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I nuovi record della Champions League ripropongono vecchi quesiti

Distinguere una partita spettacolare da una partita d’alto livello è sempre difficile. Il quesito si è riproposto martedì scorso al BVB Stadion Dortmund, dove Borussia e Legia Varsavia hanno regalato un match da record. L’8-4 finale, frutto soprattutto di una prima mezz’ora di gioco folle che aveva portato il risultato sul 5-2, è entrato di diritto negli annali della Champions League. I dodici gol messi a segno dalle due squadre, infatti, hanno piazzato il match al primo posto nella speciale classifica degli incontri con più reti complessive. Il primato riguarda unicamente le partite disputate dal 1992, anno della riforma del torneo europeo. Se si va indietro nel tempo, l’unico match che supera Borussia Dortmund-Legia Varsavia è una sfida del 1969 tra gli islandesi del KR Reykjavik e il Feyenoord, terminata 12-2 a favore degli ospiti olandesi. B 1913-Spora Luxembourg 9-2 (13 settembre 1961), Lokomotiv Sofia-Malmö FF 8-3 (16 settembre 1964), Haka-Anderlecht 1-10 (14 settembre 1966), Dinamo Bucarest-Crusaders 11-0 (3 ottobre 1973), Liverpool-OPS 10-1 (1 ottobre 1980) e Monaco-Deportivo 8-3 (5 novembre 2003) si sono fermate invece alla “miseria” di undici reti.

La partita di Dortmund, inoltre, ha regalato un primato al Legia Varsavia, capace di subire 24 reti in 5 partite, eguagliando il record negativo del BATE Borisov nel 2014/15. Niente male, se si considera che hanno ancora a disposizione un match per peggiorare la statistica. Spulciando negli archivi, si scopre che i polacchi si piazzano al primo posto anche nel rapporto tra gol segnati e subiti (32), superando i 31 complessivi del Manchester United nel 1998/99 (stagione in cui vinsero la Champions League) e i 29 del Tottenham nel 2010/11.

Le statistiche esposte fin qui ci pongono di fronte ad un dubbio: la goleada di martedì è una semplice casualità oppure denota un problema strutturale nella Champions League che abbiamo imparato a conoscere negli ultimi anni? Se si optasse per la seconda ipotesi, si servirebbe un assist a coloro i quali vorrebbero negare l’accesso al torneo alle squadre di terza e quarta fascia, riducendo la Champions League ad una mera questione tra top team, ma ci sono diversi aspetti da considerare. Una partita che finisce 8 a 4 è un match spettacolare, non una partita d’alto livello, seppure molto più intrigante di un banale 12-0. Ovviamente è una questione di punti di vista, specie se si è tifosi della squadra che esce vincitrice, però se si analizza l’aspetto tecnico l’opinione sfora nell’oggettività. D’altro canto, mettere a confronto i campioni del Borussia Dortmund con gli umili calciatori del Legia Varsavia rappresenta una delle anime più pure di questo sport: la periferia che sfida il centro, le piccole che partono dallo 0-0 esattamente come le grandi. A prescindere dal risultato finale, sono queste le pagine di sport da raccontare con più enfasi, un po’ come si è fatto l’estate scorsa con l’Islanda capace di eliminare l’Inghilterra da un Europeo. Oppure, più banalmente, col Leicester vincitore dell’ultima Premier League. Se si togliesse al calcio anche questa chiave romantica, non resterebbe altro che uno show. Probabilmente interessante, ma svuotato di tanti significati. Concedere la fase a gironi ai sognatori è un imperativo: Cristiano Ronaldo, Messi e Neuer hanno modo di sfidarsi dagli ottavi di finale in poi.

D’altronde, lo stesso Legia Varsavia, preso a pallonate dal Borussia Dortmund, era stato capace poche settimane fa di rimontare due reti al Real Madrid, campione in carica, chiudendo sul 3-3. Ne aveva presi sei dai tedeschi nella partita d’andata, cinque dagli spagnoli nell’altro match e due dallo Sporting Lisbona, ma non potrà non considerare positivamente l’esperienza europea. Quel punto, conquistato in rimonta contro una squadra che ha vinto la Champions League per undici volte, vale più di ogni trionfo. Perché togliere certe gioie al calcio di periferia e ad una platea portata naturalmente a tifare per il più debole? L’equilibrio sta nel dare una possibilità a tutti di scrivere la propria dichiarazione d’amore nei confronti dello sport, a prescindere dal risultato finale. Questa Champions League, secondo molti da riformare, è bella anche perché il Legia Varsavia sfida Borussia Dortmund e Real Madrid. Perché il Rostov, arrivato alla fase finale dopo aver fatto fuori l’Ajax cinque volte campione d’Europa, ha la possibilità di ospitare il Bayern Monaco e riuscire nell’impresa di batterlo 3 a 2. Perché il Ludogorets è in grado di spaventare l’Arsenal e la Dinamo Zagabria può mettere in mostra dei talenti che riempiranno le pagine dei quotidiani nei prossimi anni. Allargare le frontiere porta con sé la possibilità di vivere delle esperienze sportive particolari: spesso di basso livello dal punto vista tecnico, sempre eccelse dal punto di vista emotivo. Tra le due ipotesi, non si potrà non privilegiare la seconda via. Anche se significa sacrificare un martedì di fronte alla tv con un match quasi equiparabile ad una partitella tra amici, ne vale la pena.

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