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Il Derby del Muro: Union Berlino, dalla DDR alla Bundesliga grazie ai tifosi

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Il Derby del Muro: Union Berlino, dalla DDR alla Bundesliga grazie ai tifosi

Il 3 Ottobre si celebra in Germania il Giorno dell’unità tedesca, la ricorrenza per ricordare la data del lontano 1990 in cui  avvenne la Riunificazione tra la BRD e la DDR conseguente alla caduta del Muro di Berlino. Un evento che pose fine anche alla divisione nazionale a livello calcistico e che, quest’anno, avrà la sua massima espressione nel derby delle due squadre della Capitale.

Ai più, quando si parla di calcio “popolare” in Germania, vengono in mente due parole ben precise: St. Pauli. La squadra della red light zone di Amburgo, come da noi descritto in alcuni precedenti articoli, rappresenta, sotto vari punti di vista, tutti quelli ideali che sono alla base del cosiddetto calcio popolare: antirazzismo, antifascismo e antisessimo giusto per citare i tre più importanti.

 

Da quest’anno, però, si potrà fare anche un altro esempio in questo ambito. A fine maggio, infatti, è riuscita ad ottenere la sua prima storica promozione in Bundesliga, il massimo campionato calcistico della Germania, la squadra della Union Berlino.

Questo team è nato e si è sviluppato nella zona della capitale tedesca che era conosciuta, ai tempi del Muro, con l’epiteto di Berlino Est. La fama dell’Union, anche oltre la Germania, è una questione politica ma anche culturale.

Prima del 1989, infatti, quando ancora vi era la divisione tra Repubblica Democratica Tedesca (DDR) e Repubblica Federale di Germania (BRD), la Union viveva una forte rivalità con un altro team calcistico ad est del Muro: la Dinamo Berlino.

Quest’ultima, oltre a rappresentare la squadra ufficiale della Stasi, la principale organizzazione di spionaggio della DDR, vinceva anche dal punto di vista dei tornei conquistati. La Dinamo, infatti, era riuscita a aggiudicarsi consecutivamente tutti i campionati calcistici dell’Est dal 1979 al 1988. L’Union, invece, si dovette accontentare di una semplice Coppa della Germania Est alzata nel 1968. Ben poco cosa, almeno dal punto di vista dei trofei, rispetto ai loro vicini.

Ma da un altro punto di vista non vi è mai stata storia tra la Dinamo e la Union: l’affetto dei tifosi. E questo ambito rientra, in tutto e per tutto, almeno secondo il parere di chi scrive, nel contesto del sovra-citato sport popolare.

Questo contatto stretto tra Union Berlino e i suoi tifosi inizia a riunificazione tedesca avvenuta. I supporter, nello specifico, sono diventati delle vere e proprie parti attive della società e, grazie al loro contributo, si è riusciti, ben più di una volta, a salvare la squadra e a risolvere sia problemi economici che logistici.

L’inizio di questa collaborazione è datato maggio 2004. Proprio allora, infatti, partì la campagna “Bleed for Union” per raccogliere fondi da destinare all’acquisto della licenza per giocare in quarta divisione.

Il nome non fu scelto a caso: le sovvenzioni arrivarono dalla vendita di sacche di sangue donato dagli stessi tifosi.

Nel 2008, invece, i supporter della Union parteciparono in maniera attiva alla ristrutturazione dell’impianto di casa: lo Stadion An der Alten Försterei ( che in italiano si può tradurre come “stadio alla vecchia casa del guardaboschi” data la sua vicinanza ad una casa destinata ad una guardia forestale locale).

Ad una seconda trance di lavori, cominciata nel 2010, i supporter, invece, diedero il loro contributo tramite un consorzio formato con determinati sponsor. Dopo questi lavori fu inaugurata, nel 2013, l’attuale struttura dell’impianto che è famosa per poter ospitare 22 012 posti, di cui solo 3.617 a sedere.

Lo stadio della Union, inoltre, non viene usato solamente per le semplici partite ma anche per scopi con una finalità fortemente sociale. Nel 2014, ad esempio, al suo interno venne montato un maxi- schermo,davanti a ben 800 divani posizionati sul terreno da gioco, in cui era possibile seguire le partite della nazionale teutonica durante la coppa del mondo che si stava svolgendo in Brasile. Ogni Natale, invece, si festeggia una ricorrenza alquanto caratteristica. Nei giorni che precedono il 25 dicembre, infatti, l’impianto ospita il Weihnachtssingen” un evento che richiama appassionati da tutta la Germania e anche da altri paesi europei.

Per l’occasione, una folla di decine di migliaia di persone alternano cori calcistici e canti natalizi, bevono Vin brulé e accendono candele per farsi degli auguri “alternativi”.

La partita più sentita è sicuramente quella con l’Hertha Berlino, l’altra squadra della capitale tedesca ancora esistente. L’Hertha, al tempo in cui era in piedi il Muro, era rappresentante della parte occidentale della città e giocava le sue partite nell’enorme Olympiastadion Berlin (dove continua a giocare tuttora).

Ai tempi delle due Germanie, c’era grande vicinanza ideologica e politica tra le due tifoserie di Union e Hertha. Oggi invece, i due team, sono un po’ più lontani, non fosse altro che per una differenza netta sul piano economico, sociale e per quella sensazione di divisione Est-Ovest che ancora si percepisce, nonostante Berlino sia diventata una metropoli moderna e integrata.

Vogliamo chiudere con una curiosità. Quest’anno, come scritto all’inizio, sarà possibile rigiocare il derby cittadino in Bundesliga dopo parecchio tempo visto che le due squadre militavano in categoria differenti.

Il prossimo 9 novembre, inoltre, saranno 30 anni esatti dalla caduta del Muro avvenuta il 9 novembre 1989. I due team calcistici, probabilmente anche con un pizzico di nostalgia, avevano chiesto che una partita del genere si potesse giocare proprio in quella data così significativa non solo per la capitale tedesca ma un po’ per il mondo intero.

Secondo quanto riportato lo scorso giugno dal quotidiano tedesco Der Tagesspiegel, l’idea venne coltivata per alcune settimane, e fu confermata anche da alcuni esponenti dell’Hertha, intervistati da agenzie di stampa. Da parte sua, la Lega Calcio tedesca (DFL) ha valutato la proposta insieme con la polizia e con l’agenzia di intelligence governativa, deputati alla sicurezza dei tifosi. Anche il comune di Berlino doveva dire la sua. Alla fine però la partita si giocherà il 2 Novembre mentre il ritorno è previsto per il 21 Marzo 2020.

Sarà un peccato non vederli giocare il giorno della Caduta del Muro. Ad ogni modo, anche in Bundesliga, finalmente, Berlino sarà una città unita.

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