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I Mondiali degli Sport Gaelici tra magia e tradizione

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I Mondiali degli Sport Gaelici tra magia e tradizione

Torniamo ad occuparci del mondo magico e intriso di tradizione degli sport gaelici. Lo facciamo in occasione dei prossimi GAA World Games che si terranno in Irlanda, patria di queste discipline, a Waterford e Dublino dal 28 luglio al 2 agosto. Ne parliamo con Daniele Giannarini, uno dei massimi cultori italiani di queste discipline e che già in passato aveva raccontato ai lettori di IGP i segreti del mondo sportivo gaelico.

Daniele raccontaci la storia dei GAA World Games.

Essendo stati gli sport gaelici (calcio gaelico ed hurling in particolare) per decenni una prerogativa pressoché esclusivamente irlandese, da sempre ed ancora oggi i tornei più importanti sono i Championship che si giocano in Irlanda tra selezioni di contea irlandese. Tuttavia, parallelamente al boom di diffusione, per quanto pionieristico e di nicchia, registrato negli ultimi 20 anni nel mondo è sorta l’esigenza di far confrontare i vari movimenti e culture di questi sport in una rassegna internazionale. Era il 2013 quando si tenne a Galway un primo prototipo di competizione internazionale, con 16 squadre di hurling, 5 delle quali di non irlandesi e provenienti dal resto del mondo. Fu un discreto successo al punto che passarono solo due anni per la prima, inedita ed ufficiale rassegna dei World Games ad Abu Dhabi riguardanti entrambi le discipline sportive. Si decise di ripetere l’esperienza l’anno dopo a Dublino, perfezionando ulteriormente la copertura mediatica, la logistica e la visibilità dell’evento. Fu un grande successo che vide la partecipazione di molte squadre. La GAA decise quindi di rendere la manifestazione un evento stabile da celebrare ed organizzare ogni tre anni.

Cosa vedremo ai World Games 2019?

Si tratterà di un torneo particolarmente ampio perché riguarda ben 4 sport: il calcio gaelico (gaelic football), lo hurling, il calcio gaelico femminile (Ladies Gaelic Football) ed il camogie che sarebbe una sorta di hurling femminile. Ognuno di questi 4 sport prevede 2 tipologie di torneo diversificate: uno destinato agli irlandesi che vivono all’estero e che giocano quindi per le selezioni del loro paese di adozione ed una per i cosiddetti Natives, ovvero  ragazze e ragazzi non irlandesi che giocano per la propria nazione come fosse una vera a propria nazionale. L’edizione 2019 si terrà per la maggior parte del tempo a Waterford, la più antica città d’Irlanda, fondata dai Vichinghi nel 914 d.C. n un’ampia insenatura alla confluenza di ben tre fiumi. Il 28 luglio è in programma la parata cittadina con tutte le rappresentative, mentre dal 29 al 1 agosto si giocheranno le competizioni. La manifestazione si sposterà quindi a Dublino il 2 agosto dove verranno giocate le finali di ognuno dei tornei nel celebre e maestoso Croke Park, allo stesso tempo stadio nazionale da 80.000 posti ed autentico tempio della cultura e storia irlandese.

Come sarà rappresentata l’Italia?

Se tre italiani avevano già giocato ai World Games del 2016 per l’Europa, e due di loro vestiranno la maglia azzurra quest’anno, è però la prima volta in assoluto che parteciperà una selezione ufficiale italiana ai World Games, iscritta tra gli Uomini Natives di calcio gaelico. 13 ragazzi rigorosamente italiani ed appassionati di calcio gaelico, selezionati da 4 squadre (tre italiane ed una tedesca) partiranno alla volta dell’Irlanda per rappresentare il nostro paese. Soltanto una volta anni fa un’ufficiosa rappresentativa italiana aveva visto il campo, giocando un match amichevole sperimentale contro la ben più solida ed esperta nazionale francese, mentre ai World Games si registrerà il vero e proprio esordio ufficiale degli Azzurri. L’obiettivo, da esordienti ed underdog, sarà cercare di andare il più avanti possibile misurando gli anni di esperienza accumulati nei vari anni contro selezioni ben più storiche, consolidate e blasonate. L’iniziativa è partita dal presidente della SS Lazio Calcio Gaelico Paolo Ialongo che, di concerto e d’accordo con i presidenti e le dirigenze degli altri 3 club italiani, Padova, Rovigo e Milano, ha formalizzato la costituzione della selezione registrandola presso la GAA. L’operazione fa parte di un ben più ampio progetto che ha come obiettivo la diffusione degli Sport Gaelici in Italia, mediante manifestazioni o tramite i canali mediatici come la pagina Facebook “Sport Gaelici Italia”,  e soprattutto la definitiva costituzione di una federazione ufficiale, procedura già avviata col CONI e che si prevede verrà formalizzata in tempi brevi. Un passo in avanti cruciale e fondamentale per questi sport nel Bel Paese, dato che il primo e principale obiettivo di ogni club prima che registrare vittorie sul campo, è cercare di coinvolgere ogni anno nuovi adepti e continuare ad esistere con passione e spirito di appartenenza. Un po’ come i piccoli club dell’affascinante, sperduto e selvaggio ovest irlandese.

So che è già stato effettuato il sorteggio dei giorni…

Sì, qualche giorno fa. L’Italia è stata inserita nel gruppo A contro Australasia, Guascogna, San Isidro ed Eire OG che è una selezione proveniente dalla Contea di San Francisco, mentre San Isidro è il famoso quartiere di Buenos Aires visto che al torneo partecipano non solo le nazioni ma anche le comunità celtiche. L’Italia proverà a fare il massimo e vedremo giorno per giorno dove potremo arrivare.

Noi di IGP diamo già l’appuntamento ai nostri lettori ai primi di agosto quando racconteremo com’è andata immergendoci di nuovo nella realtà degli sport gaelici.

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Francesco Beltrami

Francesco Beltrami nasce 55 anni fa a Laveno sulle sponde del Lago Maggiore per trasferirsi nel 2007 a Gozzano su quelle del Cusio. Giornalista, senza tessera perché allergico a ogni schema e inquadramento, festeggerà nel 2020 i trent'anni dal suo primo articolo. Oltre a raccontare lo sport è stato anche atleta, scarsissimo, in diverse discipline e dirigente in molte società. È anche, forse sopratutto, uno storico dello sport, autore di diversi libri che autoproduce completamente. Ha intenzione di fondare un premio giornalistico per autoassegnarselo visto che vuol vincerne uno e nessuno glielo da.

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