Connect with us

Cerca articoli

Motori

Formula 1: il low profile di Mercedes e Ferrari e una domanda: Perché?

Nello sport il low profile caro agli inglesi, per la cui traduzione è più che sufficiente il Flanagan di “Mai Dire Gol”, ha molteplici chiavi di lettura: può essere prudenza dettata dalla consapevolezza che i valori altrui sono superiori ai propri; può rivelarsi una tattica all’insegna della diplomazia per evitare le pressioni; può tramutarsi in una soluzione depistante per gli avversari, facendo credere loro di essere meno forti di quanto effettivamente si è.

A fornire un piccolo saggio sul suo utilizzo e sulla sua interpretazione, nei giorni antecedenti e seguenti la prima sessione dei test invernali della F1 sulla pista di Barcellona, ci hanno pensato Mercedes e Ferrari. «A Melbourne capiremo a che punto siamo» ha detto Maurizio Arrivabene, boss del muretto del Cavallino Rampante. «Finora stiamo scherzando, per la prima gara a Melbourne avremo una macchina tutta nuova. Questo è solo il nostro giocattolo per i test» le parole di Niki Lauda, presidente non esecutivo della squadra campione del mondo in carica.

Fra i due, però, una differenza. E non di poco conto. Se a Maranello hanno parlato il giorno della presentazione della nuova monoposto, quando ancora s’ignorava il suo potenziale, le affermazioni dell’austriaco già tre volte iridato sono arrivate al termine della quattro giorni catalana. Dove le “Rosse”, cronometro alla mano, sono state ai livelli delle “Frecce d’Argento” e, in due delle quattro sessioni, addirittura davanti.

Se un risultato va sempre contestualizzato per capirne meglio lo spessore e i tempi sul giro delle prove invernali della F1 sono l’equivalente dei risultati delle amichevoli estive che precedono l’inizio della stagione calcistica, basti pensare ai parziali incoraggianti della Ferrari nel 2016 smentiti poi da un’annata tra le più deludenti della sua storia, è anche vero che sarebbe superficiale mostrare noncuranza verso le prestazioni di Montmelò. Davanti le quali anche Kimi Raikkonen, il più veloce nell’ultimo giorno, ha espresso fiducia sul potenziale della SF70H. Un segnale da non sottovalutare, perché il finnico, poco loquace per natura, in passato è sempre stato molto onesto nelle valutazioni della macchina anche quando i fatti non corrispondevano alle attese. Dall’abitacolo alla scrivania. In una lettera agli azionisti della Ferrari, il presidente Marchionne ha scritto che la scuderia nel 2017 darà il massimo dell’impegno. Non ha specificato obiettivi particolari, soltanto fiducia negli uomini del team e nel futuro, nel segno di una cautela latitante dodici mesi fa lungo la via Emilia, dove si parlava di lotta per il titolo.

Non possono invece non destare sorpresa le dichiarazioni di Lauda, che spingono a chiedersi perché la Mercedes abbia scherzato, in questo primo assaggio di mondiale, schierando una vettura giocattolo? Intanto si può pensare che lo scherzo fossero proprio queste affermazioni, dunque che Lauda abbia voluto fare una battuta. Facendosi un po’ più seri, si può invece ipotizzare, alla luce del gran tempo di Hamilton (1’20”983, sette decimi sotto la pole-position di Raikkonen nel 2008, che comunque, per la cronaca, si è ripreso il primato assoluto sul tracciato con 1’20”960), che nei garage di Brackley sia pronta a uscire un’astronave che polverizzerà i rivali. Le “Frecce d’Argento” avrebbero dunque scelto un low-profile nei fatti, celando il loro effettivo potenziale e facendo credere che il gap tra loro e gli altri sia meno evidente di quel che sarà. Nel caso, però, perché non testare il modello definitivo? Desiderio di emulare la Ferrari del 1979, gettata sull’asfalto al terzo gran premio, che sbaragliò il campo grazie alle intuizioni di Forghieri? O, forse, la casa della Stella a tre punte è consapevole che non sarà più inavvicinabile come da tre stagioni a questa parte e che l’eventuale riconquista della corona stavolta non sarà una questione privata tra i loro piloti, per cui prova a spaventare la concorrenza con frasi sui media dal contenuto spiazzante?

Tutti interrogativi che accendono l’interesse per il campionato alle porte, alimentandone le speranze di competizione equilibrata e appassionante. Ma per saperne di più, sia sull’effettivo valore dei dati dei test che sull’interpretazione da attribuire ai vari low-profile fin qui adoperati dai principali protagonisti, non resta che fare nostro il pensiero di Arrivabene: aspettare Melbourne.

Tommaso Nelli
A cura di

Classe 1982, una laurea in "Giornalismo" all'università "La Sapienza" di Roma e un libro-inchiesta, "Atto di Dolore", sulla scomparsa di Emanuela Orlandi, scritto grazie a più di una copertura, fra le quali quella di appassionato di sport: prima arbitro di calcio a undici, poi allenatore di calcio a cinque e podista amatoriale, infine giornalista. Identità che, insieme a quella di "curioso" di storie italiane avvolte dal mistero, quando è davanti allo specchio lo portano a chiedere al suo interlocutore: ma tu, chi sei?

Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Da non perdere

Altri Sport

Velokhaya: i pedali d’oro dell’Accademia che toglie i bambini dalle strade del Sudafrica Khayelitsha. Sudafrica. Anno 2003. In pochi possono immaginare che la Velokhaya...

Motori

Senna contro Prost: la leggendaria rivalità all’ombra del Sol Levante Per i 66 anni compiuti oggi da Alain Prost, vi raccontiamo una delle rivalità...

Interviste

A tu per tu con Antonio Cairoli Abbiamo avuto l’onore e il piacere di intervistare Antonio Cairoli, uno dei più grandi piloti di motocross...

Motori

Come faccio a spiegarti cosa fosse Niki Lauda? Il 22 febbraio 1949 nasceva Niki Lauda, la leggenda della Formula Uno. Il nostro tributo a...

Motori

Enzo Ferrari: Storia d’Inverno Il nostro tributo alla leggenda Enzo Ferrari nel giorno della sua nascita, datata 18 febbraio 1898. “Perché a vent’ anni...

Motori

Didier Pironi: una storia di coincidenze “Tragica morte di Didier Pironi, l’ex campione di Formula 1, durante una gara di motonautica al largo dell’isola di...

Interviste

Carlo Pernat, non è solo un manager vincente del motociclismo, ma può essere considerato il Re Mida delle due ruote. Carlo,  che ha vinto...

Economia

Mercato moto, il settore tiene botta Un po’ a sorpresa, visto l’anno del tutto particolare che si è appena concluso, il settore delle moto...

Motori

Luca Badoer, “lo Stachanov del volante” Compie oggi 50 anni Luca Badoer, l’uomo nell’ombra della Ferrari che vinceva i Mondiali. Il nostro tributo allo...

Motori

Gerhard Berger, l’uomo del ritorno Correva l’anno 1987. L’ultimo intero del ‘Drake’ Enzo Ferrari. Domenica 20 settembre in Portogallo andava in scena la settima...

Interviste

A tu per tu con Manuel Poggiali, il “Titano” del motociclismo Abbiamo avuto il piacere di intervistare Manuel Poggiali, campione del mondo di motociclismo....

Web e Tecnologia

Vendere o acquistare un’auto usata: vademecum Il mercato delle auto usate è da sempre battuto in Italia, soprattutto negli ultimi tempi con la crisi...

Gioco Pulito è una Testata giornalistica registrata presso il Tribunale Civile di Roma – Autorizzazione N° 184/2018 del 22-11-2018 Società Editrice Io Gioco Pulito srls - Direttore Responsabile Antonio Padellaro