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E-Sports: non solo match-fixing. Rischio altissimo di gamers dopati

E-Sports: non solo match-fixing. Rischio altissimo di gamers dopati

Avevamo parlato in un articolo precedente del fenomeno del match-fixing negli sport virtuali dove la criminalità asiatica riusciva e purtroppo riesce facilmente a corrompere giovani ragazzi che hanno fatto della loro passione, giocare ai videogiochi, il loro ben remunerato mestiere.
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Arriva il doping
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Gli sport virtuali mirano a diventare la perfetta copia di quelli veri e quindi oltre alle cose positive “apprendono” anche le pratiche che rovinano lo sport: il doping. Ecco quindi che arrivano nel mercato delle sostanze e medicinali, senza prescrizione medica, che questi giovani gamer usano per rimanere sempre vigili anche dopo 16 ore di gioco.

.Stupefacenti in testa

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Quale miglior sostanze degli stupefacenti per rimanere sempre svegli e affrontare meglio i lunghi tornei? Efedrina, Anfetamina e cocaina sono purtroppo il pane quotidiano di questi ragazzi che per guadagnare devono rimanere sempre al top e sempre concentrati. D’altronde il bacino di competitor è incredibilmente alto visto che non ci sono scremature di natura fisica e anche l’anagrafica non ha importanza: puoi essere un professionista a 10 anni come a 80. Anche la longevità dei campioni e professionisti è pressochè eterna e quindi per scavalcare i più forti molti cercano un aiuto supplementare ma fraudolento. Le statistiche ci dicono che il 90% dei gamers prende sostanze, compresi gli integratori legali, durante le sessioni di gioco ma che più del 50% di essi opta per sostanze stupefacenti.
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C’è un regolamento? 

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Per farla breve, No. Ci sono dei controlli campione dal 2015 ma il più delle sostanze vengono tollerate come integatori e vitamine mentre altre, come l’Adderall, brutto a dirlo, dipende se chi le usa è un campione o meno. Nel primo caso se la cava con un “stai attento che crea dipendenza” per non perdere sponsorizzazioni e pubblico presente agli eventi. Nel secondo caso, diciamo un mestierante del gaming, ha più possibilità di essere sospeso perchè così gli organizzatori non perdono soldi e anzi danno la dimostrazione, sbattendolo in prima pagina, che gli e-Sport siano puliti.
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Pugno duro contro le offese

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Se per il doping non c’è ancora un programma efficace, al contrario per le offese ingiuriose e soprattutto razziali il pugno è decisamente di ferro. I players che non si attengono ad una determinata condotta standard vengono puniti dagli organizzatori dei tornei e dagli sponsor stessi. Pagano le offese ingiuriose e razziali con l’esclusione dalla competizione e nei casi più gravi si sale a quella da un determinato gioco fino a quella prima di tutti i tornei organizzati in una nazione e poi in ultimo il ban a vita.
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Creati per essere in tutto simili allo sport classico, gli Esports stanno assimilando sempre più le cattive abitudini del loro fratello reale.

 

A cura di

Nato a Roma nel 1990, anno delle notti magiche. Ex giocatore di basket, nonostante gli studi in legge, dopo una lunga parentesi personale negli States, decide di seguire la sua passione per lo sport e per il giornalismo. Giornalista iscritto all'albo, da quattro anni vice caporedattore di GiocoPulito.it, speaker radiofonico a Tele Radio Stereo e co-conduttore a TeleRoma 56.

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