Connect with us

Cerca articoli

Calcio

Emilio Butragueño: El Buitre senza pietà madridista fino al midollo

Mercoledì 18 giugno 1986: El Buitre è tutto qui. Quattro reti, quattro perle. Un poker di istantanee che racchiudono l’identikit calcistico di Emilio Butragueño. In Messico si disputano i campionati del mondo e, nel match degli ottavi di finale, la Spagna affronta la ostica Danimarca.

Le Furie Rosse iniziano con il groppo in gola e subiscono la rete avversaria con il rigore trasformato da Olsen. Problemi? Tranquilli, ci pensa El Buitre. Al tramonto del primo tempo approfitta di un errore infantile della difesa scandinava e, con letale opportunismo, insacca per il pareggio. Nella ripresa sigla il raddoppio incornando di testa dopo una sponda sugli sviluppi di un corner. Propizia il penalty del 3-1 e, infine, raccoglie un assist dalla destra e trafigge il povero portiere con un lucido tap-in.

Di rapina, di testa, di destro e di sinistro. Insomma, la tavolozza pullula di colori. Un vero artista al centro dell’attacco: El Buitre non perdona.  L’avvoltoio nasce, cresce e corre nella ‘Cantera’ del Real Madrid. La compagine Castilla diventa presto un cult del pallone iberico negli anni ’80. Nell’oasi felice sognano ad occhi aperti altri quattro talenti di assoluto valore. Da Sanchís a González passando per Pardeza e Vázquez. La Quinta del Buitre diventerà presto leggenda. Il salto in prima squadra si materializza in un batter di ciglia.

Dal 1981 al 1986 il Real Madrid raggiunge la massima espressione della sua battagliera identità. Un’identità marchiata a fuoco da una serie di proverbiali rimonte che rimarranno impresse in eterno nell’immaginario collettivo ‘blanco’. Qualche esempio? Ottavi di finale della Coppa Uefa ’84-’85. L’Anderlecht apparecchia la qualificazione nella partita di andata. Un secco 3-0 tra le mura amiche chiudono virtualmente i conti. Virtualmente appunto, perché il ritorno si trasforma in un incubo sportivo per la truppa belga. Nel catino del Bernabeu gli ospiti passano pure in vantaggio grazie a Friemann. Game over? Neanche per idea. El Buitre sale in cattedra con tre acuti da tenore. La doppietta di Valdano e l’altra stella Sanchís spediscono il Real al turno successivo con il risultato tennistico di 6-1. A fine corsa il trofeo continentale diventa realtà.

I grandi artisti concedono sempre il bis e quel Madrid non delude la platea. La seconda vittima sacrificale sarà il Borussia Moenchenglabach. Il paradosso assume proporzioni mastodontiche soprattutto dopo il roboante 5-1 rifilato dai tedeschi nella gara di andata. Quando le montagne sembrano insormontabili le Merengues gettano il cuore oltre l’ostacolo. Devastante 4-0 con doppiette di Santillana e Valdano. Il copione si capovolge nuovamente.  Destino identico nei confronti della malcapitata Inter. Per due anni consecutivi i nerazzurri crollano inesorabilmente. Il Bernabeu è un inferno in piena regola. 3-0 nel 1985, con l’episodio incriminato della biglia scagliata a Bergomi che ancora oggi grida vendetta, e addirittura 5-1 nel 1986.

 

Nel frattempo El Buitre continua ad infilare i portieri avversari senza soluzione di continuità. Oltre 170 goal in 563 gettoni totalizzati. Autografi conditi da prestigiosi trofei di squadra. Il Real infatti riesce a spazzar via il dominio dispotico del Barcellona trionfando in sei edizioni della Liga. Nella ricca bacheca troviamo pure due Coppe di Spagna e quattro Supercoppe di Spagna. Il cobra Emilio si aggiudica anche lo scettro di Pichichi, nel torneo 1990-1991, mettendo a referto ben 19 marcature.

Appesi gli scarpini al chiodo, all’altezza della metà degli anni novanta, non abbandona l’universo delle Merengues. Sarà un ottimo dirigente, nella sagace veste di responsabile dei rapporti istituzionali. La nuova vita di Emilio Butragueño, dietro la scrivania, ma sempre legata alla magia del Real Madrid. Un killer d’area di rigore con la faccia da angioletto. Furbo, smaliziato ma anche tecnico, fantasioso e funambolico.

Da non perdere

Pugilato

Thomas Hearns, un macigno sui trampoli Compie oggi 63 anni Thomas Hearns, uno dei pugili più forti della storia, protagonista insieme a Marvin Hagler...

Calcio

Matthew Le Tissier, una scelta da Dio Strano stadio, il vecchio “The Dell”; trentamila anime di gomiti che si strofinavano uno contro l’altro, nei...

Calcio

Jean-Marie Pfaff, un sorriso tra i guanti Sai che c’è? C’è che se da ragazzino passi il tempo in una roulotte, nel centro di...

Calcio

Calcio e corruzione: Gegio Gaggiotti e i suoi capolavori Il 10 Ottobre 1991 moriva Eugenio Gaggiotti, l’uomo che è considerato il “pioniere” delle combine...

Pugilato

Giraldo Córdova Cardín, il pugile rivoluzionario morto per Cuba Il 9 Ottobre 1967 veniva giustiziato in Bolivia, il rivoluzionario e guerrigliero Ernesto Che Guevara....

Calcio

Nils Liedholm: c’era una volta il “Barone” Avrebbe compiuto ieri 99 anni Nils Liedholm, indimenticabile Barone svedese del calcio italiano. Personaggio unico e inimitabile...

Calcio

Didi, il calcio in due sillabe L’8 ottobre 1928 nasceva Valdir Pereira, meglio noto con lo pseudonimo Didi, uno dei calciatori più iconici della...

Motori

François Cevert: una folata di vento Il 6 ottobre 1973 perdeva la vita a causa di un incidente durante il Gran Premio degli Stati...

Calcio

Ezio Pascutti, l’ultima ala sinistra del Bologna Come la Juventus, anche se non vestì mai la casacca bianconera. O lo si ama(va) o lo...

Calcio

Josè Leandro Andrade: la vita estrema della Maravilla Negra Il 5 Ottobre 1957 ci lasciava Josè Leandro Andrade, la Maravilla Negra, il fenomeno dell’Uruguay...

Calcio

Gaetano Anzalone: storia di un Galantuomo Il 5 Ottobre 1930 nasceva Gaetano Anzalone, storico presidente della As Roma. Un uomo d’altri tempi, un galantuomo...

Altri Sport

Abdon Pamich: in marcia, con il Ricordo nel cuore Ha compiuto ieri 88 anni Abdon Pamich, il marciatore italiano divenuto simbolo sportivo degli esuli...

Gioco Pulito è una Testata giornalistica registrata presso il Tribunale Civile di Roma – Autorizzazione N° 184/2018 del 22-11-2018 Società Editrice Io Gioco Pulito srls - Direttore Responsabile Antonio Padellaro