, che quasi tutti gli addetti ai lavori ritenevano del tutto disinteressato a mantenere Stankovic in rosa. Non è così, però, e a raccontarlo è stato lo stesso Stankovic alcuni anni dopo: Il 16 luglio (2008 ndr) Josè mi ferma e mi dice: aspettavo te. Ho pensato: ecco ora mi comunica che devo fare le valigie. E lui invece mi prende e mi dice: voglio Lampard ma è difficile, tu sarai la mia scommessa, voglio scommettere su di te. Non mi interessa che sei amico di Roberto, chi dice che non possiamo diventare amici in tre mesi?. Con quel discorso José mi ha comprato per tutta la vita”.

Addio Juve, addio polemiche. Tutti felici: i tifosi juventini che si erano fermamente opposti all’operazione, Mourinho, che decide di puntare sul calciatore e riesce a tenerlo con sé e Stankovic stesso, che aveva sempre mantenuto l’Inter come sua prima opzione e che soltanto due anni dopo si ritroverà a festeggiare uno storico ‘triplete’ insieme al tecnico portoghese (per il quale nel frattempo è diventato un punto fermo).

Matteo Luciani
A cura di

Nato a Roma sul finire degli anni Ottanta, dopo aver conseguito il diploma classico tra gloria (poca) e insuccessi (molti di più), mi sono iscritto e laureato in Lingue e Letterature Europee e Americane presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Tor Vergata. Appassionato, sin dall'età più tenera, di calcio, adoro raccontare le storie di “pallone”: il processo che sta portando il ‘tifoso’ sempre più a diventare, invece, ‘cliente’ proprio non fa per me. Nel 2016, ho coronato il sogno di scrivere un libro tutto mio ed è uscito "Meteore Romaniste”, mentre nel 2019 sono diventato giornalista pubblicista presso l'Ordine del Lazio

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