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Il caso di Rakitic: da pedina fondamentale a comprimario di lusso

Da protagonista assoluto a comprimario quasi mal sopportato: può essere riassunta cosi la parabola di Ivan Rakitic. Dal gol in finale in Champions League del 2015 contro la Juve, che aprì le marcature del trionfo azulgrana, alle zero presenze collezionate nelle ultime 3 partite ufficiali tra Campionato e Champions, e appena una presenza da titolare nelle ultime cinque gare, prima della gara di Coppa del Re con il modesto Hercules al Camp Nou in cui il croato è anche andato a segno su rigore.

ESCLUSO- Non devono ingannare i 90′ contro l’Hercules in Coppa del Re, perché ora Rakitic è ormai un caso a Barcellona. Un giocatore che prima rappresentava una pedina fondamentale per il gioco di Luis Enrique ormai sembra non rientrare più nei piani del tecnico asturiano. Eppure Ivan Rakitic è un giocatore di assoluta qualità che può magari peccare nella dinamicità o nell’aggressività, ma senza dubbi tecnicamente fantastico. Risulta quindi veramente difficile capire i motivi di questa esclusione, soprattutto se si va ad analizzare il sistema di rotazione che Luis Enrique ha sempre adottato in questa stagione. Mai nessun giocatore di movimento, eccezion fatta per Aleix Vidal, Digne e Mathieu che sono considerate seconde linee, sono rimaste fuori per tre partite consecutive senza mai entrare per un minuto. Nell’unica volta, nelle ultime cinque gare, in cui Rakitic è partito titolare, è stato sostituito dopo un’ora e non in una partita qualsiasi bensì nel Clasico contro il Real Madrid. Se pensiamo che prima della gara contro il Real Madrid Ivan Rakitic era uno dei giocatori più utilizzati da Luis Enrique allora questo utilizzo lascia ancora più perplessità . Un trattamento che non è stato capito a pieno dal giocatore che ora sembrerebbe pronto ad abbandonare la Catalogna.

MOTIVI- Cerchiamo di capire perché si è arrivati a questo punto. Se lo domandate a Luis Enrique lui vi dirà che “Sono scelte legittime di un allenatore” come ha fatto nelle ultime conferenze stampa. Sappiamo però che può e deve esserci dell’altro: il fattore che può aver portato a questa situazione è che il Barça veniva accusato nelle ultime settimane, soprattutto dopo il Clasico pareggiato 1-1 con il Real Madrid, di stare perdendo la sua identità. Una squadra che veniva dominata dall’avversario rinunciando a quello stile che lo ha sempre contraddistinta. Poco possesso palla e poco gioco d’attacco. Anche le parole di Piquè al termine della gara con il Real facevano intendere l’aria che si respira all’intero del Barça: ” Se noi recuperiamo il nostro stile, come abbiamo fatto nel secondo tempo, siamo inarrestabili e siamo in grado di cambiare le cose”. Le parole dell’ex United erano riferite all’ingresso di Andrés Iniesta al posto di Rakitic a trenta minuti dalla fine, momento in cui il Barcellona ha ricominciato a macinare gioco. Probabilmente Luis Enrique deve essere particolarmente sensibile alle parole dei suoi giocatori più importanti,  perché non ha avuto nessun dubbio nell’escludere Rakitic nelle tre partite successive a favore di Iniesta e di Denis o Gomes che fanno il lavoro di fatica vicino all’Illusionista. In molti in Spagna si chiedono se questa si semplicemente una mossa da parte del tecnico azulgrana di preservare Rakitic per averlo al meglio nel proseguo della stagione quando si entrerà nella fase decisiva di Campionato e Champions League. Resta il fatto, però, che ora il matrimonio tra Rakitic e il Barcellona sembra davvero ad un bivio: un bivio che potrebbe regalare scenari inaspettati già nel mercato di gennaio.

Redazione
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