Connect with us

Cerca articoli

Calcio

Emanuele Giaccherini, l’imprevedibile virtù dell’ignoranza

Oggi è facile. Oggi è facile con i Vardy e i Leicester, con il Portogallo, il Galles, l’Islanda, con la strada tracciata da Brian Clough e dal Derby County prima, dal Nottingham Forest dopo. Oggi è facile, ma ditelo a Giaccherini.
Calciatore, abbondantemente sotto il metro e settanta, leggerissimo, che a 22 anni dopo una stagione disastrosa al Bellaria Igea Marina comunica al Cesena, la squadra che ne detiene il cartellino, che quell’estate sarebbe andato a rescindere il contratto con la società perché a 22 anni, se non sei esploso, sarai condannato a vagare in Serie C o nei dilettanti per sempre. Massimo rispetto dice Giak, ma c’è da tirar avanti una famiglia. Ha deciso, si va in fabbrica: come il padre, lo zio, il nonno.
La decisione è maturata in Primavera, nel 2007, quando a causa di uno scontro di gioco è costretto ad operarsi alla milza e a farsela esportare. Succede però che il Pavia ha bisogno di giocatori per salvarsi e Giaccherini si da un’altra possibilità contribuendo alla salvezza dei lombardi con 9 gol. Parte poi in ritiro col Cesena, nel momento più basso della storia dei bianconeri appena retrocessi in Serie C ed affidati ad un allenatore molto giovane come Pierpaolo Bisoli, allenatore che farà la storia del Cesena portandolo in Serie A nel segno di Giaccherini. L’avventura del giovane non comincia benissimo in realtà perché su 23 convocati Giak è il 24esimo ma Bisoli intravede qualcosa in lui e allora lo mette alla prova facendogli fare praticamente di tutto: Giaccherini nella cavalcata del Cesena dalla C alla A gioca come mediano, centrocampista centrale, mezz’ala destra e sinistra, come ala destra e sinistra ma soprattutto come trequartista. Giaccherini è in grado di fare tutto.
Alla seconda di campionato in Serie A dopo un ottimo esordio con la Roma all’Olimpico, gioca contro il Milan e segna contro il Milan. L’Italia si accorge di lui e il primo anno di Serie A è ottimo con 7 gol, prestazioni che gli valgono la chiamata della Juventus con Antonio Conte che rincara la dose sul suo soprannome: Giaccherinho.
Alla Juve è come al solito poliedrico ma sembra ormai un calciatore decaduto quando va al Sunderland dopo 2 anni, inseguito dai fantasmi dell’età e delle prestazioni non più briose come a Cesena. Giaccherini non è più il protagonista della rosa, l’uomo che fa la differenza, e ne soffre, anche se si rimbocca le maniche ed è utile in ogni santissima partita che gioca in campo.
Per questo motivo Giaccherini è stato convocato ad Euro2016, per questo motivo Giaccherini è apprezzato da ogni giocatore con cui ha giocato, da ogni allenatore con cui ha lavorato. Perché Giaccherini non è l’uomo che ti fa vendere i biglietti, ma è l’uomo che ti fa vincere le partite.
A cura di

GiocoPulito nasce nel Novembre 2015 con l’obiettivo di dare un taglio all’informazione sportiva non tanto incentrandola sulla comune, quanto importante, attualità, ma andando a costruire un prodotto di informazione che potesse accrescere la conoscenza degli accadimenti passati o presenti, soddisfare la sana curiosità, alimentare la cultura e la passione per lo sport.

Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Da non perdere

Calcio

Chi era Gaetano Scirea Il 3 Settembre 1989 moriva Gaetano Scirea, un campione vero, uno sportivo d’altri tempi, tragicamente scomparso in un incidente stradale...

Calcio

Zavarov, lo ‘Zar’ che girava in Duna e sognava la pace Una squadra che da più di un anno deve porre rimedio all’addio al...

Calcio

Quando Zinedine Zidane poteva andare al Milan Compie oggi 49 anni Zinedine Zidane, il fenomeno franco algerino, attuale allenatore del Real Madrid, con il...

Calcio

Italia – Germania: una storia di calcio senza tempo Il 17 Giugno 1970 si giocava la Partita del Secolo tra Italia e Germania. Una...

Calcio

Roberto Baggio: Genealogia del Divin Codino Sta avendo enorme successo il film da poco uscito su Netflix “Il Divin Codino”, dedicato alla vita di...

Calcio

Juventus, grazie Pirlo ma ora lascia da “vincente” Il termine vincente è un termine che va usato con cautela. Stefano Pioli per la qualificazione...

Calcio

Lo scorso 6 aprile è stato il trentesimo anniversario dal primo ritorno di Roberto Baggio a Firenze da avversario. Il ‘Divin Codino’ alla Juventus...

Calcio

113 anni di Inter, la squadra (quasi) mai stata in B Il 9 Marzo 1908 nasceva il Foot-Ball Club Internazionale, meglio conosciuto come Inter. La squadra...

Calcio

Le meteore della Serie A: El Uablo bianconero Juan Eduardo Esnaider Compie oggi 48 anni Juan Eduardo Esnaider, uno dei tanti “fenomeni parastatali” (come...

Calcio

Helmut Haller: il giocoliere teutonico Il biondone di Augusta. Helmut Haller: un teutonico consacrato in Italia. Lo stivale è diventato presto casa sua. Lui,...

Calcio

Aldo Agroppi, comunque granata Se nelle stracittadine anche gli occhi di Paolino Pulici diventavano granata, un altro cuore torinista che sentiva il derby della...

Calcio

Quando Cristiano Ronaldo fu ad un passo dalla Serie A Compie oggi 36 anni Cristiano Ronaldo, attuale attaccante della Juventus che, molti anni prima...

Gioco Pulito è una Testata giornalistica registrata presso il Tribunale Civile di Roma – Autorizzazione N° 184/2018 del 22-11-2018 Società Editrice Io Gioco Pulito srls - Direttore Responsabile Antonio Padellaro