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Gran Premio della Liberazione: qualche volta bisogna credere ai miracoli

Il 23 marzo scorso il Presidente dell’ASD Primavera Ciclistica Andrea Novelli lanciava uno spaventoso grido di dolore annunciando che quest’anno il Gran Premio della Liberazione, che fu disputato per la prima volta nel 1946, non si sarebbe disputato.

Dopo 71 anni la storica corsa ciclistica, un vero e proprio Campionato Mondiale Under 23 sarebbe morta. Tante parole ma veramente in pochi hanno mostrato di avere davvero a cuore la corsa.

Qualche volta, però, accade l’inaspettato e con un colpo di reni come un velocista di razza a pochi metri dal traguardo il Gran Premio della Liberazione si risolleva dall’orlo di un precipizio senza fondo e si prepara per l’edizione numero 72 grazie all’inatteso intervento del Ministro dello Sport Luca Lotti e della preziosa collaborazione di Cicli Lazzaretti.

Cosa è accaduto?

Il grido di dolore del Presidente Novelli è stato ascoltato da chi ha dimostrato di credere in questa ricorrenza davvero importante per la storia civile del nostro Paese.

L’appuntamento con il Liberazione, infatti, vola oltre il traguardo e le transenne della corsa ciclistica e si conferma sempre più un simbolo irrinunciabile della lotta di Liberazione e del sacrificio di tanti partigiani che soffrirono e morirono per la libertà di tutti noi; un simbolo a cui il Governo del Paese, per volontà esplicita del Ministro per lo Sport Luca Lotti, non rinuncia e sostiene con grande forza. Il Gran Premio della Liberazione rappresenta valori civili di enorme rilevanza così come enormi sono i valori che la corsa rappresenta per i corridori Under 23.

Su sollecitazione del Ministro, la Federciclismo ha dato tutto l’appoggio richiesto e insieme, Ministro Lotti e Presidente Federcislismo Renato Di Rocco, hanno garantito la disputa dell’edizione di quest’anno.

Da sempre la gara capitolina è il “mondiale di primavera” a cui quest’anno parteciperanno le nazionali di Australia, Kazakistan, Russia, Ucraina e Bielorussia, alcune squadre straniere e venti squadre italiane. Uno schieramento che conferma la tradizione di corsa di riferimento del panorama internazionale per i corridori che ambiscono ad un successo che spalanca loro le porte al professionismo.

Il circuito di Caracalla sta al Gran Premio della Liberazione come l’Olimpico alla Roma e alla Lazio o il Madison Square Garden agli incontri di basket e pugilato. Difficile immaginare questa corsa lontano dal percorso aggrovigliato attorno alle Terme dell’Imperatore Caracalla, Porta Ardeatina, le Mura Romane, la Piramide Cestia e l’iscrizione in marmo che proprio a Porta San Paolo ricorda l’eroismo dei Partigiani nel 1943. Il GP della Liberazione Pink, dallo scorso anno c’è infatti anche la gara femminile, avrà inizio alle ore 10.45 con sedici giri da percorrere per un totale di km 96 e farà da prologo al GP della Liberazione U23 che partirà alle ore 14.00 con 23 giri da percorrere per un totale di km 138.

Speriamo che questa edizione sarà ricordata come quella del definitivo rilancio di questa storica manifestazione.

Redazione
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