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Dio quanto manca: Psicodramma felice di un romanista

Il 10 Aprile 2018 allo Stadio Olimpico la Roma compie una delle più grandi imprese della sua storia battendo il Barcellona per 3 a 0 nei quarti di finale di ritorno di Champions League, ribaltando il 4 a 1 del Camp Noi e volando in semifinale. Riviviamo gli ultimi minuti di quella partita vista dagli occhi di un tifoso.

“Un istante, una stoccata di testa che ti rimette in pace con la vita e con il calcio. Trentaquattro anni di batoste che ti hanno segnato e ti hanno portato ad essere un pessimista cronico e paranoico. I fantasmi di Vavra e Pazzini scompaiono in un momento, ti giri senza fiato, con gli occhi lucidi e incroci lo sguardo di chi porta le tue stesse cicatrici.

La gente che era al tuo fianco a Manchester sul 7-1 e che come te si domandava “ma chi me lo fa fare?”. Riprendi fiato, guardi il cronometro e pensi che saranno i 10 minuti più lunghi della tua vita e che si concluderanno come al solito con una delusione. La più grande. Figurati se eliminiamo il Barcellona. Figurati se gli Dei del Calcio si arrendono senza reagire. “Forse era meglio pareggiare 0-0 e non sperarci neanche”, pensi. Pessimismo. Psico dramma. Riguardi il cronometro. Guardi il cielo dell’olimpico e provi a ristabilire un rapporto con un Dio con cui non hai mai avuto un ottimo feeling.

Troppo tardi, Ipocrita.

Manca poco, pochissimo. Sudore. Stai partecipando ad una delle più grandi imprese della storia del Calcio, quelle che hai sempre visto in Tv pensando “A noi ‘ste cose non ci capitano mai”. Maddai figurati se può capitare a noi. Sembra passata un’ora. Alisson blocca la palla, si butta a terra. Stacci 6 ore. 2 Minuti. 120 Secondi. Contropiede. Bestemmia. Dembele porta vuota, pallone sospeso in aria. Silenzio assordante spazzato da un soffio. Grazie Ago. Ormai è fatta, 70.000 persone aspettano il triplice fischio, ma tu non sai neanche come si gestiscono queste emozioni. Sei abituato ad altro. Sei a disagio. Lacrime. Bestemmia. Ipocrita!

Triplice fischio, la Roma è in Semifinale di Champions League. Abbracci chiunque, canti, urli. E ora? Qualcuno dietro di te dice Liverpool. Cazzo. Vabbè poi ci pensiamo. Accendi il telefono, tuo fratello ti scrive Finale Kiev 26 Maggio. 26 Maggio?

Psicodramma. Pessimismo. Forza Roma.”

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