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Il Giro d’Italia del 1940: Fausto Coppi e i ragazzi della Bemberg

Il Giro d’Italia del 1940 fu l’ultimo prima dell’ingresso italiano nel secondo conflitto mondiale, e non vide al via nessuna squadra straniera. La guerra imperversava in Europa già da otto mesi quando il 17 maggio la corsa scattò da Milano con una tappa per velocisti che prevedeva l’arrivo a Torino. Furono dunque soltanto sei  le squadre ufficiali che iscrissero i sette corridori previsti allora dal regolamento. La Bianchi, che presentava come capitano Giovanni Valetti, vincitore dei due Giri precedenti, e i grandi rivali della Legnano, guidati da Gino Bartali e di cui fa parte un giovanissimo Fausto Coppi, classe 1919, destinato a diventare, ma ancora nessuno lo sa, il suo storico rivale. E poi la Gloria, l’Olympia, la Lygie e la Gerbi. Assente anche la Frejus, che pure era la squadra con cui Valetti aveva vinto il Giro nel 1938 e nel ’39.

Gli iscritti sono in tutto quarantadue, due soli gli stranieri, entrambi dell’ Olympia, lo svizzero Diggelmann e il lussemburghese Didier.  e così gli organizzatori come già avevano fatto nel 1939, per poter aumentare i partecipanti, aprono  alla categoria dei Gruppi Sportivi, formazioni meno organizzate, composte da soli cinque atleti, che possono comunque ricevere assistenza meccanica comune e scambiarsi al bisogno le biciclette, in modo da raggruppare e far partecipare anche tanti ciclisti rimasti senza squadra che da indipendenti avrebbero avuto parecchie difficoltà a competere nel Giro. Saranno dieci i gruppi ad iscriversi, portando così il totale dei corridori a novantuno. Sono espressione di realtà le più diverse: società ciclistiche, come la SC Binda di Cittiglio, fondata nel 1929 proprio dal grande ciclista  Alfredo Binda, corpi militari, organizzazioni fasciste, altri dopolavoro aziendali, la squadra lei giornale Il Littoriale, il quotidiano sportivo romano dell’epoca.

Tra loro figurerà anche il gruppo del Dopolavoro Aziendale Bemberg di Gozzano, coi suoi cinque atleti: Giovanni Destefanis, Mario De Benedetti, Spirito Godio, Giuseppe Colombara e Achille Colombo. Il nome dell’azienda tessile tedesca Bemberg è legato a quello di Gozzano dal 1927, quando fu aperta la fabbrica sul territorio comunale. Fabbrica che si specializzò poi nella produzione del Cupro, una speciale fibra realizzata con gli scarti della lavorazione del cotone, che si rivelò ideale per ottenere fodere resistenti e di qualità.  

Per la vittoria assoluta di quell’edizione della corsa rosa era attesa una lotta tra il vincitore del ’38 e del ’39 Giovanni Valetti della Bianchi e Gino Bartali della Legnano, ma  fu una nuova stella a brillare, quella di un altro piemontese, l’indimenticato Campionissimo Fausto Coppi, che vinse a soli 21 anni il suo primo Giro.

(Foto Anna Maria Vinzia)

I ragazzi della Bemberg si comportarono molto bene, la loro punta Destefanis durante l’undicesima tappa da Firenze a Modena attaccando sulla discesa dell’Abetone riuscì a conquistare la maglia bianca, che allora premiava il leader tra i corridori che non facevano parte delle squadre ufficiali ma dei gruppi, e fu in grado di mantenerla fino all’arrivo, domenica 9 giugno, sempre a Milano, classificandosi anche ottavo assoluto.

 

(Foto Accendiamolamemoria.it)

 Godio fu costretto al ritiro proprio a Modena dove giunse fuori tempo massimo per una caduta, e anche Colombo non arrivò a tagliare il traguardo finale. De Benedetti e Colombara però riuscirono a concludere anche loro il Giro permettendo così al Dopolavoro Bemberg di conquistare  il terzo posto nella classifica riservata ai gruppi. Non ci fu tempo per festeggiare: la mattina seguente, 10 giugno 1940, Benito Mussolini annunciò dal balcone di Palazzo Venezia di aver dichiarato guerra a Francia e Gran Bretagna, del Giro si sarebbe riparlato nel 1946.

 

La Bemberg non gareggiò più tra i professionisti, mentre Destefanis passò alla Bianchi e continuò a gareggiare nelle poche corse comunque organizzate nel periodo bellico. Dopo la guerra nel 1947, fu fedele gregario di Coppi. Aprì poi un negozio di biciclette e morì più che novantenne nel 2006 ad Agliano Terme in provincia di Asti.

Da qualche giorno è disponibile su Amazon Kindle in formato e-book un libro che racconta tutti questi avvenimenti cui ho lavorato per un anno consultando le fonti originali dell’epoca. E se è stato facile per quel che riguarda le vicende di Coppi, Bartali e soci per ricostruire il Giro dei ragazzi della Bemberg ci è voluto molto più tempo  e accurate ricerche sui giornali locali. Se le vicende trattate in questo articolo vi hanno incuriosito andatevelo a vedere!

Foto

 

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