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Dopo il Verde, ecco il Bianco: il cartellino per l’espulsione a tempo

Tempi di rivoluzione nel mondo del calcio. Dopo l’introduzione dalla prossima stagione della tecnologia in campo per prevenire errori arbitrali nei casi più spinosi con buona pace di tutti i moviolisti in tv e al bancone del bar, e il cartellino verde per premiare i comportamenti più lodevoli da parte di giocatori, dirigenti e addetti ai lavori, prende piede la possibilità da parte del direttore di gara di mostrare anche il cartellino bianco.

Michel Platini, ai tempi in cui era ancora presidente dell’Uefa, intervenendo in un Convegno sportivo organizzato a Dubai nel 2014, aveva già paventato l’ipotesi del cartellino bianco, mutuando una pratica già esistente in altri sport come il rugby o l’hockey. Si tratterebbe della possibilità da parte dell’arbitro di sventolare il cartellino in questione a coloro che abbiano avuto comportamenti non rispettosi nei suoi confronti come la reiterazione delle proteste, la simulazione, le critiche, gli applausi ironici e più in generale tutto ciò che vada contro i valori del calcio.

La differenza con il classico cartellino giallo e quello rosso, consiste nel fatto che una volta estratto quello bianco, il giocatore colpito dalla sanzione deve allontanarsi dal terreno di gioco per un periodo limitato (8-10 minuti). Proprio come succede negli sport sopra citati, una volta concluso il “periodo d’esilio”, l’atleta può rientrare in campo, sicuro, in teoria, che non possa ripetere l’errore che ha portato alla penalità. La differenza con le altre discipline sta nel fatto che per il calcio verrebbero puniti solo comportamenti non rispettosi e non semplici falli.

La teoria in questi giorni è diventata realtà. In un quadrangolare organizzato dall’UEFA a San Marino tra la compagine locale, Andorra, Albania e Macedonia delle selezioni Under 16, un giovane giocatore sanmarinese, Tosi si è visto mostrare, per la prima volta nella storia del calcio, il famoso cartellino bianco, colpevole di aver indirizzato al direttore di gara proteste reiterate. Dopo 8 minuti, l’atleta è rientrato in campo, stando ben attento a non ripetere l’errore.

Per adesso, con l’esplusione a tempo, siamo ancora in fase embrionale e ancora non è stato dato il consenso da parte della FIFA.

Si aprono così nuovi possibili scenari che potrebbero finalmente dare una svolta alla conduzione della gara da parte degli arbitri che, troppo spesso, sono stati fagocitati dal clima di tensione generato dai calciatori, perdendo le redini della partita, sentendosi delegittimati, non potendo far terminare la contesa con 10 espulsi ( per dire un numero a caso)  e, quindi, di fatto, in parte avallando atteggiamenti impensabili nei confronti di colui che dovrebbe garantire il corretto svolgimento di un evento che, oltre al risultato, muove milioni di euro.

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