Questo non è un semplice resoconto stagionale. È un diario di bordo, scritto lungo l’intero arco dell’anno calcistico, attraversando campionati, coppe, statistiche, record, colpi di scena in positivo e in negativo. Un anno talmente lungo ed intenso che il primo gol della Serie A è stato segnato da una squadra oggi in Serie B e da un calciatore che nel frattempo ha cambiato maglia: Joel Pohjanpalo, al 4’ di Venezia-Empoli. Da lì in poi, il tempo ha iniziato a correre veloce, lasciando dietro di sé storie che, in fondo, fanno parte dello stesso cammino. Restiamo concentrati, sarà facile perdersi dietro a tante statistiche ed avvenimenti ed è per questo motivo che vi chiedo di fare rewind e ripercorrere insieme a me questo viaggio, ognuno ha il modo di vedere e sicuramente avrò perso qualcosa.
Gennaio si apre sotto il segno del gelo, ma anche dei derby incandescenti. La Capitale si tinge di giallorosso: Roma-Lazio è decisa dai gol di Pellegrini e Saelemaekers. A Riyad, invece, va in scena una finale di Supercoppa che resta negli occhi: Milan-Inter 3-2, rimonta folle dei rossoneri da 0-2, nel segno di Sergio Conceição. L’11 gennaio arriva il terzo derby stagionale: Torino-Juventus 1-1, dodicesimo pareggio su 19 partite per la squadra di Thiago Motta, simbolo di una stagione mai davvero decollata.
Il 21 gennaio è una notte che rappresenta l’essenza del calcio europeo: Benfica-Barcellona 4-5, gol di Raphinha al 95’, una partita senza senso, di quelle da rivedere per ricordarsi perché questo sport è unico. La prima parte dell’anno è fatta di illusioni e bellezza: la Juventus batte l’Inter 1-0 allo Stadium, sembra l’inizio di una risalita. Il 16 febbraio, al Tardini, Soulé dipinge calcio, mentre Suzuki firma una parata destinata a restare negli annali, quasi alla pari di quella di Oblak contro il Girona del 21 dicembre. Poi arrivano le delusioni europee. Milan, Juventus e Atalanta eliminate ai playoff di Champions League in un colpo solo. Per la Juve è il preludio al terremoto: l’esonero di Motta dopo il 4-0 casalingo con l’Atalanta, peggior sconfitta interna dopo 58 anni (un risultato simile non si vedeva dal 1967), e il 3-0 del Franchi contro la Fiorentina. Proprio quella Fiorentina che oggi è ultima in graduatoria di Serie A, con appena 9 punti e una sola vittoria da agosto.
Marzo e aprile segnano un nuovo inizio: Tudor vince la sua prima partita casalinga contro un Genoa che omaggia i 120 anni del Boca Juniors. Il 5 aprile emerge un dato surreale: la Juventus non ha ancora segnato con calciatori italiani. Il giorno dopo arriva la smentita: Locatelli segna all’Olimpico contro la Roma. Con la primavera il calcio si fa arte e storia. Yamal segna un eurogol all’Inter nella sua 100ª presenza col Barcellona in semifinale di Champions. Massimo Coda raggiunge quota 135 gol in Serie B, eguagliando Schwoch (lo supererà il 31 agosto contro il Südtirol). Maggio regala la partita dell’anno: Inter-Barcellona 4-3, una di quelle che accelerano il battito cardiaco. Il 17 maggio arriva una favola: dopo 119 anni, il Crystal Palace vince la FA Cup, il torneo più antico del mondo. Romanticismo puro, in un calcio sempre più dominato dal business. A maggio alza un trofeo anche il Bologna, la Coppa Italia e alla 37ª giornata Claudio Ranieri chiude la carriera alla 500ª panchina con un 3-1 sul Milan.
La stagione si chiude con un dato storico: non accadeva dal 2006-2007 che i primi tre cannonieri fossero tutti italiani: Retegui (25), Kean (19), Orsolini (15). L’ultima volta furono Totti, Lucarelli e Riganò. Il 15 giugno inizia il primo Mondiale per Club della storia. Inter Miami-Al Ahly apre una nuova era. Nel frattempo la Juventus incontra il presidente USA nello Studio Ovale, mentre Gray, professore neozelandese, segna il primo gol del torneo per l’Auckland, squadra dilettantistica. Tra il 2 e il 3 luglio, però, il calcio si ferma: la morte di Diogo Jota in un incidente stradale scuote il mondo intero. Il 9 luglio Modrić saluta il Real Madrid, il 13 luglio il Chelsea di Maresca batte 3-0 il PSG e sale sul tetto del mondo.
La stagione 2025-26 riparte con una buona notizia: Federico Chiesa segna il suo primo gol col Liverpool. Il giorno dopo Richarlison incanta con una semirovesciata in Tottenham-Burnley. Il 23 agosto Gasperini raggiunge le 600 panchine mentre il 24 agosto arriva una svolta storica: in Como-Lazio, l’arbitro Manganiello spiega al microfono una decisione VAR, per la prima volta in Serie A. A settembre Carlo Ancelotti diventa il primo italiano sulla panchina del Brasile al Maracanã. Il 5 settembre Gattuso vince la sua prima gara da ct dell’Italia mentre Mbappé supera Henry per numero di goal in nazionale, Russo segna una rovesciata in Serie B in Avellino-Monza da vedere e rivedere, Juve-Inter finisce 4-3 con gol allo scadere di Adžić, Haaland tocca quota 50 gol in 49 presenze in Champions, Kane arriva a 100 col Bayern, Lautaro Martinez diventa il primo calciatore della storia dell’Inter a segnare per sette Champions League consecutive con la maglia nerazzurra.
Ottobre è un concentrato di record: Kean entra nella storia azzurra diventando il quarto calciatore nella storia della nazionale a segnare in almeno quattro partite consecutive di qualificazione dopo Gigi Riva, Roberto Bettega e Pippo Inzaghi; l’Inter segna il 300° gol alla Roma, diventando l’unica squadra nella storia della Serie A nel segnare un numero di goal così cospicuo ad un’avversaria. Leão ritrova la rete dopo oltre un anno e mezzo segnando il momentaneo pareggio alla Fiorentina, squadra guidata da Stefano Pioli e, ironia della sorte, l’ultimo goal del portoghese è stato segnato proprio con Pioli in panchina al Milan , il “weekend grigio” stabilisce il record negativo di gol di 11 segnature in 10 partite, il numero più basso dell’era dei tre punti dal 2004, Conte incassa la prima sconfitta con sei gol subiti dopo i cinque del 2006-2007 allora allenatore dell’Arezzo contro la Juventus in Serie B e poi entra nella storia del Napoli con 100 punti da allenatore dopo averli raggiunti con Inter e Juventus. Il 30 ottobre Spalletti firma per la Juventus, diventando il tecnico più anziano della storia bianconera a 66 anni, prima di lui il record apparteneva a Maurizio Sarri, 60 anni nel 2019.
Novembre è memoria e futuro: ci lascia Galeone, mentore di Allegri e Gasperini. Berardi arriva a 150 gol col Sassuolo, Messina debutta a 17 anni, trent’anni dopo l’esordio sempre a 17 anni di Buffon con la maglia del Parma, Mbappé raggiunge quota 400 gol prima di chiunque nel XXI secolo, Cristiano Ronaldo giocherà il suo sesto Mondiale consecutivo nel 2026, nessuno c’era mai riuscito. Curaçao diventa la nazione più piccola di sempre a qualificarsi ad un Mondiale con 150 mila abitanti. Il Barça torna al Camp Nou e nel match inaugurale segna Lewandowski e Yamal sale in cattedra con due assist da paura, Allegri raggiunge le 100 vittorie col Milan e la centesima la ottiene nel derby con l’Inter, mentre CR7 e Messi continuano a riscrivere l’eternità, il fuoriclasse portoghese segna il goal numero 154 con una rovesciata mentre Messi raggiunge quota 1300 tra goal e assist. Il Flamengo vince la Copa Libertadores e Danilo, ex capitano della Juventus, diventa il primo calciatore della storia a vincere due Champions League e due Libertadores.
Il 2025 si chiude tra trofei e primati: Montiel vince il Puskás, Lennart Karl illumina la Bundesliga, il PSG conquista il sesto trofeo dell’anno, entrando in un club elitario: solo il Bayer Monaco nel 2020 e il Barcellona nel 2009 erano riusciti in questa impresa. Tramoni segna un gol storico a Cagliari con il suo Pisa diventando il primo calciatore nato in Corsica a segnare in terra sarda, la Fiorentina vince finalmente la prima partita della nuova stagione di Serie con un netto 5-1 ai danni dell’Udinese e l’ultimo dato è quasi poetico: al 22 dicembre il Catania è l’unica squadra tra Serie A, B e C a non aver subito gol in casa.
Un anno di calcio, annotato giorno dopo giorno, personalissimo. Non solo risultati, ma storie e numeri che, messi insieme, raccontano molto più di una stagione: raccontano tutto ciò che è stato in grado di emozionarmi fino in fondo. Postilla necessaria, extra calcio, ma questo meriterebbero due approfondimenti a parte: il primo Wimbledon vinto da un italiano nel nome di Jannik Sinner e l’ennesimo capolavoro di Velasco che vince sale sul tetto del mondo con la Nazionale Femminile di volley diventando campione del mondo a Bangkok.
