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Europei 2021: ancora incertezze sulla modalità di svolgimento

Europei 2021: ancora incertezze sulla modalità di svolgimento

Euro 2020, competizione che si sarebbe dovuta disputare l’anno scorso, ma che a seguito dell’emergenza sanitaria è stata posticipata, modificando anche il nome in Europei 2021 o Euro 2021, a pochi mesi dalla data di inizio brancola ancora nelle incertezze.

Il problema principale è legato alle modalità di svolgimento. Nello specifico, secondo le linee guida stilate dalla UEFA, la competizione si dovrebbe svolgere parzialmente in modalità itinerante, con solo la fase finale disputata nel Regno Unito. Questa modalità, tuttavia, ha generato dei pareri contrastanti dato che la competizione si è sempre tenuta in un’unica nazione, permettendo ai tifosi di seguire le partite delle diverse squadre più facilmente.

Per coloro che hanno intenzione di seguire gli Europei 2021 in televisione o online non ci sono problemi, dato che le società e i siti streaming calcio che hanno acquistato i diritti per trasmettere le partite forniranno gli eventi a prescindere dalla località in cui si svolgono. I veri problemi sorgono per chi stava pianificando di recarsi allo stadio, emergenza permettendo.

Quali sono le proposte per gli Europei 2021

Come accennato in precedenza, sono state stilate delle linee guida che, tuttavia, potrebbero subire ancora delle modifiche importanti. Nello specifico, ecco quali sono le diverse soluzioni che potrebbero essere adottate dalla UEFA a seconda di come si sviluppa l’emergenza sanitaria nei mesi estivi:

Competizione in formato itinerante. Attualmente, pare che la decisione sia quella di permettere alle nazionali di giocare in 12 città europee diverse fino alle semifinali. Le squadre che raggiungeranno le semifinali dovranno recarsi in Regno Unito, precisamente a Londra, dove verrà decretata la vincitrice. Si tratta di un’opzione che permette alle singole nazioni di gestire il proprio flusso di tifosi, seguendo le normative statali. Nonostante ciò, si tratterebbe anche di una prima volta in cui viene disputata la competizione in questo modo.

Competizione in un’unica sede. Il formato tradizionale prevede che le nazionali si rechino in un’unica nazione, o al massimo due, sfidandosi in campi neutri. Questa soluzione è preferita da numerose figure di spicco nel mondo del calcio, anche per gli introiti generati dal raggiungimento di una singola nazione da parte dei tifosi. Nonostante ciò, nel caso in cui la nazione scelta dovesse trovarsi in emergenza sanitaria questo potrebbe causare un nuovo blocco della competizione che la UEFA non vuole certamente posticipare ulteriormente.

Stadi aperti. Si discute ancora della possibilità di aprire gli stadi per l’accesso ai tifosi tra giugno e luglio. La UEFA non si è ancora pronunciata in questo senso, dato che aspetta l’evolversi della situazione per prendere una decisione. Secondo alcune fonti, pare che la UEFA dichiarerà ufficialmente l’intenzione di aprire gli stadi nel mese di marzo. Nonostante ciò, dato che la situazione è imprevedibile, potrebbero essere attuate delle modifiche in qualsiasi momento.

Stadi chiusi. Se la situazione resta uguale ai mesi invernali anche durante l’estate è probabile che la UEFA lascerà gli stadi chiusi. Si tratta sicuramente di una grossa perdita per la competizione, tuttavia, sempre meglio di non poterla giocare del tutto. Come già detto, non si hanno realmente delle notizie certe sulla possibilità di recarsi o meno allo stadio. Se la competizione dovesse svolgersi in 12 città diverse, come preannunciato, è probabile che potrebbe anche essere lasciata la scelta alle singole nazioni a seconda di come vogliono gestire gli stadi. Ad esempio, dato che alcune partite potrebbero essere disputate all’Olimpico di Roma, lo stato italiano potrebbe decidere se consentire l’accesso ai tifosi o meno.

Ricapitolando, gli Europei 2021 continuano a trovarsi in un momento incerto. L’unica sicurezza, per ora, è che la UEFA farà tutto il possibile per poterli disputare senza doverli posticipare un’altra volta.

 

 

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