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Effetto Draxler

“Quel che nella natura è il cristallo, nell’arte è l’ornamento” scriveva Ernst Fischer.

Avete mai provato a guardare una partita intera del campioncino di Gladbech, cresciuto a pane e calcio nelle giovanili dello Schalke? Quando è in giornata, ovviamente. Se la risposta è sì, allora potrete capire quel che state per leggere, mentre qualora non aveste ancora trovato il tempo per farlo consiglio vivamente di lanciarvi in mare aperto per osservarne le gesta.

Julian Draxler è un giocatore preziosissimo, tanto raro da trovare su un campo da calcio quanto fastidioso da sopportare se la squadra non ne regge l’individualismo.

Giocata personale ed ultimo passaggio sono proprio i cavalli di battaglia del 23enne del Wolfsburg, che la Juventus tanto ha cercato nel recente passato dopo le partenze di Arturo Vidal e la crescita esponenziale di Paul Pogba, poi tornato allo United.

Ma perché il suo gioco fa rimanere incantati gli spettatori?

Limpidissimo è il dato riferito ai passaggi: dei 26.5 eseguiti in media ogni partita (fonte WyScout.com) oltre l’80% resta nel cosiddetto half space fra la linea del centrocampo e l’area di rigore avversaria, questo rende bene l’idea di come la trequarti sia il campo di battaglia su cui riesce a causare più dolori.

Sono invece più di 80 le volte in cui Draxler si rende protagonista di un’azione o di un tentativo in 90’, con una media di un tocco ogni 2’ di gioco.

Insomma, se è in giornata non ha rivali: ne sa qualcosa la Slovacchia di Hamsik, ‘trascinata’ fuori da Euro 2016 con una rete ed un assist proprio del centrocampista classe 1993.

Supportare e non farsi sopportare dagli avversari, questo è il segreto del suo gioco; protegge la palla come un equilibrista.

Draxler è il prototipo del giocatore moderno, capace di garantire stabilità al centrocampo senza tuttavia doversi ‘cacciare’ in situazioni troppo pericolose in fase di copertura. Se lui è di cristallo, Luiz Gustavo è di ferro, tanto per capirci.

Il gioco del trequartista tedesco è una ragnatela di passaggi, tocchi e carezze con cui il pallone va a finire proprio laddove serve, infilandosi nei buchi lasciati dalle difese avversarie. Se a questo si unisce un tiro dalla distanza quasi proibitivo, ecco che Julian Draxler diventa a tratti imprendibile.

Il Wolfsburg lo scorso anno faticava in campionato e si esaltava in Europa, oggi si ritrova nelle zone basse della classifica nonostante una rosa di grandissimo spessore: riuscirà la leggerezza di Draxler a ribaltarne le sorti?

Non si tratta di un gioiello limpido e brillante a tutto tondo, se una faccia ispira, l’altra si rabbuia e cerca di farlo nascondere nell’ombra.

Giornata si o giornata no, le squadre che scelgono di affidarsi alla classe cristallina di Julian Draxler non riescono più a farne a meno, ne diventano dipendenti. Nel bene e nel male.

La poesia è indispensabile, ma vorrei capire il perché

Ernst Fischer

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