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Giada Tropea, alla conquista di Miss Mondo con il pattinaggio artistico

Giovanissima e bellissima. Ha tutti i numeri giusti per rappresentare l’Italia e vincere ‘Miss World 2016’ il prossimo 18 Dicembre a Washington. Lei è Giada Tropea, la calabrese vincitrice di Miss Mondo Italia. Una ragazza di appena 17 anni, bellissima nel suo metro e 75 centimetri di altezza, dal sorriso disarmante e lo sguardo magnetico, ma con i piedi per terra. Impaziente di volare negli States dove proverà a diventare la più bella del mondo, Giada sfiderà le altre 130 ragazze portando una prova di pattinaggio artistico, sport di cui è appassionata sin da piccina. Un percorso, il suo, iniziato lo scorso 22 Maggio a Rizziconi, dove è stata proclamata Miss Calabria, e che l’ha portata adesso negli Stati Uniti. «Ho avuto molti consensi dalla prima proclamazione, nessuna polemica, tantissima visibilità sui social e sui giornali nazionali e locali. Sono sempre rimasta me stessa e questo mi rende già orgogliosa. In cuor mio spero di rappresentare al meglio il mio bel Paese e la mia meravigliosa regione, la Calabria.» E sul suo futuro ha già le idee chiare: «Adoro i contrasti, quindi mi piacerebbe diventare medico. Però sono anche affascinata dal mondo del cinema, vedermi sul grande schermo non mi dispiacerebbe, penso alle grandi attrici del cinema italiano come Sofia Loren…»

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Il 12 Giugno sei diventata Miss Mondo Italia. Che emozioni hai provato? Te lo aspettavi?

«Non me lo aspettavo assolutamente e, in ogni caso, ero già orgogliosa per come era andata fino a quel momento. Posso dirti che non c’è un’emozione precisa per descrivere quel momento, ero come assalita da tante emozioni tutte insieme: tensione, ansia, impazienza e soprattutto stupore nel sentire proclamato il mio nome.»

Adesso volerai a Washington per sfidarti con le altre miss. Temi la competizione?

«Andrò a Washington per competere con 130 ragazze provenienti da ogni parte del mondo, tantissime bellezze e culture diverse che non vedo l’ora di conoscere e con le quali mi piacerebbe confrontarmi. L’adrenalina è tanta ed è quella che mi sprona a dare il meglio di me. Il mio obiettivo è far fare bella figura al mio paese. Ci osserveranno scrupolosamente per tutto il tempo e il 18 Dicembre sarà eletta la nuova rappresentante mondiale, un evento mediatico seguito da più di due miliardi di persone, secondo (per importanza) al mondo dopo le olimpiadi e i campionati mondiali di calcio.»

Tu porterai una prova di pattinaggio. Come si sei avvicinata a questo sport? 

«Porterò un talent di pattinaggio artistico in quanto la competizione ci permette di sfidarci in una gara di talento. Ho iniziato ad appassionarmi a questo sport quando avevo 8 anni e dopo cinque anni ho mollato per dedicarmi allo studio visto che gli allenamenti diventavano sempre più frequenti e agonistici. Ho ripreso a pattinare da poco tempo e adesso che mi ritrovo alla vigilia della partenza, i miei allenamenti sono più intensi. E’ una passione che coltivo da quando, piccina, vedevo in televisione le gare di pattinaggio. C’erano quelle figure femminili che sembravano quasi volare, con salti e passi eleganti e leggeri e così mi immaginavo su quelle rotelle, con abiti bellissimi, a volteggiare come loro.»

Qual è la cosa più bella del pattinaggio artistico?

«Penso che la cosa più bella che questo sport insegna è la continua determinazione a riprovare assiduamente per perfezionarsi senza arrendersi mai, sia nelle cose difficili come un salto che in quelle più semplici come una ruota. Così come accade un po’ nella vita: si cade e ci si rialza e si ricomincia per fare meglio e sempre di più…»

Quante ore ti alleni?

«Il necessario per rimanere in forma. Vado in palestra due o tre volte la settimana per la preparazione fisica del pattinaggio che, in questi ultimi mesi, è molto più impegnativa e pesante.»

Quanto è importante lo sport per te?

«Per me lo sport è fondamentale, mi rende più forte, è una valvola di sfogo che mi fa sentire viva e mi permette di superare i miei limiti, anche la stanchezza a volte. E poi lo sport ti insegna anche a vivere gli insuccessi, stimola quello spirito di autocritica che ti permette di migliorare pensando ai propri errori.»

A soli 17 anni hai vinto un concorso molto prestigioso come “Miss Mondo Italia” e in più stai spopolando sui social. Che consigli dai alle giovanissime che come te ti avvicinano a questi concorsi?

«Consiglio di puntare sulla propria personalità oltre che sulla bellezza, perché il fascino di una miss vincente è nel carattere. E poi bisogna soprattutto credere nei propri sogni sempre, fino alla fine, dimostrando l’impegno anche se è un gioco. L’importante è mettercela tutta e fare tesoro non solo della bellissima esperienza, ma anche delle compagne di gara e delle nuove amicizie. Questo è quello che mi hanno insegnato i miei agenti regionali ed è quello che poi ho vissuto anche nella finale nazionale.»

Avevi già partecipato ad altri concorsi?

«Avevo provato l’anno scorso partecipando ad un paio di concorsi e da lì la decisione di concentrarmi in qualcosa di più serio…»

Tu vai ancora a scuola. Come farai adesso a studiare?

«Mi sto impegnando per conciliare questo mio percorso da miss con lo studio. La scuola mi impegna moltissimo quindi ho anticipato compiti ed interrogazioni per poter partire tranquilla. Sono Miss Mondo Italia ma soprattutto sono una studentessa come le altre e non voglio né sconti né preferenze anzi mi sento ancora più responsabile nei confronti dei miei compagni e professori.»

I tuoi genitori ti hanno appoggiato in questa avventura?

«I miei genitori mi appoggiano in qualsiasi cosa faccia, siamo molto complici con papà che è tanto esigente e vuole che dia il massimo sempre e mamma che mi segue in ogni dettaglio. Mi supportano entrambi, a volte anche con un rimprovero se necessario.»

Che significa rappresentare la bellezza e i colori dell’Italia nel mondo?

«Significa portare i nostri valori di famiglia e tradizioni, la nostra cultura, l’arte, la cucina, la moda. Siamo una ricchezza di eccellenze in tutto il mondo. »

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GiocoPulito nasce nel Novembre 2015 con l’obiettivo di dare un taglio all’informazione sportiva non tanto incentrandola sulla comune, quanto importante, attualità, ma andando a costruire un prodotto di informazione che potesse accrescere la conoscenza degli accadimenti passati o presenti, soddisfare la sana curiosità, alimentare la cultura e la passione per lo sport.

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