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Giraldo Córdova Cardín, il pugile rivoluzionario morto per Cuba

Giraldo Córdova Cardín, il pugile rivoluzionario morto per Cuba

Il 9 Ottobre 1967 veniva giustiziato in Bolivia, il rivoluzionario e guerrigliero Ernesto Che Guevara. Un uomo che lottò per la libertà del popolo cubano, divenendo uno dei simboli più famosi della Revolución. Ma anche lo Sport fece la sua parte con un campione che rinunciò alla gloria per il bene della propria nazione. Il suo nome era Giraldo Córdova Cardín.
Il 10 Marzo 1952 il generale cubano Fulgencio Batista y Zaldívar con un colpo di stato riprendeva il potere, instaurando una dittatura nell’isola caraibica che sarebbe durata fino al 1959, anno in cui venne deposto dagli uomini del Movimento del 26 Luglio.

Molti ricordano solamente determinate figure di quel Movimento: Fidel Castro, Ernesto Che Guevara de La Sierna o Camilo Cienfuegos Gorriarán. In questo pezzo, noi di Io Gioco Pulito, vorremmo raccontarvi la storia anche di un altro personaggio, Giraldo Córdova Cardín, che perse la vita in una degli episodi simbolo della rivoluzione cubana, quella dell’assalto (fallito) alla caserma Moncada, avvenuto proprio il 26 Luglio del 1953.

Egli fu un pugile molto famoso e conosciuto di Cuba. A Cardìn è stato dedicato un libro: Pugni e socialismo. Storia popolare della boxe a Cuba. Siamo venuti a conoscenza di tale manoscritto grazie ad un articolo pubblicato dai ragazzi di “Sport Popolare.it” sul loro sito che, per questo motivo, ringraziamo vivamente.

Giraldo Córdova Cardín nasce, nella capitale l’Avana, il 5 dicembre 1930. La sua fase adolescenziale è molto simile a quella di moltissimi altri giovani locali. Dopo aver perso la madre in tenera età, Giraldo è costretto a lavorare in una raffineria di petrolio della zona. Questa situazione lo costringe a interrompere gli studi ma non altri sue caratteristici interessi: sport e, soprattutto, attrazione per la politica.

Al contempo Cardìn trova molto difficile controllare la sua indole ribelle. Tale caratteristica, assieme alla sua passione per la musica come ogni buon cubano, il ragazzo cerca di metterla in pratica nel mondo sportivo della boxe.

Così facendo il giovane riesce ad avvicinarsi al mondo dei guantoni nonostante tutte le problematiche del periodo. Questa sua vera e propria fame può essere facilmente riassunta grazie ad una frase che, a quel tempo, andava molto di moda tra i giovani dell’isola: “siamo abituati a combattere fin da bambini!”.

Dal punto di vista politico forte fu l’influenza di José Martì, uno dei padri dell’indipendenza cubana. Il politico de l’Avana ebbe un grande impatto, grazie ai suoi scritti, sul pensiero del pugile il quale non perdeva tempo nel leggerne moltissimi.

La svolta in questo ambito avvenne il 10 marzo 1952. Quel giorno, per la precisione, Fulgencio Batista attuò un colpo di stato a Cuba grazie al sostegno del governo di Washington.

Tale evento fece “passare all’azione” Giraldo Córdova Cardín. Pochi giorni dopo il golpe, infatti, il giovane pugile tentò di avvicinarsi al governo costituzionale di Carlos Prío Socarrás.

Dopo aver capito le intenzioni troppo democratiche di Socarrás, e dopo aver avuto un aspro confronto con un graduato dell’esercito fedele a Batista, Cardìn iniziò a frequentare un ambiente particolare di L’Avana: i locali della Joventud Ortodoxa di Calle Prado. Proprio in questo ambito conobbe, per la prima volta, Castro e ne rimase fortemente impressionato.

Poco dopo entrò a far parte della cellula “Fernando Chenard”. Tale avvicinamento al movimento rivoluzionario locale gli farà perdere il più importante appuntamento sportivo della sua carriera.

Il 25 luglio 1953 cominciava il Guantes de oro: il più importante torneo sul ring della piccola isola caraibica. Giraldo Córdova Cardín, per ovvie ragioni, è uno dei partecipanti più attesi ma a tale evento non si presenterà mai. L’assenza sul ring gli costerà la sconfitta a tavolino. Una delle poche arrivate nella sua carriera sportiva ma, probabilmente, la più dolorosa.

Cardìn, però, non si sarebbe mai potuto presentare a quell’incontro. Pochi giorni prima, infatti, si era trasferito nella zona di Santiago per continuare le esercitazioni coi suoi compagni. Poche ore dopo, esattamente alle 5 di mattina 26 luglio, Fidel Castro decise di attuare l’assalto alla Caserma Moncada. Ad attacco avvenuto prese il via una furiosa battaglia.

Furono molti i caduti, da una parte e dall’altra. Tra i rivoluzionari, a perdere la vita, vi fu lo stesso Giraldo Córdova Cardín a neanche 25 anni di età.

Il popolo cubano non scorderà la figura di uno dei suoi pugili più famoso. A Cardìn, non a caso, è stato intitolato il torneo di pugilato più prestigioso disputato in territorio cubano, il torneo Giraldo Córdova Cardín, dove i giovani futuri campioni cubani si misurano con i giovani futuri campioni del resto del mondo.

Infine, in chiusura del pezzo, vi riportiamo una poesia dedicata al più importante “uomo del ring” che il governo di l’Avana abbia mai conosciuto. Essa si intitola Poesia per Giraldo Córdova Cardín”:

Giraldo Córdova candidato al titolo

per le sue rapide mani

per il suo «punch» che poteva lasciare una leggenda d’ossa rotte per l’ansioso danzare

delle sue gambe, perfetto

il gioco sciolto delle sue spalle solo subì una sconfitta

per non presentazione

per il resto il suo braccio tira sempre un jab definitivo al tronco…

Nel suo ultimo incontro

il popolo rimase ad aspettare e incitò e tifò con gioia

per quella mancanza di rispetto

mentre Giraldo lanciava montanti al viso

della morte nel suo corpo a corpo alla caserma Moncada uomini di un unico ideale:

la Libertà dei propri pari.

Non patirono

più quella sete e a essa consacrarono la propria vita. Furono cultori di un fiore,

da cui uscì

una nuova stella, la stella solitaria”.

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