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Fifa, uno scandalo dietro l’altro: la corruzione stavolta travolge l’Oceania

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Il capo della più piccola delle sei confederazioni globali della FIFA si è improvvisamente dimesso venerdì, cedendo il suo seggio al consiglio della FIFA. David Chung, era il presidente dell’OFC,  l’Oceania Football Confederation, i cui 14 membri non sono certo ai vertici della FIFA, ma pure sempre ne rappresentano una realtà. Chung, però, in questi anni ha avuto un’influenza eccezionale come il più anziano degli otto vice presidenti della FIFA. Si perché Chung, oltre essere al vertice dell’OFC, era anche uno dei vice presidenti della FIFA.  Cosa ha portato quindi alle dimissioni di uno dei vertici della Federazione Internazionale del calcio? Corruzione, come al solito ormai.

Nel comunicare le sue dimissioni Chung ha citato ragioni personali, ma l’annuncio è arrivato mentre si trovava sotto crescente pressione dopo una revisione dei conti di in un progetto multimilionario per costruire una nuova sede per l’OFC. L’uscita di Chung, pochi giorni prima della riunione annuale dell’OFC e due mesi prima dell’apertura della Coppa del Mondo in Russia, ha sollevato non poche domande alla FIFA sulla lealtà e sull’integrità morale dei leader che gestiscono lo sport più popolare al mondo. Chung aveva guidato l’organizzazione regionale composta da 14 membri, composta dalla Nuova Zelanda e da una manciata di nazioni del Pacifico, dal 2010, quando anche il suo predecessore era stato colto in flagrante dopo un’inchiesta giornalistica che aveva smascherato un livello di corruzione altissimo. Chung comunque aveva le ore contate al vertice dell’OFC dato che nel meeting in programma tra pochi giorni l’ordine del giorno era quello di sospendere Chung per un “grossolano abbandono del dovere e  un atto di condotta scorretta” a detta dei membri dell’OFC.

Dal suo canto Chung non ha risposto a queste accuse, respingendole al mittente, senza però fornire ulteriori dettagli, mentre la FIFA ha riconosciuto le dimissioni di Chung e ha rapidamente rimosso la sua biografia dal suo sito web, confermando in seguito che l’inchiesta aveva evidenziato “potenziali irregolarità nel processo di costruzione dell’OFC Home of Football”. Il massimo organismo calcistico mondiale ha poi dichiarato di aver sospeso il proprio sostegno finanziario alla confederazione a causa delle questioni sollevate dalla revisione. La FIFA paga generalmente circa 10 milioni di dollari all’anno a ciascuna delle sue sei confederazioni. La partenza di Chung lascia la Confederazione calcistica asiatica come l’unico organismo a mantenere lo stesso presidente dal maggio 2015, quando gli Stati Uniti hanno svelato i dettagli di un vasto regime di corruzione risalente a più di due decenni. Quel caso ha portato ad accuse contro i leader delle due confederazioni con sede nelle Americhe. In seguito indagini interne hanno dato luogo a divieti pluriennali per gli ex leader della FIFA e l’organo di governo del calcio europeo, la UEFA. L’anno scorso anche il presidente della confederazione africana è stato rimosso dalla sua posizione.

Il PROGETTO-  La verifica dell’OFC è iniziata un anno dopo l’elezione di Infantino nel 2016, dopo che la FIFA ha riscontrato discrepanze con il progetto della sede centrale per il quale la FIFA, guidata da Sepp Blatter, aveva fornito un prestito di 10 milioni di dollari. Tai Nicholas, segretario generale di lunga data dell’OFC, improvvisamente si è dimesso a dicembre, citando anche lui  ragioni personali. La verifica ha rilevato definitivamente  che Chung e Nicholas, senza emettere una gara d’appalto, avevano assunto una società senza esperienza del lavoro richiesto per la progettazione del progetto, che prevedeva la costruzione di uffici, due campi da calcio e altre strutture a Auckland, in Nuova Zelanda. Gli investigatori hanno quindi trovato una serie di relazioni strette tra le aziende che consigliavano l’OFC sul progetto e che sono state scelte per completare il progetto. Tutte le società sono state create poco prima di essersi aggiudicate i contratti, “senza alcuna  esperienza”.   I contabili hanno quindi suggerito alla FIFA di andare in tribunale per saperne di più. “A causa delle limitazioni nella valutazione dei registri finanziari delle parti esterne, si raccomanda di avviare procedimenti civili in Nuova Zelanda al fine di ottenere l’accesso a tali documenti, motivare o smentire le preoccupazioni relative alla corruzione e alla corruzione che tale revisione ha sollevato, e in definitiva tentare di recuperare eventuali perdite potenziali da parte di terzi “, conclude il rapporto, che ha come nome in codice Project Gunemba.  Un’altra storia questa che dimostra come il calcio a tutte le latitudini sia veramente arrivato forse al suo anno zero. Ripartire e ricostruire per poter evitare in tutti i modi che lo sport più bello del mondo crolli sotto il colpo di scandali e vergognosi casi di corruzione.

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