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Il Calcio a Samarcanda tra lapislazzuli e polvere

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Il Calcio a Samarcanda tra lapislazzuli e polvere

Una delle città più antiche al mondo, Fortezza di pietra e Crocevia di culture. Samarcanda (Samarqand), città dell’Uzbekistan di oltre 500mila abitanti, è patrimonio mondiale dell’UNESCO. Persa ogni centralità nello scacchiere mondiale contemporaneo, è stata per duemila anni centro nevralgico della via della seta tra Europa e Cina. Fondata nell’VIII secolo a.C., venne conquistata da Alessandro Magno nel 329 a.C. Nel 712 d.C. furono gli arabi a prenderne il controllo e tra il 875 e il 999 divenne uno dei maggiori centri politici e culturali dell’Asia centrale.

Nel 1220 fu saccheggiata  e  distrutta  da  Gengis  Khan.  Ritornò  all’antico  splendore  con  Tamerlano  sotto l’Impero timuride di cui divenne capitale. Un periodo di fioritura culturale ed artistica. Tra i capolavori  architettonici,  il  Registan  (Registon),  piazza  centrale  circondata  da  tre  madrase, maestose scuole islamiche rivestite da splendidi mosaici di lapislazzuli, edificate tra il 1417 e il 1660. Nel 1868 fu annessa all’Impero russo. Risale a questa epoca la sua attuale bipartizione: ad est la città vecchia dalle mille vie, ad ovest il centro amministrativo dai larghi viali. A seguito del crollo dell’URSS nel 1991, è parte della Repubblica dell’Uzbekistan.

Il calcio ovunque, anche a Samarcanda

Anche qui, dove alla storia millenaria dei monumenti si unisce la povertà diffusa e ai costumi autentici si affiancano globalizzazione e turismo, il calcio è tra gli sport più popolari. Tradizione che affonda le proprie radici nel periodo sovietico. La società di calcio più importante è la Dinamo Samarqand futbol klubi fondata nel 1960. Dopo aver cambiato nome più volte, dal 2008 ha ripreso la denominazione sovietica. Ai tempi dell’URSS, dal 1976 al 1989, ha militato principalmente in terza serie, la Vtoraja Liga. Vanta 23 partecipazioni alla  massima serie  del  campionato uzbeko  (O’zbekiston Superligasi). Tuttavia, dal  2001  si  è attestata su posizioni di medio-bassa classifica e il miglior risultato è il quinto posto della stagione 2007. Retrocessa nel 2017, dopo un anno nella seconda serie (O’zbekiston Pro-ligasi) è tornata nella stagione 2018-19 a giocare nella massima serie arrivando settima.

Sempre in seconda serie vi è un’altra squadra di Samarcanda: lo Sherdor Samarqand futbol klubi. Fondato nel 1990, il club si è sciolto con la dissoluzione dell’Unione Sovietica e del relativo campionato di calcio. Rifondato agli inizi del 2012, si alterna tra seconda e terza serie (O’zbekiston Ikkinchi ligasi).

Entrambe le squadre giocano al Dinamo Samarqand stadioni, stadio polivalente che si erge a 3 km ovest dal Registan su quella che fu la strada dedicata a Karl Marx. L’impianto, costruito tra il 1961 e il 1963, è il secondo stadio più antico del Paese dopo il Paxtakor markaziy stadioni della capitale Taškent. Ristrutturato nel 1989 e nel 1997, ha raggiunto una capienza di 16.000 spettatori. Nel 2011 è stato oggetto di una grande ricostruzione per il Campionato mondiale di calcio femminile Under-20 2012, previsto in Uzbekistan ma poi svoltosi in Giappone per problemi di ordine tecnico-logistico. Lo stadio ha attualmente 13.800 posti, risponde ai moderni standard FIFA ed è stato utilizzato dalla nazionale uzbeka in diverse occasioni. Il proprietario dell’impianto è la città di Samarcanda e la gestione è affidata alla società della Dinamo, che possiede un museo al suo interno.

Il terzo club presente in città, anch’esso dal nome sovietico, è lo Spartak. Milita nel campionato di calcio della Regione di Samarcanda e gioca le sue partite nella piccola arena da 3.000 spettatori dello Spartak stadioni.

Tra i club scomparsi vi è il Registon Samarqand futbol klubi. Fondato nel 2010, ha ottenuto immediatamente la promozione dalla terza alla seconda serie. Concluso il campionato al 12° e ultimo posto nel 2014, non ha preso parte alla stagione successiva a causa di problemi economici, sciogliendosi definitivamente nel 2015. Giocava all’Olimpiya stadioni, impianto da 12.500 posti nel nord della città. L’arena, costruita ed aperta nel 1989, è il secondo stadio polifunzionale di Samarcanda. Essendo parte del Collegio delle Riserve Olimpiche dell’Uzbekistan, ospita, oltre alle giovanili della Dinamo, diversi tornei ed eventi sportivi a livello studentesco.

Oggi  Samarcanda,  antico  luogo  di  scambio  e  incontro  la  cui  bellezza  per  secoli  è  stata leggendaria in Europa e Cina, vive al confine della modernità. Tuttavia, la passione calcistica arde soprattutto tra i giovani. Gli infiniti colori che all’alba accendono il mercato di Siab risplendono al tramonto sulle magliette dei ragazzi che corrono dietro a un pallone logoro su terreni di polvere e ghiaia nelle periferie.

Dove il vento solleva sabbia, storia e le parole di un campo da calcio.

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