Connect with us

Cerca articoli

Calcio

Ferdinando Sforzini, che non si scorda mai chi è

[themoneytizer id=”27127-1″]

Ferdinando Sforzini, che non si scorda mai chi è

Lasciamo da parte tutto. Non perché non conti, anzi, perchè si fa fatica a mandarlo via. Mio padre diceva che chi si interessa davvero alle cose del mondo, è destinato all’ulcera perenne. Sono stati giorni di sangue versato sulle divise, estorto ad una donna che voleva lasciare il marito, non visto per un naufragio a Lampedusa. Ci si rischia di abituare a tutto. E di non sentire l’ulcera.
Però è stato anche un periodo di piccole, piccolissime storie che sono passate e che hanno lasciato una traccia bella. Forse non sufficiente a sanare il morbo di negatività che ci attanaglia.

Prendiamo questo ragazzo qui. Si chiama Ferdinando Sforzini. Ora gioca nel Palermo, in serie D. La sua carriera è stata quella di un buon mestierante di provincia, passato in squadre che dopo o prima di lui avevano conosciuto traguardi prestigiosi, perchè la vita a volte è anche un appuntamento col destino sotto forma di pallone. Sassuolo, Avellino, Bari, anche una puntata in un club estero, il Cluj.

Gioca in una formazione che finora è stata la schiacciasassi della serie D, sesta vittoria consecutiva. Contro la Cittanovese. Sforzini è in panchina durante la partita, entra e dopo circa un minuto, segna. Ma non è tanto questo. Dopo è il momento di parlare davanti ai microfoni, domande normali, cui un calciatore ormai risponde con il pilota automatico, sorridendo, cortesemente. Ma è il suo primo gol in maglia rosanero e parte inesorabile una domanda: “a chi lo dedichi questo gol?”. Lui inizia bene, tranquillo: “a mio figlio”, poi prosegue con la voce che assume una parabola discendente. “Lo dedico a lui che vive lontano e non lo vedo quanto vorrei”. Alla seconda domanda sul figlio la voce è rotta dall’emozione. Gli si chiede perché si stia commuovendo così.

Lui risponde “sono un padre, è un legame forte e non riesco a vederlo sempre”. Qui non si parla di calciatori miliardari, si parla di un buon mestierante di provincia. Ferdinando è tra quei padri che sente forte il legame, uno di quegli uomini che comunque si ricorda sempre di essere un papà e che forse vorrebbe dimostrarlo più frequentemente. E che si augura soprattutto, che il proprio figlio sia orgoglioso di lui. Come lo spera chiunque con qualsiasi mestiere. Perchè se si è buoni padri, vicini o lontani, un giorno sarà bello vedere il proprio figlio dire parole che non sono solo tramandate, sono tatuate addosso.

E speriamo che Ferdinando abbia tanti gol da dedicare al figlio. Tantissimi ancora.

[themoneytizer id=”27127-28″]

A cura di

Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Da non perdere

Calcio

Bert Trautmann: Giocare e vincere con il collo rotto Tutto comincia in una zona borghese di Brema nel 1923, nella quale il giovane Bernhard...

Calcio

Lev Yashin: storia dell’invincibile Ragno Nero Il 22 ottobre 1929 nasceva Lev Yashin, fenomenale portiere russo, unico estremo difensore a conquistare il Pallone d’oro....

Basket

Drazen Petrovic: poesia sospesa tra Mozart e Nietzsche Il 22 ottobre 1964 nasceva Drazen Petrovic, uno dei migliori interpreti della pallacanestro mondiale. Una fiamma...

Calcio

Persepolis – Esteghlal: il derby dei Rossi contro Blu che infuoca l’Iran La parola “derby” ha un valore molto simile, almeno dal punto di...

Calcio

Ranieri e il destino a luci rosse dietro la favola Leicester Compie oggi 70 anni Claudio Ranieri, l’allenatore romano il cui nome sarà per...

Calcio

Matthew Le Tissier, una scelta da Dio Strano stadio, il vecchio “The Dell”; trentamila anime di gomiti che si strofinavano uno contro l’altro, nei...

Calcio

Jean-Marie Pfaff, un sorriso tra i guanti Sai che c’è? C’è che se da ragazzino passi il tempo in una roulotte, nel centro di...

Calcio

Calcio e corruzione: Gegio Gaggiotti e i suoi capolavori Il 10 Ottobre 1991 moriva Eugenio Gaggiotti, l’uomo che è considerato il “pioniere” delle combine...

Calcio

Nils Liedholm: c’era una volta il “Barone” Avrebbe compiuto ieri 99 anni Nils Liedholm, indimenticabile Barone svedese del calcio italiano. Personaggio unico e inimitabile...

Calcio

Didi, il calcio in due sillabe L’8 ottobre 1928 nasceva Valdir Pereira, meglio noto con lo pseudonimo Didi, uno dei calciatori più iconici della...

Calcio

Josè Leandro Andrade: la vita estrema della Maravilla Negra Il 5 Ottobre 1957 ci lasciava Josè Leandro Andrade, la Maravilla Negra, il fenomeno dell’Uruguay...

Calcio

Gaetano Anzalone: storia di un Galantuomo Il 5 Ottobre 1930 nasceva Gaetano Anzalone, storico presidente della As Roma. Un uomo d’altri tempi, un galantuomo...

Gioco Pulito è una Testata giornalistica registrata presso il Tribunale Civile di Roma – Autorizzazione N° 184/2018 del 22-11-2018 Società Editrice Io Gioco Pulito srls - Direttore Responsabile Antonio Padellaro