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Doping: Lo schiaffo di Rafa all’Inquisizione dei complottisti

Per Rafa Nadal la stagione non è finita nei migliori dei modi. Malgrado il raggiungimento della vetta del ranking i problemi al ginocchio hanno continuato a tartassarlo, costringendolo al ritiro contro Goffin alle ATP Finals. Ma se sul campo non ha potuto agguantare i risultati auspicati, è fuori dal campo che è arrivata una vittoria tanto eclatante quanto simbolica. Una vittoria giuridica, contro l’ex ministro francese Roselyne Bachelot, con cui ha tirato un sonoro schiaffo morale a chi lo ha sempre criticato per i suoi risultati sportivi. Ma andiamo con ordine.

La vicenda ha inizio nel marzo del 2016, quando la Bachelot, ex ministro transalpino dello Sport, durante la trasmissione Le Grand 8 sul canale francese D8 fa delle dichiarazioni agghiaccianti: tra il 2012 e il 2013 Nadal sarebbe stato lontano dai campi da gioco per 7 mesi non a causa di un infortunio, ma per nascondere una presunta sospensione dovuta a dei controlli antidoping falliti. In sostanza, Rafa avrebbe celato di essere dopato.

 A poche ore di distanza giunge tempestiva la smentita dell’ITF, ma la Bachelot – personaggio molto noto in Francia, che oltre ad essere stato ministro dello Sport ha anche presieduto al ministero prima dell’Ecologia e poi della Coesione Sociale –  con le sue parole ha già convinto migliaia di telespettatori. Perciò l’entourage del maiorchino decide di intervenire, minacciando querela. Eppure la Bachelot sceglie di non ritrattare, lasciando inalterate le sue insinuazioni.

 Non resta che procedere con le vie legali: nell’aprile dello stesso anno Nadal cita in giudizio l’ex ministro, facendo dichiarazioni molto forti:“Tramite questo caso intendo non solo difendere la mia integrità e la mia immagine di atleta, ma anche i valori in cui ho creduto per tutta la mia carriera. Voglio anche far sì che nessuna figura pubblica possa insultare o lanciare false accuse contro un atleta usando i media, senza alcuna prova o fondamento e poi restare impunito.”

E così nel luglio di quest’anno si è tenuta l’udienza nel tribunale di Parigi. E ora, a quattro mesi di distanza, è giunta la sentenza: la Bachelot è stata condannata per diffamazione, il che le costerà ben 10.000 euro di risarcimento danni oltre al pagamento delle spese legali.

 


 In prima battuta i legali dello spagnolo avevano richiesto ben 100.000 euro di risarcimento. Questo perché oltre al danno d’immagine Nadal rischiava di incorrere anche in una perdita economica, visto che l’accusa di doping avrebbe potuto causare ripercussioni sui contratti con gli sponsor. Per giunta le accuse della Bachelot erano assolutamente prive di fondamento, a malapena supportate da alcune dichiarazioni – non confermate in nessun modo – di alcuni tennisti ritirati (tra cui Daniel Koellerer, giocatore radiato). Alla fine però il tribunale di Parigi avrà optato per una condanna più leggera dal punto di vista pecuniario, tenendo conto di alcune attenuanti.

D’altronde il discorso economico è perlopiù marginale in una sentenza di questo genere. Quel che contava per Nadal era annullare l’infamante accusa di doping. Anche perché non era la prima volta che il maiorchino veniva accostato a simili situazioni. Il motivo? Gli infortuni che hanno costantemente minato tutta la sua carriera, ma dai quali si è sempre ripreso alla grande – l’attuale prima posizione del ranking ATP ne è l’ennesima dimostrazione -. Proprio per questo in molti negli anni hanno ipotizzato l’utilizzo di sostanze dopanti, che lo avrebbero aiutato a accelerare i tempi di recupero. Ma la realtà è un’altra. La realtà è che Nadal è uno dei giocatori sottoposti al maggior numero di controlli antidoping. I quali hanno sempre avuto tutti esito negativo. Una prova più che sufficiente.

 Così questa vittoria legale non ha fatto altro che rafforzare il maiorchino, ribadendo il suo status di icona sportiva e annichilendo tutte le esacerbanti insinuazioni. Ma Rafa ha fatto di più. Come annunciato già nell’aprile del 2016, gli oltre 10.000 euro ricevuti in risarcimento sono stati interamente devoluti in beneficenza. Un gesto quasi banale, per un giocatore che guadagna milioni ogni anno. Ma nella sua semplicità, è stato un gesto che ha evidenziato ancor più che tipo di persona è Rafael Nadal: un campione dentro e fuori dal campo.

 

 

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