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Giro di vite su calciatori e allenatori ‘offensivi’: la Premier League prova a diventare più dura

I club inglesi rischiano un inizio di stagione pieno di cartellini gialli e rossi qualora la decisione presa per combattere i ‘comportamenti inaccettabili’ di alcuni calciatori non conducesse a risultati immediati.

L’allarme giunge dopo che la Football Association, la Premier League e la Football League hanno annunciato di essersi incontrate per tentare di dare una stretta sulla ‘condotta scorretta’ che spesso gli arbitri sono costretti a subire da parte di calciatori ed allenatori. Le ultime quattro stagioni, in particolare, sono state viste come un periodo in cui i comportamenti dei protagonisti del mondo del calcio inglese troppo spesso hanno finito per essere ritenuti lesivi nei confronti dei giudici di gara e dei propri assistenti.

Se la condotta di calciatori e tecnici non migliorerà, saremo costretti a far tirare fuori agli arbitri più cartellini gialli e rossi,” ha affermato il capo esecutivo della Premier League, Richard Scudamore. “L’organizzazione sta producendo il massimo sforzo per educare ancora di più gli atleti ed assicurarsi che non si debba ricorrere a tale estrema misura. Ad ogni modo, siamo pronti a tutto. Ogni squadra sta facendo del proprio meglio in merito e noi ne siamo orgogliosi”.

L’iniziativa, appoggiata dalla PFA (l’associazione dei calciatori inglesi) e la LMA (associazione degli allenatori), probabilmente non arriva in tempo. In un match di Premier League, non passa annata senza che arrivi un cartellino rosso dovuto a falli violenti o linguaggio oltraggioso a partire dal lontano 23 Marzo del 2008, quando Javier Mascherano, allora al Liverpool, fu buttato fuori dopo un doppio giallo in una gara contro il Manchester United.

Il rinnovato approccio degli arbitri inglesi vedrà immediatamente sventolare cartellini rossi in faccia ai calciatori “che abbiano un confronto non positivo o offensivo con i direttori di gara, insultandoli verbalmente o con gesti poco consoni”. I cartellini gialli, invece, verranno dati a coloro che “risponderanno in modo aggressivo ad una decisione” o “si confronteranno faccia a faccia con un arbitro”. Per fare un esempio legato all’ultima Premier League, il bomber del Leicester campione, Jamie Vardy, sarebbe ora stato cacciato fuori subito per aver puntato il dito contro Jonathan Moss nella gara contro il West Ham dello scorso Aprile. Tante sanzioni avrebbero comunque colpito altri club ed anche se prima dell’inizio della prossima stagione ci sarà un incontro tra gli arbitri e le società per chiarire le nuove linee guida, i problemi spinosi sono sempre alle porte.

Anche in passato, dopo cambiamenti epocali, c’è sempre voluto del tempo prima che tutto si aggiustasse”, ha detto Mike Riley, numero uno dell’Associazione degli Arbitri in Inghilterra. La speranza da parte di Riley, comunque, è che le nuove regole vengano comprese sin da subito per evitare equivoci o valanghe di cartellini. Ad intervenire in merito, tra gli altri, anche l’ex leggenda Gary Lineker, che ha twittato: “Finalmente! All’inizio ci sarà una strage di cartellini ma poi i calciatori impareranno.”

Ecco il riassunto completo delle nuove regole introdotte.

Comportamenti che porteranno al cartellino giallo

  • Comportamento visibilmente irrispettoso nei confronti dei direttori di gara e dei loro collaboratori
  • Risposta aggressiva ad una decisione arbitrale
  • Confronto faccia a faccia con un arbitro
  • Correre verso l’arbitro dopo una decisione
  • Offendere o insultare verbalmente e/o con gesti gli ufficiali di gara
  • Contatto fisico con l’arbitro seppur non in modo aggressivo
  • Almeno un giallo per un calciatore quando due o più atleti circondano il direttore di gara

Comportamenti che porteranno al cartellino rosso

  • Insulti pesanti nei confronti dell’arbitro
  • Contatto fisico aggressivo verso il direttore di gara

Pure i codici di condotta all’interno dell’area tecnica saranno tenuti in considerazione in modo più rigoroso, con gli ufficiali di gara che dovranno “richiedere un comportamento professionale ad allenatori, dirigenti e panchinari durante tutto il corso di una partita”. Scudamore ha poi aggiunto: “Noi vogliamo continuare a vedere i tifosi divertirsi ed esternare la loro passione ma per quanto concerne allenatori e giocatori va tenuto conto che ci sono delle regole che non possono essere violate.

Dal momento che la Premier League è ormai divenuta il campionato di calcio più seguito nel mondo, la mossa è stata effettuata anche per cercare di fornire un’immagine di estrema pulizia ed educazione nei comportamenti dei protagonisti del calcio anglosassone. “Tanti ragazzini ci guardano e bisogna evitare il rischio di emulazione di brutti comportamenti,” ha detto Martin Glenn, il capo della Football Association. “Dobbiamo essere in grado di promuovere un’immagine sana della Premier nel mondo”.

Ad ogni modo, non si tratta della prima volta in cui il governo del calcio inglese si trova di fronte ad una situazione simile. Circa 11 anni fa, infatti, FA e Premier League promisero ugualmente che un linguaggio offensivo nei confronti degli arbitri avrebbe provocato un’espulsione immediata del protagonista della vicenda. Sono passati oltre tremila giorni ma le cose non sembrano essere cambiate molto. Sarà la volta buona?

Redazione
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