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Dermopigmentazione paramedicale: il tatuaggio estetico per le pazienti oncologiche

Dermopigmentazione paramedicale: il tatuaggio estetico per le pazienti oncologiche

La dermopigmentazione e i tatuaggi estetici oggi non rappresentano più solo il vezzo di chi decide di intervenire puramente sul fattore estetico, ma sono diventati anche un trattamento importante di ricostruzione per le pazienti che hanno subito interventi di asportazione a causa del cancro.
La bellezza che diventa complementare alla ripresa dopo la malattia oncologica oggi è una realtà importante nel percorso di salute psicofisica.

Dermopigmentazione paramedicale: cos’è

Dalle origini del tatuaggio estetico a oggi, colorare la pelle ha assunto nel corso dei secoli più di un significato. Da quello di appartenenza a una cultura a quello emotivo ed emozionale, decidere di farsi tatuare un simbolo o un ricordo, è culturalmente trasversale.
La tecnologia e le intuizioni mediche e scientifiche sono andate ancora oltre queste intenzioni profonde e hanno rintracciato nel tatuaggio estetico anche un significato curativo: ridare forma e visibilità a ciò che le pazienti oncologiche avevano perso a causa della malattia e dei trattamenti di chemio e radioterapia che hanno, come noto, diversi effetti collaterali (info: Airc).

La ricostruzione areola mammaria

Ricostruire la zona capezzolo-areolo mammamaria oggi è possibile grazie alla collaborazione tra oncologi e professionisti della dermopigmentazione. La dermopigmentazione paramedicale (fonte: Microbleding.com) è un trattamento pensato per offrire alle pazienti oncologiche una ripresa psicologica non meno importante di quella fisica.
Per una donna, subire l’asportazione del seno è un momento traumatico, in quanto perde oggettivamente una delle parti che la qualificano biologicamente come soggetto femmina. Gli strascichi post traumatici sono spesso tanti e molte donne hanno difficoltà a rapportarsi nuovamente con la propria femminilità.

Interventi di dermopigmentazione paramedicale

In questa prospettiva agiscono gli interventi di dermopigmentazione paramedicale che vanno a ridisegnare la parte mancante, quella del capezzolo e dell’areola grazie a un tatuaggio 3D in grado di garantire un risultato il più vicino possibile alla naturale forma originaria.
Trattandosi di una zona delicata e ulteriormente provata dalla chirurgia, generalmente vengono utilizzati pigmenti specifici inorganici che, non essendo tossici, sono maggiormente tollerati da qualsiasi tipo di pelle riducendo il rischio di reazioni allergiche.

Tatuaggi estetici: come e quante volte viene effettuata la dermopigmentazione paramedicale

La dermopigmentazione paramedicale viene effettuata su pelle completamente guarita dagli interventi chirurgici e dalle terapie. In linea di massima possono essere sufficienti già due sedute, aspetto che comunque valuteranno sia il medico che il tatuatore professionista.
Nel corso di tutto il trattamento è fondamentale la collaborazione tra queste due figure che lavoreranno insieme per supportare la paziente nel corso di tutto il trattamento. Il tatuaggio estetico di ricostruzione oncologica può essere ripassato nel corso degli anni per ritoccare eventuali piccoli difetti e per ridare brillantezza e naturalezza al colore sbiadito.

Dermopigmentazione paramedicale: a chi rivolgersi

In Italia esistono già diverse strutture ospedaliere che forniscono questo servizio di supporto alle pazienti oncologiche. Talvolta il trattamento viene erogato anche gratuitamente per chi non ha le possibilità economiche in collaborazione con dermopigmentatori e tatuatori volontari.
Per richiedere invece una consulenza privata, basterà contattare uno dei centri di dermopigmentazione e richiedere informazioni sul servizio che, lo ricordiamo, dovrà essere sempre supportato dalla costante collaborazione medica.

 

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