Connect with us

Cerca articoli

Calcio

Genoa e Napoli: Gente di Mare, gemellaggio infinito

[themoneytizer id=”27127-1″]

Genoa e Napoli: Gente di Mare, gemellaggio infinito

Questa sera al San Paolo sarà la volta di Napoli-Genoa. Una partita che ogni volta conserva la sua importanza ormai storica, di una tradizione trentennale che si perpetua rafforzandosi anno dopo anno. Quando Genoa e Napoli si riaffacciarono alla Serie A terminò 0 a 0 dopo anni di vero e proprio purgatorio, per non dire inferno (perché la Serie C per quelle due squadre significava inferno, oltre alla giusta punizione per gli illeciti delle proprietà). Era l’11 giugno 2007, e finì con uno pareggio telefonato, dopo che gli auricolari in panchina confermavano l’x tra Piacenza e Triestina che implicava, in caso di stesso esito anche a Genova, la promozione diretta per il Grifone e per il Ciuccio. Si rischiò anche molto, perché i tifosi si riversarono in campo già all’ 88°. Ma non furono prese sanzioni. L’unica notizia, fu il ritorno in A di Genoa e Napoli. Una gioia doppia perché, oltretutto, tra le due squadre c’è un gemellaggio con la G maiuscola.

Ritorno in Serie A, 2007:

Insieme in Serie A

Il ritorno a braccetto del 2007 funzionò solo da rafforzativo, e suonò quasi da dono divino. Nel baratro assieme, di nuovo in paradiso assieme. Non sarebbe potuto essere altrimenti. Da quell’anno, le due squadre non se ne sono più andate dalla Serie A. Il Napoli, di strada ne ha fatta di più, il Genoa è andato in Europa due volte (anzi, una sola, perché nel 2014-2015 una mancata licenza UEFA permise ai cugini della Sampdoria di prendere lo slot per l’Europa League), ha rischiato severamente la B per altrettante due volte, mentre il Napoli da un po’ di anni lotta per lo scudetto, ha messo in mostra uno dei più forti attaccanti al mondo, ed è, categoricamente, una big. Eppure l’amicizia col Genoa è sempre lì, intatta, rispettosa, più forte dei singoli episodi provocatori, tanto da rivelarsi il legame di gemellaggio oggi più longevo della Serie A.

La nascita del gemellaggio

Tutto ebbe inizio nel lontano 16 maggio 1982: è l’ultima giornata di campionato, il Genoa rischia la B e lotta per la salvezza con il Milan, il Napoli allenato da Rino Marchesi ha consolidato il quarto posto. La partita è di vitale importanza più per il team genovese che per gli azzurri. Dagli altri campi, la notizia che il Milan ribalta il punteggio da 2-0 a 3-2, a Cesena. Una sconfitta sancirebbe la retrocessione del Genoa. E invece la gara finisce diversamente. In un’atmosfera quasi surreale, i rossoblù, sotto di un gol, cominciarono a sentire il supporto non solo di quei tifosi ubicati abbastanza in alto sui gradoni del San Paolo, bensì dello stadio intero, anche del popolo napoletano. La ragione? Meglio vedere il Milan B, piuttosto che il Genoa. E’ il diavolo, quello da mandare all’inferno. Con una simpatia che da un lato poteva anche sfiorare la provocazione (occorre compatire la squadra ad un passo dalla retrocessione?), Napoli abbraccia Genova per far centrare la salvezza al Grifone. La svolta al 79° minuto: Gigi Simoni, allenatore del Genoa, fa scaldare Mario Faccenda: «entra e segna, per favore!» E pensare che Faccenda, rivelò ai microfoni di PianetaGenoa1893, era reduce da un infortunio e quel peso lo sentivo non solo sulle spalle, ma su tutto il corpo. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo, invece, Faccenda di testa infila il portiere Castellini, che non esce nella maniera migliore. 2-2, e lo stadio esplode, tutto lo stadio, grazie all’invenzione di un giocatore che non era un goleador, e non ne possedeva nemmeno le caratteristiche. Il risultato non cambia, pareggio, Genoa salvo e accolto all’aeroporto Cristoforo Colombo da una vera e propria bolgia che festeggia la salvezza.

Un festa per due

5 mila persone si riversano nelle strade, Genova in festa, traffico bloccato, ma soprattutto, una nuova amicizia, con il Napoli. Nasce il gemellaggio tra il Ciuccio e il Grifone, e da lì non si romperà mai. Anche nel 2007, Genoa e Napoli festeggiarono assieme il ritorno in A, in una gremita piazza De Ferrari che si tinse di rosso-blù e azzurro. Oggi, non importa se il Napoli è diventato la bestia nera del Genoa, non importa se durante i primi anni di ritorno in A, quando il Genoa sconfiggeva un po’ più spesso il Napoli, un tifoso, in un match di inizio campionato 2008-2009, dalla Nord tentò di sputare a Pià. Non importante se un anno al San Paolo il Genoa ne ha prese 6 dal Napoli. Non importa se nella finestra di mercato estivo nel 2011, Preziosi soffiò Zuculini a Bigon e De Laurentiis. Oggi, dopo 36 anni, Genoa e Napoli sono ancora lì a festeggiare assieme, a celebrarsi l’uno con l’altro in nome di un legame che spira dal mare.

Perché questo è quello che sono i genoani e i napoletani: gente di mare, in un gemellaggio che unisce Nord e Sud senza discriminazioni

[themoneytizer id=”27127-28″]

Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Da non perdere

Calcio

Serie A: il prossimo anno sarà un campionato equilibrato? Il pallone non si ferma. Con la sbornia della vittoria agli Europei ancora da smaltire...

Calcio

Giacinto Facchetti: Tre, come Treviglio Tra i tanti primati del calcio italiano, ce n’è uno, sempre passibile di aggiornamenti, incrociando le dita, che gli...

Calcio

Le meteore della Serie A: Adrian Pit, 41 minuti per entrare nella storia della Roma Compie oggi 38 anni Adrian Pit, l’esterno romeno che...

Calcio

Chiedi chi era Masinga Il nostro tributo a Phil Masinga, simbolo dei Bafana Bafana, scomparso 2 anni fa, che oggi avrebbe compiuto 52 anni....

Calcio

Pierino Prati, il mestiere di far goal Il 22 giugno 2020 ci lasciava Pierino Prati, l’attaccante del Milan e della Roma, campione d’Europa con...

Calcio

Mexico ’86, 22 Giugno: Maradona racconta la “Mano de Dios” Il 22 Giugno 1986 durante in Mondiali in Messico Diego Armando Maradona segna il...

Calcio

Manu Chao, la passione per il calcio con il Genoa nel cuore Il 21 giugno 1961 nasceva, nella città di Parigi, José Manuel Arturo...

Calcio

Mario Corso, il poeta maledetto del calcio italiano Il 20 giugno 2020 ci salutava Mario Corso, il funambolo dell’Inter, soprannominato “Mandrake” per le sue...

Calcio

“La vita non si misura attraverso il numero di respiri che facciamo, ma attraverso i momenti che ci lasciano senza respiro.” Questo aforisma è...

Calcio

Mauro Tassotti, il Djalma Santos bianco “Puoi togliere il ragazzo dal ghetto ma non il ghetto dal ragazzo”, dice Zlatan Ibrahimovic. Potremmo portare questa...

Calcio

Il Campionato Romano di Guerra: il calcio a Roma durante e dopo l’occupazione nazista Il 5 giugno 1944 a Roma si respirava un’aria nuova...

Calcio

Lunedì 3 febbraio 1964. Una data importante nella storia gigliata. Non ci riferiamo alla conquista di scudetti o trofei, ma il giorno dopo il...

Gioco Pulito è una Testata giornalistica registrata presso il Tribunale Civile di Roma – Autorizzazione N° 184/2018 del 22-11-2018 Società Editrice Io Gioco Pulito srls - Direttore Responsabile Antonio Padellaro