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Guttuso ritrovato, tra arte e Sport

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Guttuso ritrovato, tra arte e Sport

Occuparsi di arte sulle web colonne di un sito dedicato allo sport come Gioco Pulito è inconsueto, ma ci piace farlo per due motivi. Innanzitutto non riteniamo che nessuna attività umana debba restare compressa in compartimenti stagni, soprattutto se si tratta di passioni che la vita dovrebbero renderla migliore. La seconda ragione è che l’artista di cui parliamo oggi con lo sport ha sempre avuto un rapporto speciale. Stiamo parlando di Renato Guttuso, uno dei pittori che più ha amato rappresentarne, la tensione e le diverse plasticità dei movimenti atletici:

“Quella simbiosi fra concentrazione e scatto tipica dell’agonismo che tanto ha a che fare con le dinamiche di contemplazione e azione di un artista mentre porta a compimento la propria opera. – ci spiega Luca Traini, curatore con Debora Ferrari dell’esposizione presso Banca Generali Private di Varese di un capolavoro da poco ritrovato dell’artista siciliano –  Gli sport prediletti da Guttuso sono quelli amati da un pubblico popolare. Come la boxe, praticata in gioventù nella palestra Pandolfini di Palermo, e il calcio, a cui dedica negli anni tutta una serie di interpretazioni originali fino al famoso francobollo per la vittoria dell’Italia del Mundial ’82. Si può dire quindi che tutta la vita dell’artista è permeata di questo grande amore, consacrato da una delle sue ultime grandi mostre: “Elogio allo sport” al Palazzo del Coni nel Foro Italico nel 1984.”

Il Guttuso ritrovato, “Naufragio” è un’opera in ceramica di grandi dimensioni, di particolare originalità per la potenza stilistica, la fattura in ceramica e il contenuto che esplica con grande forza evocativa l’importanza e il sostegno al lavoro umano. E alla fine anche nell’immagine impressa sulla ceramica in quest’opera c’è sport, attraverso lo sforzo fisico dei personaggi per sottrarsi alla rabbia del mare, c’è sfida agli elementi, una caratteristica sempre più presente nello sport moderno, pensiamo a certe imprese alpinistiche, o all’attraversamento degli oceani in barca a vela o a certe maratone di centinaia di chilometri attraverso i deserti, c’è il gesto del remare, c’è la lotta, sia pure in senso figurato, non contro un avversario ma contro gli elementi e sullo sfondo la contesa più terribile contro l’avversaria finale di ognuno di noi, quella che o prima o dopo vincerà: la Morte.

Naufragio è stato realizzato da Guttuso negli anni Cinquanta, ed è in qualche modo sparito dalla scena artistica pubblica passando negli anni da una collezione privata all’altra. Ora eccolo di nuovo fruibile per tutti:

“Questo aspetto dei patrimoni privati di beni artistici è molto importante –aggiunge Daniela Parravano di Banca Generali Private – perché nel diritto dell’arte anche una proprietà privata contiene un senso civico pubblico e parlando di investimenti, l’arte e la cultura sono sempre importanti per la crescita di una società”

L’opera è stata presentata lo scorso 29 novembre e resterà esposta fino al 19 gennaio prossimo, mentre sempre a Varese, presso i Musei Civici di Villa Mirabello, prosegue un’altra grande mostra dedicata sempre a Guttuso, che, ricordiamolo è sì nato in Sicilia a Bagheria ma ha avuto un forte legame col territorio di Varese, di cui è stato cittadino onorario, dove ha lavorato per anni dando vita a gran parte della sua produzione più celebre che ha fatto di lui uno dei maggiori pittori della storia dell’arte italiana del XX secolo.

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Francesco Beltrami

Francesco Beltrami nasce 55 anni fa a Laveno sulle sponde del Lago Maggiore per trasferirsi nel 2007 a Gozzano su quelle del Cusio. Giornalista, senza tessera perché allergico a ogni schema e inquadramento, festeggerà nel 2020 i trent'anni dal suo primo articolo. Oltre a raccontare lo sport è stato anche atleta, scarsissimo, in diverse discipline e dirigente in molte società. È anche, forse sopratutto, uno storico dello sport, autore di diversi libri che autoproduce completamente. Ha intenzione di fondare un premio giornalistico per autoassegnarselo visto che vuol vincerne uno e nessuno glielo da.

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