Connect with us

Cerca articoli

Calcio

I tifosi messicani e il problema degli insulti omofobi

La Fifa ha aperto un’indagine disciplinare contro il Messico dopo che i suoi supporter hanno usato cori discriminanti e di stampo omofobo durante il loro match contro la Germania vinto per 1-0. I tifosi messicani potrebbero vedere il loro “Fan ID” confiscato.

Uno degli osservatori anti-discriminazione della FIFA ha riportato la reiterata pronuncia del coro “Puto” all’interno dello stadio Luzhniki di Mosca durante la sfida tra Messico e Germania. Un insulto tipicamente omofobo nella lingua spagnolo-messicana, rivolto all’avversario nello specifico Neuer, portiere della Germania ogni volta che effettuava un rinvio dal fondo.

I tifosi del Messico sono stati aspramente criticati in passato dalle organizzazioni a difesa dei diritti dei gay in quanto l’insulto “Puto”, letteralmente “prostituta di sesso maschile o gigolò” è ravvisato dagli stessi come omofobo. La federazione calcistica messicana è stata più volte multata per questi insulti durante le Qualificazioni Mondiali ma queste sono sempre state poi annullate dalla Corte di Arbitraggio Sportivo che lo ha ritenuto insultante ma non discriminante.

La cosa strana è che ai tifosi messicani, beccati di aver trasgredito ben 12 volte i regolamenti anti-discriminazione, non sia stato ancora impedito di accedere allo stadio, cosa invece avvenuta per i tifosi di Cile e Honduras colti in flagrante rispettivamente 10 e 5 volte.

Il nuovo regolamento della massima federazione calcistica mondiale, introdotto durante la scorsa Confederation Cup, vuole che ci sia un annuncio da parte dello speaker dello stadio e poi la sospensione ed eventuale abbandono della gara. Procedura che non è stata eseguita durante il match contro la Germania.

L’insulto “Puto” non rientrerebbe nell’articolo 58 della codice disciplinare della FIFA, che previene la discriminazione in base alla razza, colore, lingua, religione e origine. Non vi è traccia invece della discriminazione in base all’orientamento sessuale. La pena minima per la violazione dell’articolo 58 è pari a 30.000 franchi svizzeri che può sfociare in casi reiterati e ben più gravi dapprima nel divieto di ingresso per i tifosi ed in ultimo all’esclusione della squadra dal torneo.

L’insulto “Puto” violerebbe invece l’articolo 67 dello stesso codice disciplinare in quanto “parola offensiva generica” ma in questo caso non è prevista una pena minima.

La Federazione calcistica messicana ha subito e veementemente intimato i suoi tifosi a fermare questo tipo di cori, invitandoli a pensare al fatto che sono la rappresentanza dei migliori tifosi del mondo. Se beccati a comportarsi male, i tifosi messicani potrebbero vedersi confiscare il loro “Fan ID”, un documento ufficiale richiesto per entrare negli stadi e sostitutivo della Visa necessaria per entrare nel paese durante il torneo.

Sempre la federazione messicana, su Twitter, ha pregato i suoi tifosi a comportarsi bene e non farsi arrestare. I tifosi del Messico, dal canto loro, sono recidivi in quanto già ammoniti durante la scorsa Confederation Cup tenutasi lo scorso anno sempre in Russia. Vedremo se riusciranno a fare di peggio nella partita di oggi contro la Corea del Sud

Redazione
A cura di

GiocoPulito nasce nel Novembre 2015 con l’obiettivo di dare un taglio all’informazione sportiva non tanto incentrandola sulla comune, quanto importante, attualità, ma andando a costruire un prodotto di informazione che potesse accrescere la conoscenza degli accadimenti passati o presenti, soddisfare la sana curiosità, alimentare la cultura e la passione per lo sport.

Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Da non perdere

Calcio

La rivincita di Igor Akinfeev Compie oggi 35 anni Igor Akinfeev, il portiere russo che agli ultimi Mondiali si è preso una rivincita attesa...

Storie di Sport

Andrea Whitmore-Buchanan: se il destino è più infame anche del razzismo Il 6 aprile 1956 nasceva Andrea Whitmore Buchanan, la talentuosa tennista afroamericana che...

Basket

Don Haskins, il Martin Luther King bianco del Basket americano Il 4 Aprile 1968 veniva assassinato a Memphis, Martin Luther King. Nello stesso periodo,...

Altri Sport

La rivoluzione del Surf: Shahla Yasini, la prima iraniana sulla cresta dell’onda Il primo aprile 1979 viene proclamata la nascita della Repubblica Islamica dell’Iran...

Pugilato

La vera storia di Jack Johnson: un perdono lungo 100 anni Il 31 marzo 1878 nasceva Jack Johnson, il primo pugile afroamericano della storia...

Altri Sport

A tu per tu con Giovanni “Johnny” Pellielo, la Leggenda del Tiro a Volo Fasi decisive per il mondo dello sport in generale che...

Basket

Oral Roberts, i fondamentalisti cristiani cercano la gloria (sportiva) Due eliminazioni eccellenti. E una terza che potrebbe proiettarli nelle migliori otto squadre di basket...

Calcio

Le partite degli altri: l’ultima volta della DDR Aggrappati a un gol, impensabile ancor più che imprevisto, di Jürgen Sparwasser, quando le spartane maglie...

Calcio Social

Tra LeBron e Ibrahimovic nessuno dei due ha ragione Quello tra LeBron James e Zlatan Ibrahimovic è stato uno scontro che a livello mediatico...

Calcio

Il paradiso e l’inferno in un colpo solo: la Nigeria ai Mondiali 1998 La Nigeria a Francia ’98: quel sogno infranto dal poker danese....

Calcio

Lev Yashin: storia dell’invincibile Ragno Nero Il 20 marzo 1990 moriva Lev Yashin, fenomenale portiere russo, unico estremo difensore a conquistare il Pallone d’oro....

Inchieste & Focus

Perché il Calcio non c’entra niente con lo Ius Soli Negli ultimi giorni è tornata in auge la questione Ius Soli, con le dichiarazioni...

Gioco Pulito è una Testata giornalistica registrata presso il Tribunale Civile di Roma – Autorizzazione N° 184/2018 del 22-11-2018 Società Editrice Io Gioco Pulito srls - Direttore Responsabile Antonio Padellaro