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Francesco Vitale e le “Sliding Doors” del calcio e della vita

Gennaio tempo di calciomercato. Argomento da maneggiare con cautela: voci, sensazioni e sussurri si intrecciano con i sogni. Poi, quando i nodi vengono al petttine, spesso si trascinano i rimpianti. Basta poco, per cambiare la carriera di un calciatore e i destini di una squadra. Roba da “Sliding doors”. Appunto. Francesco Vitale, conduttore di “Citta Celeste”, tifoso della Lazio, appassionato enciclopedico di calcio raccoglie trattative mai concretizzatesi in un libro: “Calciomercato-Sliding Doors”. Una raccolta di aneddoti che avrebbero riscritto la storia del calcio. In una breve chiacchierata, aldilà del “Cosa sarebbe successo se…” si parla anche di attualità: il focus, ovviamente, sulla Lazio e le prospettive biancocelesti.

“Sliding doors-Calciomercato” Cosa ti ha spinto a questa idea?

Mi ha spinto la mia passione per il calciomercato che ho sin da bambino, la mia fissazione per le potenziali Sliding Doors rapportate anche alla vita di tutti i giorni, la voglia di condividere un qualcosa con i lettori”.

Quale storia ti ha appassionato di più?

Ronaldo. Nell’estate del 1997 poteva andare alla Lazio, piuttosto che all’Inter. Se “Il Fenomeno” fosse arrivato nella Capitale dal Barcellona, forse tante cose sarebbero andate diversamente. Forse  nel 1998 non avrebbe umiliato Nesta e la Lazio in finale di Coppa UEFA. Magari nel 2000 non si sarebbe infortunato all’Olimpico nel match di Coppa Italia proprio contro i biancocelesti. Forse non avrebbe mai  vissuto l’incubo del  5 maggio 2002, ed infine, chissà, magari avrebbe vinto la Champions League con la Lazio, unico trofeo mancante della sua carriera e gemma mai arrivata per completare il ciclo di vittorie cragnottiano.

Sliding doors nel calcio come nella vita. A Roma due squadre: come mai hai scelto la Lazio?

La Lazio era la squadra del cuore di mio nonno, ma più che altro con gli anni, mi ha affascinato lo stile della tifoseria, l’essere una sorta di grande famiglia, oltre che la storia in se della squadra mai fatta di mezze misure, con l’esempio più eclatante che si può sintetizzare con il goal di Fiorini al Vicenza nell’anno dei -9 in Serie B, trovando il culmine il 14 maggio 2000 con la vittoria dello scudetto più bello di sempre.

Il calciomercato di gennaio non è mai foriero di buone notizie per la Lazio, pensi o speri in una inversione di tendenza?

Non mi aspetto nulla di eclatante per il calciomercato di gennaio, sia per i motivi che hai spiegato, ma anche perché al di la del modus operandi della Lazio, il mercato di riparazione offre davvero poco, a meno che non ti chiami PSG e ti puoi permettere di pagare un Draxler cifre astronomiche! I principali affari poi li stiamo vedendo in Cina, un nuovo mercato che per certi versi sta uccidendo il calcio.         

Dove arriverà questa Lazio visto che le avversarie si stanno attrezzando?

Da quarto/quinto posto, aldilà dei rinforzi altrui. La Lazio ha il grande vantaggio di non giocare in Europa e tutto sommato con pregi e difetti di avere anche una rosa competitiva pure senza eventuali rinforzi. Nonostante ciò, è altrettanto vero che una punta come vice Immobile servirebbe tantissimo, appurato ormai da tempo che Djordjevic ha dimostrato di non essere un giocatore da Lazio.

Luigi Pellicone
A cura di

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