Connect with us

Cerca articoli

Calcio

Genova per Claudio

[themoneytizer id=”27127-1″]

Genova per Claudio

Genova per Claudio è forse il titolo più appropriato per un Genoa-Roma che, a quattro giornate dalla fine del campionato, risulta inopinatamente importante per le due squadre e per i rispettivi obiettivi stagionali, orientati al ribasso ma comunque di vitale importanza per due tifoserie costrette a dover soffrire fino all’ultimo minuto per conoscere il loro destino.

Ma soprattutto per Ranieri questa partita ha un significato particolare perché lo riporta indietro di otto anni, al 20 febbraio 2011, a una buia domenica d’inverno che lo spinse a rassegnare le dimissioni a causa di una delle partite più incredibili della storia della Roma. E del Genoa. Già, perché qualsiasi trasferta è difficile nel campionato italiano. E a Marassi, col calore dei tifosi di casa a ridosso dei bordi del campo, lo è in maniera particolare. Se poi ti mancano cinque giocatori (quella domenica, tra infortuni e squalifiche, al mister di Testaccio mancavano Vucinic, Adriano, De Rossi, Cassetti e Rosi) riuscire a fare risultato può diventare una piccola impresa. E quando, al 6° minuto del secondo tempo, Totti porta i giallorossi in vantaggio per 3 a 0, per Ranieri è impensabile immaginare che di lì a pochi minuti sarà costretto a prendere atto di una situazione arrivata al limite dell’ingestibilità che lo esilierà dalla Capitale.


Ma la Roma non ha razionali, manca di equilibri, vive di folate e di chissà cos’altro. Claudio lo sa ma non può fantasticare che quelle folate possano cambiare direzione e intensità nel breve spazio di trentacinque minuti, quelli che servono a Palacio e Paloschi per infilare nelle carni morbide e arrendevoli di una squadra improvvisamente assente a se stessa quattro colpi che segnano definitivamente la prima esperienza di Ranieri sulla panchina della Roma.

Una prestazione che gonfia d’incredulità e di rabbia i tifosi di quella che, almeno in quel pomeriggio, non può definirsi Magica: fluida e quasi spettacolare la squadra che arriva ad arrampicarsi al terzo gol; fragile e autolesionista quella che ne imbarca quattro, vittima della grinta e dell’orgoglio velocemente riguadagnato di una compagine seguita da migliaia di tifosi abituati ad  affrontare il mare per tutta la vita. Tifosi che innervano le gradinate di Marassi, mugugnano nei bar coi maxischermi sparsi negli angoli della città, che non smettono di sperare prima e di credere poi nell’impossibilità della rimonta, come non smise di sperare e di credere quel genovese nato nel 1451 che con quelle armi apri gli occhi dell’Europa su un mondo nuovo. Gli uomini di Ballardini travolsero Totti e compagni alla stregua di mareggiate che si inerpicano sugli scogli della Riviera superandoli, infilandone i pertugi, valicandone gli argini che appaiono così solidi in assenza di tempesta. Una tempesta che il Genoa scaricò sulle debolezze e le vanità (o i moti di ribellione interna?) di una Roma allora come oggi inaffidabile e traforata, ricorsa dopo la sconfitta di Oporto alle arti di mister Ranieri per provare a sistemare una stagione sembrata ai più terminata anzitempo.

Cosa sarà Genova per Claudio? Occasione per passare definitivamente il panno sulla lavagna e cancellare il resoconto di quella sconfitta storica? Oppure ricaduta nel gorgo di corsi e ricorsi storici che rinnoveranno la ferita di un fallimento? Genova per Claudio, qui si fa il titolo. Sul campo, domenica alle 18, la stesura di un nuovo, imprevedibile racconto.

          [themoneytizer id=”27127-28″]

Paolo Valenti
A cura di

Giornalista e scrittore, coltiva da sempre due grandi passioni: la letteratura e lo sport, che pratica a livello amatoriale applicandosi a diverse discipline. Collabora con case editrici e redazioni giornalistiche ed è opinionista sportivo nell’ambito dell’emittenza televisiva romana. Nel 2018 ha pubblicato il romanzo Ci vorrebbe un mondiale – Ultra edizioni.

Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Da non perdere

Calcio

La partita nella piazza Rossa che decise il destino del calcio in Russia Quando si viene a Mosca non si può rinunciare ad una...

Storie di Sport

Napoli – Roma: una storia di calcio, cinema, musica e passione Questa sera giocherà Napoli – Roma, una partita che un tempo era definita...

Calcio

Chapecoense 4 anni dopo: storia di un sogno rimasto in bianco e nero Il 28 Novembre 2016 l’aereo con a bordo la squadra brasiliana...

Calcio

Guido Masetti, “primo portiere”, oggi più di ieri Il 27 novembre 1993 ci salutava Guido Masetti, storico portiere della protagonista del primo scudetto giallorosso....

Calcio

Dieci e non più dieci Germogliano i fiori, in mezzo ai rifiuti,  Per ogni rimbalzo che resta immacolato; Tra terra battuta, tra il fango e...

Pugilato

Ron Lyle: storia del Campione che sbagliò epoca Il 26 novembre 1941 moriva Ron Lyle, il pugile afroamericano la cui storia insegna che, a...

Calcio

Il calcio secondo Bernardo Bertolucci Il 26 novembre 2018 ci lasciava, all’età di 77 anni, Bernardo Bertolucci, il regista parmigiano, autore di alcuni capolavori...

Integratori

7 integratori necessari per una dieta vegana  Una preoccupazione comune delle diete vegane è se forniscono al tuo corpo tutte le vitamine e i...

Calcio

Last United: l’ultima volta di George Best Il 25 novembre 2005 ci lasciava George Best, uno dei più grandi giocatori della storia del calcio,...

Calcio

Non sono andato a letto presto: Vita e Assist di Gianfranco Zigoni Compie oggi 76 anni Gianfranco Zigoni, iconico calciatore anni 70, capace di...

Calcio

Jan Jongbloed: c’erano una volta un tabaccaio, un pescatore e un portiere di calcio Compie oggi 80 anni Jan Jongbloed, storico portiere di quella...

Pugilato

Hector Macho Camacho: Commediante, eccentrico, imprevedibile, volubile Il 24 Novembre 2012 a seguito di una sparatoria moriva Hector Camacho, un pugile unico nel suo...

Gioco Pulito è una Testata giornalistica registrata presso il Tribunale Civile di Roma – Autorizzazione N° 184/2018 del 22-11-2018 Società Editrice Io Gioco Pulito srls - Direttore Responsabile Antonio Padellaro