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Giampiero Serafini torna alla Lazio Femminile: “Non potevo rifiutare. In Italia il movimento in rosa non prende piede”

Al cuor non si comanda. Seguendo questo detto che non sbaglia mai, Giampiero Serafini torna al primo amore: la Lazio.

Il ritorno alla presidenza della SS Lazio Femminile Elisabetta Cortani (qui l’intervista per Io gioco Pulito)  e i progetti ambiziosi, hanno spinto l’allenatore a tornare in squadra nel ruolo di Direttore tecnico.

Elisabetta Cortani, nel 2015 aveva lasciato la squadra nella speranza di ridarle valore e prestigio; dopo un solo anno di assenza invece, è tornata al suo posto con l’intento di riportare la Lazio Femminile nel posto che le compete: la Serie A.

Per far questo ha deciso di ricominciare con chi ama la Lazio e ha contribuito ai suoi successi tra i cui Giampiero Serafini allenatore delle aquilotte nel 2002/2003.

Come hai “conosciuto” il calcio femminile?

“Per caso, nel 2000. Ero il Direttore sportivo di una squadra maschile, quando incontrai Sermonti all’epoca avvocato della Lazio calcio Femminile, il quale mi invitò, tra il serio e il faceto, a far parte del team. All’inizio fui un po’ scettico anche perché nemmeno sapevo esistesse il movimento calcio donne. Alla fine decisi di accettare e mi portò con se a vedere una partita di calcio femminile. Ne rimasi folgorato: non credevo che si giocasse a un livello qualitativo così alto. Fu amore a prima vista”.

Roma e Lazio, le due squadre che hai allenato. Ci racconti che esperienze sono state?

Molto diverse tra loro ma esaltanti e con ottimi risultati. Quando entrai nella Lazio Femminile, la squadra era già forte di suo e vincemmo Campionato, Coppa Italia, Coppa Uefa e giocammo al Champions League. La Roma Femminile la presi in Serie B e un due anni riuscimmo a salire in A”.

La Cortani ti ha richiamato alla Lazio come Direttore tecnico, perché hai accettato?

Sono tifoso laziale e ho l’aquila nel cuore. Quando la presidente mi chiese di rientrare anche da esterno, non ho saputo rifiutare. Alleno una squadra in I Categoria e non potrò essere molto presente ma i progetti della presidente mi hanno spinto a rientrare”.

Dove possono arrivare le aquilotte?

“Si sta creando una squadra del nulla ma, sono sicuro che le ragazze lotteranno per tornare subito ai massimi livelli. Spero e credo nel progetto ambizioso di Elisabetta Cortani di tornare in pochi anni nella massima serie”.

Da quando sei entrato nel mondo calcio femminile a oggi, cos’è cambiato?

“Poco. C’è scarsa sponsorizzazione e conoscenza; in Italia il movimento non riesce a prendere piede. Qualche tempo fa sono stato in Svezia per visionare alcune squadre femminile, è tutto un altro mondo. La Serie A, lì ha un livello di pubblico e attenzione pari alla nostra Serie A maschile. Serve professionismo e visibilità. Inoltre sono convinto che l’amore per il calcio sia maggiore tra le calciatrici che tra i calciatori. Nel calcio italiano maschile ormai girano troppi soldi, per carità è anche giusto così; tra le donne c’è passione pura”.

L’addio di Rosella Sensi al Dipartimento calcio femminile di cui era presidente, secondo te può aver generato effetti negativi sul movimento?

“Credo di sì. Era una persona che voleva cambiare le cose. In Italia serve qualcuno che elevi il calcio femminile ai livelli di quello maschile e lei poteva esserne l’artefice. Se ha abdicato vuol dire che tutto ciò non era possibile”.

Redazione
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