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Il futuro è florido: la rinascita del tennis italiano

Il Roland Garros 2020 si è fatto portavoce di una tesi ben evidente: il tennis italiano, sia al maschile che al femminile, ed è in procinto di rinascere.

Martina Trevisan, Jannik Sinner, Matteo Berrettini, Lorenzo Sonego e Marco Cecchinato: questi i nomi dei cinque italiani che sono approdati, alla fine della scorsa settimana, al terzo turno del Roland Garros. Un risultato storico per l’Italia, che ha purtroppo dovuto abbandonare per strada Stefano Travaglia, travolto inevitabilmente da quel Rafael Nadal dodici volte campione del torneo, e Sara Errani, sconfitta al terzo set dalla olandese Kiki Bertens al termine di un match dai tratti epici, tra le incredibili titubanze sul servizio della giocatrice nostrana e i dolori fisici dell’avversaria, al punto tale da essere uscita dal campo in sedia a rotelle a fine partita.

Lo hanno dimostrato le scommesse di tennis che hanno accompagnato e stanno accompagnando il torneo francese durante queste settimane, e lo hanno dimostrato gli stessi attori protagonisti e attrici protagoniste azzurre. L’Italia, in questo momento storico, ha a disposizione un arsenale tennistico di assoluto livello, che lascia ben sperare già per l’imminente futuro.

Impossibile non aggiungere a questi nomi anche il classe 2002 Lorenzo Musetti, che dopo la vittoria nel 2019 agli Australian Open under 18, nell’anno corrente si è trasformato al torneo ATP di Roma, gli Internazionali d’Italia: due vittorie appassionanti  al primo turno contro lo svizzero Wawrinka, ai sedicesimi di finale contro un altro tennista degno di nota come Kei Nishikori a cui è seguita, pochi giorni dopo, la prima vittoria di un titolo Challenger in carriera, al Challenger di Forlì. Anche in questo caso, la giovane rivelazione azzurra ha sconfitto avversari importanti, dall’esperto connazionale Andreas Seppi a un’altra giovane promessa del tennis contemporaneo come Frances Tiafoe, che si è poi vendicato pochi giorni fa agli ottavi di finale del Challenger della vicina Parma: chissà che questo duello non diventi uno dei trademark del prossimo decennio tennistico.

Eccezion fatta per Cecchinato, che sta vivendo una fase calante della propria carriera, tutti gli altri talenti italiani nominati hanno un’età ancora giovane e un futuro roseo davanti a loro: dai diciotto anni di Musetti ai ventisei della Trevisan, passando per il classe 2001 Sinner il nome più altisonante, il fiore all’occhiello del nostro tennis il classe 1996 Berrettini e il classe 1995 Sonego. Il promettente mix composto da giovane età, talento e concretezza di questa truppa azzurra non può che far sperare grandi cose per gli anni a venire, soprattutto in ottica Slam: dopo la semifinale al Roland Garros di Cecchinato nel 2018 e quella di Berrettini agli US Open 2019, davanti all’Italia si apre ora un periodo storico pieno di giustificate aspettative.


Tornando al contesto presente, dei cinque italiani arrivati al terzo turno del Roland Garros, sono Jannik Sinner e Martina Trevisan i due alfieri che sono riusciti a oltrepassare anche gli ottavi di finale, fino ad arrivare ai quarti. E qui purtroppo i due italiani si sono dovuti arrestare: la Trevisan ha perso per 6-3 6-1 contro l’astro nascente polacco Iga Swiatek, mentre Sinner si è arreso a Nadal, il più forte di sempre sulla terra battuta, per 7-6 6-4 6-1, giocando per due set interi alla pari col tennista maiorchino, tanto da riuscire addirittura a strappargli un paio di break. Al netto della sconfitta, una prestazione eroica che denota il potenziale di livello mondiale di Jannik Sinner.

Facendo gli scongiuri del caso, i tempi sembrano maturi per poter attendere fiduciosi una presenza italiana nelle finali Slam negli anni a venire. L’ultimo Slam singolare è datato 2015, con la storica finale agli US Open tra Flavia Pennetta e Roberta Vinci, vinta dalla tennista pugliese e compagna di Fabio Fognini. I tempi sembrano maturi per poter aprire un ciclo azzurro vincente: l’età e il talento ci sono.

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