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Franco Citti: l'”Accattone” che amava il calcio

Franco Citti: l'”Accattone” che amava il calcio

Il 23 aprile 1935 nasceva  il grande Franco Citti. Oggi Citti avrebbe compiuto 85 anni di età. Usiamo il condizionale perchè questa figura è venuta a mancare il 14 gennaio 2016 all’età di 80 anni.

Nato a Fiumicino e cresciuto nella borgata della Marranella, tra le zone del Pigneto e di Torpignattara, questo attore è conosciuto per aver incarnato il concetto di “romanità” nel mondo del cinema.

Egli, inoltre, viene ricordato per essere stato il protagonista di alcuni dei più importanti film di Pier Paolo Pasolini. Nel 1961 il regista bolognese lo scelse per il ruolo principale nella pellicola di “Accattone”; nel 1962, invece, è il turno di “Mamma Roma” dove Citti recitò accanto ad un’altra storica figura del cinema romano, e simbolo essa stessa di romanità, di quel tempo: l’attrice Anna Magnani.

Con Pasolini, però, egli condivise un’altra grande passione oltre che quella per la macchina da presa: l’amore per il calcio. Sono numerose le testimonianze di partite giocate dal regista bolognese in un qualche campetto della periferia romana a cui prese parte anche il giovane attore.

Questa passione per il calcio di Franco Citti, però, non si fermò qui. Egli era infatti, grazie in particolar modo all’influenza del fratello maggiore Sergio, un grande tifoso della Roma.

A confermare ciò è Ninetto Davoli, amico stretto dell’attore e collaboratore anche egli di Pasolini. In una intervista rilasciata a marzo 2008, alla domanda sulla presunta fede giallorossa di Citti, lo stesso Davoli dichiarò: “Scherzi? Franco, ultimamente, ha qualche acciacco, ma tu parlagli della Roma e vedrai, gli si illuminano gli occhi”.

Entrambi i fratelli Citti, inoltre, si resero protagonisti di episodi calcistici “ad hoc” con Pasolini stesso.

Nel 1957 fu Sergio ad accompagnare Pierpaolo allo stadio Olimpico per assistere ad un derby capitolino vinto dalla Roma con un perentorio risultato di 3-0. Di quel match il regista di Accattone, che come spiegato in alcuni articoli da noi pubblicati era ossessionato dal gioco del pallone, scrisse un memorabile pezzo giornalistico che venne pubblicato sul quotidiano “l’Unità” il giorno seguente. Nel 1966, invece, toccò a Franco andare insieme a Pasolini ad assistere ad un incontro di calcio, sempre nell’impianto capitolino dell’Olimpico. Questa volta a scendere in campo furono le due squadre che, per ovvi motivi, erano nel cuore del regista: la Roma (luogo in cui il cineasta visse ben 25 anni della sua vita) ed il Bologna (squadra della città in cui nacque il 5 marzo 1922).

La partita si concluse tre a uno per la formazione giallorossa. Di quell’espisodio ne riporta una testimonianza lo stesso Citti. Nel suo libro autobiografico, dal titolo “Vita di un ragazzo di vita”, l’attore romano dice che “una sola volta l’ho visto (Pasolini n.d.r.) incazzato davvero. E’ stato quando andammo all’Olimpico a vedere Roma-Bologna e la sua squadra perse 3-1”.

Questa attacco d’ira si verifico perchè il regista non si definì mai tifoso romanista visto che, nella sua vita sportiva, non rinnegò il suo amore calcistico per il Bologna. La Roma però fu, senza alcun dubbio, la squadra maggiormente tifata in quei quartieri e zone popolari che stavano tanto a cuore al cineasta e che, più di una volta, cercò di rappresentare nelle sue varie opere.

Tornando a Franco Citti vorrei chiudere l’articolo citando un episodio molto interessante che, da sempre, è avvolto da un’aura quasi leggendaria.

Tale storia ci porta a Roma nella prima metà degli anni ’80 del XX secolo. In quel periodo vestì la casacca giallorossa uno dei più importanti giocatori di tutti i tempi: Paulo Roberto Falcao.

Il centrocampista brasiliano fu uno dei simboli di quella squadra che, nella stagione 1982-1983, si laureò campione d’Italia per la seconda volta nella sua storia. Tanto fu l’amore che i tifosi giallorossi mostrarono nei confronti del Divino che, nel corso del tempo, fu soprannominato “l’Ottavo Re di Roma”.

In quegli anni stavano cominciando ad esserci quelle barriere che dividevano tifosi e calciatori e che rendevano questi ultimi come delle vere e proprie star che non potevano permettersi manco una passeggiata. Per questo motivo in alcuni centri sportivi, tra cui quello della Roma a Trigoria, proprio in quel periodo apparvero i primi ristoranti per non permettere ai calciatori di andare a cena fuori in qualche ristorante della città.

Nonostante tutto, però, la “clausura” non partì da subito ed erano ancora parecchi i tesserati giallorossi che si concedevano una serata nel centro della Città Eterna. Tra questi vi era anche lo stesso Falcao.

L’immenso calciatore brasiliano difatti, quando voleva concedersi una cena fuori casa, si recava spesso al ristorante ”Ammiraglio”, in Via Lucrezio Caro nel rione di Prati.

Una sera di queste, secondo alcune testimonianze, divise il tavolo con lo stesso Franco Citti. Questo episodio, purtroppo, è ancora avvolto da un grande mistero ma noi vogliamo credere che sia accaduto veramente.

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