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E’già una Formula E…lettrizzante

Più che elettrica, elettrizzante. Start della quarta stagione della Formula E a tutta adrenalina. Al punto da mandare in corto circuito i radar degli appassionati. Che domenica mattina, al termine di gara 2 del doubleheader di Hong Kong, si erano lasciati con la prima vittoria nella categoria per Daniel Abt salvo apprendere, poche ore più tardi, che il tedesco era stato squalificato per alcune irregolarità tecniche della sua monoposto emerse nelle verifiche. Successo così per lo svedese Rosenqvist. Un colpo di scena perfettamente coerente con i fuochi pirotecnici della due giorni asiatica.

Al sabato, gara 1 aveva visto cinguettare la Virgin di Sam Bird davanti al “Gavroche del volante”, il francese Vergne (Teechetah), trascorsi da collaudatore Ferrari, sorpassato a circa metà gara con una bella staccata, e al bucaniere della velocità a ruote scoperte, il tedesco Nick Heidfeld (Mahindra), che a quarant’anni insegue ancora il suo primo successo in una specialità che lo ha visto indossare i panni del pioniere. Domenica mattina, però, ecco la scossa che non ti aspetti. Dieci posizioni di penalità proprio per Bird, che il giorno precedente, al momento del cambio vettura, aveva rischiato di investire alcune persone. Alta tensione in pit-lane che aveva seguito quella della pista, dove nelle fasi iniziali Lotterer (Teechetah) era andato contro le barriere, obbligando la bandiera rossa e la sospensione temporanea della competizione.


 

Gara 2 invece, in quanto a brividi, ha saputo far meglio col semaforo in burn-out a pochi minuti dal via. Partenza quindi lanciata dietro la safety-car con Rosenqvist, scattato dalla pole-position, in tilt al tornantino con un testacoda che l’ha obbligato a rimontare dalle retrovie, spianando la strada alla Venturi dell’italo-svizzero Edoardo Mortara, al debutto assoluto e ritrovatosi con un successo meritato quanto inaspettato, fulminato da un suo testacoda a meno di tre giri dalla bandiera a scacchi. Ha concluso terzo, divenendo secondo dopo la gioia in black-out di Abt, che si era fatto il regalo migliore per il suo compleanno e per il debutto in veste ufficiale dell’Audi nella serie. La casa di Ingolstadt ha comunque presentato ricorso in merito alla decisione dei giudici. A completare il podio della domenica, un’altra leggenda delle quattro ruote, la Jaguar, grazie all’australiano Evans, decisamente più luminoso del compagno di squadra, Piquet jr., fuori dalla zona punti. Nelle classifiche iridate, Bird leader con due lunghezze di vantaggio su Vergne. In quella costruttori, la Mahindra (Rosenqvist e Heidfeld) capofila con tre punti in più della Virgin (Bird + Lynn).

Ma ciò che è stato interessante notare sono due ordini d’arrivo molto differenti nel giro di ventiquattr’ore e, soprattutto, che i favoriti per la vittoria finale, il campione del mondo 2016 Buemi (Renault) e quello uscente Di Grassi (Audi), hanno annaspato nelle retrovie per tutto il week-end a causa di una mancata individuazione del giusto bilanciamento dei loro assetti. Sono segnali che attestano la chiara imprevedibilità di questa specialità, che ha uno dei suoi maggiori pregi proprio nel rovesciare i valori in pista con molta velocità e senza particolari preavvisi, guadagnandoci così in appeal nei confronti del pubblico. Che ha assistito anche a chi è andato a muro a poche centinaia di metri dalla bandiera a scacchi o a venti piloti che hanno fatto ricorso a tutta la loro abilità e destrezza per evitare, alla domenica, qualche detrito rimasto sull’asfalto a seguito di qualche contatto. Per una situazione analoga, in Formula 1, nove volte su dieci, si terrebbe la safety-car sul tracciato finché non sarebbe ripulita anche l’ultima particella di carbonio.

Brilla quindi già di luce propria, questa Formula E. E sembra destinata a durare a lungo. Al punto da spingere l’ex campione del mondo di Formula 1, Nico Rosberg, ad auspicare, per il suo futuro, un ruolo nella specialità. E non come pilota. Considerando che è un ambasciatore Mercedes, all’orizzonte della Stella a Tre Punte ci sarebbe un qualche interesse a sbarcare come attrice principale nel campionato automobilistico amico dell’ambiente? Nell’attesa di saperne di più, appuntamento per il 13 gennaio a Marrakech, sede del terzo ePrix del mondiale.

A cura di

Classe 1982, una laurea in "Giornalismo" all'università "La Sapienza" di Roma e un libro-inchiesta, "Atto di Dolore", sulla scomparsa di Emanuela Orlandi, scritto grazie a più di una copertura, fra le quali quella di appassionato di sport: prima arbitro di calcio a undici, poi allenatore di calcio a cinque e podista amatoriale, infine giornalista. Identità che, insieme a quella di "curioso" di storie italiane avvolte dal mistero, quando è davanti allo specchio lo portano a chiedere al suo interlocutore: ma tu, chi sei?

1 Comment

1 Comment

  1. Tommaso Nelli

    Dicembre 7, 2017 at 8:35 am

    Per la cronaca, l’Audi ha annunciato che rinuncerà a presentare ricorso contro la squalifica di Abt. Confermata pertanto la vittoria di Rosenqvist e l’ordine d’arrivo ufficiale.

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