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Francia-Romania e i 5 Biscotti più famosi della storia delle Nazionali di calcio

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Francia-Romania e i 5 Biscotti più famosi della storia delle Nazionali di calcio

Doveva finire 0 a 0 e 0 a 0 è finita. Francia e Romania passano a braccetto alla fase ad eliminazione diretta e i ragazzi allenati da Gigi Di Biagio, escono dal campionato Europeo Under 21 giocato in casa, con 6 punti e tanti rimpianti. Un risultato quello tra i transalpini e i romeni  abbastanza scontato, così secondo le previsioni iniziali dei bookmakers, il torneo.  E non è la prima volta che, nel mondo del pallone, si torna a parlare di “biscotti”.

Indimenticabile quello tra Svezia e Danimarca, il cui pareggio per 2 a 2 ci buttò fuori dagli Europei del 2004. Nel corso della storia del calcio, di biscotti, reali o presunti tali, ne abbiamo visti abbastanza; ecco, di seguito, alcuni degli esempi più emblematici per quel che riguarda la nazionale.

Mondiali di Francia, 1938, semifinale, partita Italia-Brasile 2-1

Già 80 anni fa si parlò di “biscotto” per la semifinale del più importante torneo calcistico per nazionali a livello mondiale. E attore protagonista di quella farsa fu l’Italia, al tempo sotto controllo del regime fascista, che voleva dare una immagine totalmente pulita di se stessa almeno sotto il profilo calcistico.

La stella brasiliana, almeno fino agli anni di Pelè, Leonidas fu infatti lasciata in panchina per tutti e 90 i minuti. Gli azzurri ringraziarono la supponenza del ct verdeoro di allora Ademar Pinenta, e questa scusa fu usata anche come spiegazione “ufficiale” di quella scelta, e vinsero l’incontro per 2 a 1. Ma il lato oscuro della storia racconta di sospetti più che forti su un accordo sottobanco

La stessa nazionale di Pozzo, che già aveva parecchi problemi interni, dovette affrontare pure le miriadi di sospetti di combine su quell’incontro che macchiò, inevitabilmente, la sua scalata trionfale fino alla vittoria finale. Un episodio che, a quasi un secolo di distanza, ancora non ha trovato una risposta definitiva.

Mondiali di Spagna 1982, prima fase a gironi, partita Italia-Camerun 1-1

Anche un’altra cavalcata mondiale della squadra azzurra fu macchiata di una partita che lasciò più di qualche dubbio riguardo la sua reale regolarità. Ci troviamo in Spagna, nel 1982, in quello che viene definita come la vittoria “più romantica” della nazionale nostrana.

L’Italia arriva all’incontro decisivo dopo due pareggi abbastanza deludenti, 0-0 con la Polonia ed 1-1 con il Perù. La squadra di Bearzot ha, quindi, l’obbligo di non perdere per passare il turno, mentre il Camerun avrebbe la possibilità di farcela soltanto vincendo.

Finisce con un risultato che fa felici solo gli azzurri. Il giornalista italiano Oliviero Beha tentò di aprire un’inchiesta su quanto avvenuto in campo quel giorno: tutto ciò fu però insabbiato da problemi editoriali di varia natura.

Qualificazioni Europei di Francia 1984, partita Spagna-Malta 12-1:

Qui, a parere di chi scrive, a colpire è il risultato tennistico. Nel 1983 la Spagna ha solo un risultato per qualificarsi alla rassegna francese dell’estate successiva: battere Malta 11-0 ed eliminare, in questo modo, l’Olanda.

Non proprio un risultato facile da raggiungere anche contro una nazionale che, da sempre, occupa gli ultimi posti del ranking mondiale della Fifa. Nonostante ciò il miracolo avviene e le Furie Rosse riescono a qualificarsi dopo una partita che rimarrà nella storia per il risultato finale.

Qualificazioni mondiali Messico 1986, partita Inghilterra-Irlanda del Nord 0-0

I cugini più grandi inglesi fecero un vero e proprio favore ai loro vicini nord-irlandesi che, così facendo, riuscirono a staccare il pass per la prima loro storica qulaificazione ad una rassegna mondiale. La partita, giocata in uno stadio di Wembley, pieno in ogni ordine di posto viene ricordata, dai più dei presenti, per la sua noia mortale….un indizio sull’eventuale biscotto secondo i malpensanti.

Prima fase del mondiale di Spagna 1982, partita Germania Ovest – Austria 1-0

Anche in questo caso ci fu un vero e proprio aiuto tra paesi vicini. Le due squadre arrivano a questo incontro che passerebbero il turno a braccetto in caso di successo tedesco per 1-0.

Dopo 10 minuti di gioco l’attaccante tedesco Hrubesch porta in vantaggio i suoi. Il resto dell’incontro viene ricordato come uno dei più noiosi di sempre visto che, secondo i più, si seguì a pieno il detto “meglio che due feriti che un morto”. 80 minuti di melina, silenzio di protesta dei commentatori e invito a spegnere la televisione e tifosi, ovviamente, imbestialisti. La chiamarono il “patto di non belligeranza di Gijón”.

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