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Il calcio degli ex rifugiati: da Manneh a Berahino, passando per Cissé

Quando un gol vale ben più dei tre punti in palio. E’ proprio il caso di dirlo; per quanto concerne il bomber del Werder Brema Ousman Manneh, si tratta di un sogno diventato realtà.

Manneh che ha realizzato il suo primo gol in Bundesliga a distanza di due anni dal suo arrivo in Germania come rifugiato proveniente dal Gambia.

Una storia non facile la sua, costretto a lasciare l’intera famiglia in patria all’età di diciassette anni per inseguire un sogno che sembrava impossibile da realizzare.

Non riesco davvero a crederci“, le prime parole di Manneh dopo il gol realizzato al Bayer Leverkusen che è valso la vittoria per i suoi.

Ditemi che non sto sognando, è tutto vero? E’ il più bel momento della mia vita.

Il percorso calcistico in terra teutonica di Manneh inizia da lontano; durante un provino nel 2014, impressiona gli osservatori del Blumenthaler (quinta serie tedesca) e realizza successivamente ben 15 gol in 11 partite disputate con la squadra Primavera del club.

A marzo del 2015, subito la grande chiamata dalla Bundesliga: c’è il Werder Brema su di lui. I biancoverdi non ci pensano troppo su e decidono di investire su Manneh. Mai scelta si rivelerà più azzeccata.

Dopo sole quattro presenze tra i ‘grandi’, Manneh segna al Weser Stadion al minuto 59 della sfida contro le ‘aspirine’ del Leverkusen.

“E’ difficile esprimere a parole ciò che sento. Ero già tanto orgoglioso di essere il primo atleta proveniente dal Gambia a giocare quattro partite nella massima serie tedesca ed ora ho anche segnato..è meraviglioso”.

Una storia bellissima, che tuttavia non è un ‘unicum’ nella storia del calcio a grandi livelli.

Saido Berahino, attaccante in forza al West Bromwich Albion, a soli dieci anni fu costretto a fuggire dall’Africa, terra devastata durante la guerra civile.

La famiglia del ragazzo venne coinvolta in eventi terribili in patria, così il piccolo Saido dovette emigrare in Inghilterra, accompagnato dalla madre, dal fratello e dalle sorelle.

Cresciuto a Newtown, quartiere non certo di lusso di Birmingham, Berahino muove i primi passi su un campo di calcio presso la squadra locale del Phoenix United. Le sue qualità vengono immediatamente notate dagli osservatori del West Bromwich Albion: comincia così la storia di Berahino al WBA.

Il giovane inizia ad allenarsi nell’Under-12 del club. Le qualità sono importanti e nel 2009 giunge un altro momento fondamentale nel percorso di crescita di Berahino: la prima volta con la maglia della nazionale inglese (Under 16).

Dopo alcuni prestiti nelle serie minori, infine, ecco la grande occasione: nell’estate del 2013, l’attaccante viene aggregato alla prima squadraIl 6 settembre 2013, intanto, Berahino segna il suo primo gol all’esordio nell’Under 21 dei Tre Leoni, contro la Moldova.

Il ragazzo, inoltre, si fa notare con la tripletta in League Cup contro il Newport Country. Il 28 settembre arriva pure il primo gol nella massima serie inglese: con la sua fantastica rete, il West Bromwich batte 2-1 il Manchester United ad Old Trafford. Un predestinato.

Che dire, poi, di Salim Cissé.

Cissé, giovane calciatore guineano che oggi milita nell’Olhanense (Serie B portoghese), ha alle spalle una storia piuttosto complicata. Il motivo? La sua carriera è iniziata per caso mentre disputava una partita amatoriale in un centro d’accoglienza a Roma.

Il ragazzo, classe 1992, infatti, è giunto in Italia dopo aver deciso di lasciare la propria terra in cerca di fortuna, di una vita migliore. Ha scelto, quindi, di venire nel nostro paese e, una volta arrivato nella capitale italiana, è stato inserito in un alloggio della Lazio.

Grande appassionato di calcio, Cissé ogni giorno andava a vedere gli allenamenti del Borgo Massimina, una piccola società di Roma. Un pomeriggio, il guineano viene notato mentre è tranquillamente seduto sugli spalti e viene inserito in campo per disputare la partita.

E’ l’inizio di una favola meravigliosa. Notato per le sue grandi doti tecniche e fisiche, Salim viene segnalato subito all’Atletico Arezzo, dove inizia la sua nuova carriera (e vita).

Il club toscano riesce a tesserarlo come rifugiato politico e Cissé mostra tutto il suo talento in breve tempo. Il salto definitivo arriva nell’estate del 2012.

L’Atletico Arezzo lascia andare il ragazzo a parametro zero, dimostrando un comportamento semplicemente straordinario, perché dal Portogallo l’Académica ha deciso di puntare forte su di lui.

Il percorso di Cissé non è stato facile in terra lusitana, tra prestiti in varie squadre di diverse leghe, ma non si può certo dire che anche il suo grande sogno non sia alla fine diventato realtà.

Redazione
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0 Comments

  1. Avatar

    Oronzi

    Novembre 2, 2016 at 3:40 pm

    Ma cos’é quest’articolo? tratto dal film di checco zalone?
    Facciamo un po’ la statistica degli asilanti in galera e/o che spacciano.
    IO farei volentieri a meno di (falsi) profughi (che guerra c’e’ in guinea?) in cambio di migliaia in galera per qualche calciatore.Il valore aggiunto per la societa’ di qualche sportivo é decisamente inferiore ai costi della delinquenza.

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