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El-Hadary, 44 anni e non sentirli: “nonno Africa” sogna la quinta Coppa

Cos’hanno in comune Essam El Hadary e Marco Ballotta? Semplice, entrambi se ne fregano della carta d’identità. Così, tra il giovanotto nato a Damietta il 15 gennaio 1973 e il portiere classe 1964, originario di Casalecchio di Reno e capace di difendere i pali fino alla veneranda età di 50 anni (nel Castelvetro, Eccellenza) rinasce il lato romantico del calcio. El Hadary è il numero uno dell’Egitto che sogna la finale di Coppa d’Africa, con l’ostacolo Burkina Faso a dividere i Faraoni dall’ultimo atto: e pensare che il 44enne nato in quello che in epoca classica islamica essa era il secondo porto egiziano, dopo Alessandria ma prima di Tinnīs, era stato inserito nel gruppo guidato da Hector Cuper (già, proprio lui) come riserva. Ma il destino ci ha messo del suo: nel match di esordio contro il Mali El Hadary ha fatto il suo ingresso in campo per sostituire l’infortunato El Shenawy.

Da allora quella maglia non l’ha più mollata, e con essa la fascia di capitano. “Ma è quasi coetaneo della Sfinge” ci hanno persino scherzato su: parole, appunto, perchè i fatti hanno sempre arriso a “nonno Essam”, come lo chiamano affettuosamente e con enorme stima i giovani dello spogliatoio. Il portiere di proprietà del Wadi Degla, soprannominato “La Diga” in patria, ha superato di gran lunga il record del suo connazionale Hossam Hassan, che nel 2006 partecipò alla competizione continentale all’età di 39 anni. In patria è una leggenda, con sette titoli nazionali in bacheca, tre CAF Champions League e ben quattro edizioni della Coppa d’Africa (1998, 2006, 2008 e 2010) conquistate. E nel mezzo ci ha infilato anche un’escursione in Europa, in Svizzera con la maglia del Sion, maturata attraverso una rescissione unilaterale del contratto e costatagli quattro mesi di squalifica dalla Fifa.

Ha esordito con la casacca dell’Egitto nel 1996, contro la Corea del Sud, e oggi vanta 151 apparizioni con la sua Nazionale. Così, mentre Ballotta – sempre lui – si era concesso il lusso nel settembre 2007 di esordire in Champions League con la maglia della Lazio all’età di 43 anni e 168 giorni, oggi El Hadary è il simbolo dell’Egitto che vuole tornare grande: non Salah, non Trezeguet (omonimo del centravanti francese), non Hegazy, non Kahraba, decisivo-da subentrato-a 3′ dalla fine contro i rivali del Marocco. Ma un 44enne che anzichè appendere i guanti al chiodo intende continuare a inseguire i suoi sogni. Didier Drogba, non proprio il primo arrivato nel calcio africano, disse qualche anno fa di lui che El-Hadary  “è il miglior avversario che abbia mai affrontato“. Ma alla “Diga” non è bastato: è riuscito a togliere la copertina a un “certo” Gigi Buffon, nei giorni in cui il portiere della Juventus e della Nazionale italiana compiva 39 anni: essere diventato il calciatore più longevo ad aver mai disputato un incontro nella manifestazione continentale non gli basta, ora dal Gabon vuole rientrare con la quinta Coppa d’Africa della sua storia in bacheca. Non resta che aspettare l’esito del campo: di fronte le Fantastiche 4, le quattro migliori nazionali d’Africa, con la Burkina Faso a recitare il ruolo di sorpresa tra le squadre di maggiore tradizione come Egitto (7 vittorie), Camerun (4) e Ghana (4). El-Hadary come Dino Zoff a Spagna ’82? Due partite e lo sapremo. Lui, intanto, guarda già al prossimo sorpasso: diventare il giocatore più anziano ad aver disputato una Coppa del Mondo. Il primato, al momento, appartiene a Mondragon, portiere colombiano in campo nel 2014, contro il Giappone, a 43 anni suonati. E non chiamatelo “nonno”

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