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Il Derby delle due Tirano e il Regio Decreto 28 giugno 1863

Come anticipato qualche settimana fa, presentandovi il nuovo campionato unico Seconda e Terza Categoria della provincia di Sondrio, abbiamo approfittato di uno dei frequenti viaggi di famiglia in Valtellina, per andare a vedere una partita di questo particolare campionato, e riprendere le nostre cronache dal calcio minore. Non una partita qualunque tra l’altro, ma un derby che non credo abbia un nome, ma che mi verrebbe di chiamare Derby delle Due Tirano. Un po’ di storia.

Tirano è una cittadina di 9.000 abitanti in Alta Valle. Importante crocevia con la vicinissima Svizzera,  famosa per il Santuario della Madonna di Tirano e per essere capolinea di ben due ferrovie, quella nazionale sulla linea Milano-Lecco-Tirano e del cosiddetto Trenino Rosso del Bernina, linea elvetica di alta montagna che attraverso il Passo del Bernina raggiunge Saint Moritz. Il Trenino Rosso è da qualche anno patrimonio dell’umanità dell’Unesco e Tirano oltre che capolinea è l’unica stazione in territorio italiano.

La squadra calcistica di Tirano è la US Tiranese, attualmente in Seconda Categoria, con qualche trascorso in categorie superiori, una stagione in Promozione quando era quarta serie nell’immediato dopoguerra come livello più alto raggiunto.

Villa di Tirano invece di abitanti ne ha 3.000 e non è e non è mai stato una frazione di Tirano. E’ un comune autonomo confinante e transitando lungo la Strada Statale 38, la famosa via del Passo dello Stelvio, si attraversa, andando in direzione Nord prima Villa, poi ci si trova a Tirano senza quasi accorgersene visto che ormai tra gli abitati non c’è più alcuna separazione. Fino al 1863 Villa di Tirano era solo Villa, con le sue undici frazioni. Poi, con l’unità d’Italia sorse il problema che di località chiamate Villa ce n’erano troppe e un Regio Decreto del 28 giugno 1863 stabilì di aggiungere un determinativo. Villa del mandamento di Chiavenna divenne Villa di Chiavenna e Villa del mandamento di Tirano divenne Villa di Tirano. Percorrendo la statale 38 prima ancora di Villa, ma questa è un’altra storia e tra l’altro l’abbiamo già raccontata, si attraversa un altro comune, quello di Bianzone, patria del primo oro olimpico invernale italiano, Nino Bibbia che vinse la prova dello skeleton a Saint Moritz nel 1948. Torniamo al calcio.

 

La squadra locale è la sezione calcio Polisportiva Villa, associazione che si occupa di molti sport e anche collabora all’organizzazione di feste e sagre come la ormai trentennale Sagra dell’Uva e della Mela, motivo per cui eravamo in Valle lo scorso week-end. La squadra milita in terza categoria e gioca nello stadio di Stazzona, una delle undici frazioni, probabilmente quella in cui ci furono in epoca remota i primi insediamenti, in riva all’Adda dalla parte opposta della 38. Risalendo il fiume lungo la strada locale che attraversa vigneti e meleti si arriva al Comunale di Tirano, casa della US Tiranese.

Il Derby, reso possibile dalla fusione dei due campionati, non si giocava da oltre dieci anni, ed era dunque attesissimo, anche se la concomitanza con la Sagra della Mela a Villa e con la Corsa del Sole a Tirano oltre al non grande seguito che il calcio di provincia ha ormai in questi tempi in cui le TV offrono Ronaldo, Messi e compagnia in alta definizione tutti i giorni a tutte le ore, ha fatto sì che al Comunale di Tirano arrivassero non più di un centinaio di persone.

 

Zona tutta dedicata allo sport quella dove sorge il Comunale, campi da tennis, piscine, stadio, che confina a sua volta con il poligono di tiro, da cui per tutta la partita è arrivato l’assordante rumore di fucilate e pistolettate. L’esterno si presenta da impianto di una certa importanza, doppia biglietteria divisa da una parete su cui è dipinto lo stemma della US Tiranese. Come sempre vado in incognito, pago i miei 5 euro di biglietto ed entro, circa venti minuti prima dell’inizio. Il campo è in erba sintetica, la tribuna coperta. Lavori effettuati una decina d’anni fa con un notevole esborso economico, oltre 500.000 euro trovo su articoli di siti locali. I seggiolini singoli sui cinque gradoni della tribuna sembrano precedenti, a un rapido conteggio sono circa 350 il che fa pensare che in periodi antecedenti, quando ci si sedeva direttamente sul cemento, la struttura potesse arrivare ad ospitare quasi 500 spettatori.

Le squadre terminano il riscaldamento e qualche sostenitore inizia ad arrivare. Ci sono parenti e amici dei giocatori, diverse sorridenti fidanzate e qualche immancabile anziano che probabilmente vede calcio da una sessantina d’anni. Anche tre asinelli che guardano da un terreno confinate, insieme al loro proprietario e ad alcuni ragazzini. Si comincia. La Tiranese è nettamente favorita, ma nei derby non si può mai dire. Infatti la Polisportiva Villa regge tutto il primo tempo e al trentottesimo va addirittura in vantaggio con un tiro da fuori di Acquistapace. Passano cinque minuti e la Tiranese, punta sul vivo arriva al pareggio, grazie a un’autorete di Fiorina. Un minuto e con un altro tiro dalla distanza il Villa torna avanti con Bruga e va al riposo sorprendentemente in vantaggio.

In tribuna le fidanzate chiacchierano tra loro, lo stesso fanno gli anziani. Uno sostiene che un certo giocatore della Tiranese debba essere sostituito immediatamente perché non in grado di controllare la palla. Poi confida all’amico di aver mangiato la sera prima la crostata di frutta. – E il diabete? . Gli domanda subito l’altro. – E’ andato a 165! Ma per una volta…- Il discorso torna al calcio.

La ripresa è un assedio, dopo venti minuti la Tiranese ha l’opportunità di pareggiare grazie a un calcio di rigore, ma il portiere Zubiani del Villa si supera e devia in corner. L’assalto dei padroni di casa continua, gli ospiti si difendono come possono, qualche fallo in più ma il clima resta sostanzialmente sereno. Lunghissimo il recupero, poi il fischio finale e la festa dei giocatori della Polisportiva può iniziare. Per loro è un successo che vale quasi una stagione. In casa della Tiranese c’è tristezza, un ragazzo delle giovanili, sul campo come raccattapalle, si sfoga attraverso la recinzione col padre: – Che vergogna! Abbiamo perso con quelli del Villa!-

E’ il fascino del calcio più vero, della provincia più lontana, ai piedi delle grandi montagne. Che nessuna sigla CR7 trasmessa da TV certificate da altre sigle come HD o SuperHD, potrà mai avere.

 

 

Redazione
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