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Giochi di potere e fusi orari: diritti televisivi, dovere di incassare

Inter-Milan in salsa cinese apre una nuova frontiera. Big match della giornata alle 12,30, offerto, in diretta ed esclusiva, sul Pechino Express, prossimo capolinea degli interessi della Lega Calcio. Questione di diritti tv e dovere di incasso: il mercato asiatico è il nuovo filone d’oro, da percorrere accumulando più denaro possibile. Sorride Infront. L’advisor della Lega, si è posta un obiettivo: rastrellare un miliardo e 400 mila euro per la cessione dei diritti TV nel triennio 2018-2021.

Sete di denaro placabile con una rigenerante tisana cinese, prodotta dalla Wanda Group. La società pechinese, da sola, potrebbe garantire sino a 300 milioni: quanto basta per dettare leggi, condizioni ed orari. Tanti soldi: una manna dal cielo per le casse di della Lega impegnata nel doppio (e non facile) confronto con Sky e Mediaset. Entrambe non hanno intenzione di spendere come nel passato. Cologno Monzese, reduce dal bagno di sangue di 1,6 miliardi di euro investito per assicurarsi precedenza in Italia ed esclusiva in Champions, deve fare i conti con il ridimensionamento. La tv digitale abbasserà pretese e richieste, giocando d’opportunismo, nel senso pieno del termine: se ci sarà la possibilità, acquisterà “pacchetti” mirati di partite puntando al rientro dell’investimento grazie a piani pubblicitari ad hoc. Sky si prenderebbe volentieri carico della intera Serie A, ma a determinate condizioni. Oggi, ha poco interesse ad investire su un campionato di scarso appeal. Inutile girarci intorno: un Manchester United – Chelsea vale molto di più, in termini di ricavi, di un Pescara-Juventus. Quindi anche a Rogoredo si medita di abbassare l’asticella dell’offerta. Magari assestandosi su un meno 20%.

Numeri che spaventano il calcio italiano. Il giro di vite delle piattaforme digitali e satellitari causerebbe una perdita 200 milioni di euro. Troppi. E allora? Ecco tornare di moda i cinesi. Come? Attraverso lo streaming. Un mezzo capace di raggiungere miliardi di utenti e potenziali abbonati. In questa ottica, la Wanda Group ha un progetto che coinvolge Telecom Italia e Amazon. Colossi che potrebbero presentarsi all’asta e far saltare il banco attraverso soluzioni mirate e dedicate in primis ai tifosi e, successivamente, agli amanti di calcio. Giocando su questa forbice, si creerebbe la base per un ricavo multimilionario. Il tutto, in due mosse. La prima: un pacchetto a costo accessibile, che garantisca al tifoso la possibilità di vedere tutte le partite della propria squadra del cuore: la “fame di calcio” è così appagata. E l’indotto base, garantito. La seconda: generare ricchezza sfruttando (oltre al tifo) la passione. I “malati” di calcio, non resisteranno alla tentazione dei big match: siano di calcio italiano o estero, Mondiali, Europei o Copa America. E dunque, ecco altri pacchetti, rigorosamente, in pay per view, o con leggere integrazioni sul costo-base del pacchetto. E a che ora? E come e quando vedremo il calcio? Domande lecite, quando inquietanti per un tifoso tradizionalista e “pigro” come quello italiano. Per ora l’unica certezza è che la Cina è vicina quanto basta per abituarsi, o rassegnarsi, ai big match all’ora di pranzo e al campionato spezzatino, magari dal venerdì al lunedì. Il viaggio verso il futuro è iniziato: tutti a bordo del Pechino express.

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