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Derby di Roma: quando il “rischio sicurezza” si baratta con i soldi (dei diritti Tv)

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Derby di Roma: quando il “rischio sicurezza” si baratta con i soldi (dei diritti Tv)

“Questo derby non s’ha da fare con la luce del sole”: tale frase potrebbe essere il riassunto perfetto di ciò che è successo negli ultimi giorni riguardo l’orario di inizio del 150esimo derby capitolino (se si contano solo quelli di campionato) tra Roma e Lazio. La decisione definitiva è stata annunciata dal Prefetto di Roma, Paola Basilone, dopo che è andata in scena una riunione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza.

Nei giorni scorsi era pervenuta la richiesta di anticiparlo alle ore 15 da parte della Questura della Città Eterna e dall’Osservatorio per le manifestazioni sportive del Ministero dell’Interno.

Il motivo? E’ stato svelato poco dopo. Alle ore 15 ci sta ancora la luce del sole e ciò, secondo le autorità competenti, avrebbe aiutato a prevenire eventuali problemi di ordine pubblico visto che il match è considerato “ad alto rischio”.

Questa pericolosità si ripresenta, ogni volta che si gioca una partita del genere, per vari motivi: dalla storica rivalità tra le due tifoserie delle squadre capitoline fino alla probabile presenza di esponenti di alcuni gruppi ultras internazionali gemellati coi sostenitori biancoazzurri o giallorossi.

Subito dopo che è stata fatta la richiesta di anticipare tale match è sorto, però, un nuovo problema: quello legato all’ambito dei diritti tv. La partita, giocandosi di sabato sera alle ore 20:30, è una esclusiva di Dazn, la piattaforma streaming che fa concorrenza a Sky per quel che riguarda la diretta di alcuni match del campionato di serie A.

Lo stesso Dazn ha voluto dire la sua su un eventuale spostamento visto che, tale match, è una delle poche “partite di cartello” che essa può trasmettere sul proprio canale. Se si fosse deciso per un suo anticipo al sabato pomeriggio si sarebbe dovuto trovare un accordo tra Sky e Dazn per la trasmissione del derby. In questa trattativa, manco a dirlo, un ruolo chiave lo avrebbe avuto quello dei profitti legati al mondo dei diritti tv.

Non è d’altronde una novità che a decidere l’orario di inizio di un match importante del campionato italiano siano questi stessi diritti che, da parte loro, cercano di portare avanti esclusivamente i propri interessi. Anche noi di Io Gioco Pulito abbiamo scritto alcuni articoli su questo argomento.

Ad esempio nella stagione calcistica 2016-2017 ben due derby, quello di Milano e quello di Roma, si giocarono, entrambi nel mese di aprile, alle ore 12:30. Tutto questo perchè vi era un interesse economico a trasmettere queste partite in delle aree del mondo, Asia in testa, in cui l’orario di inizio coincideva con quello della prima serata.

Ad aprile infatti, quando a Milano e Roma sono le 12:30, in altre città orientali, a seconda del fuso, risultano essere i seguenti orari: 18,30 a Pechino. 19,30 a Tokyo. 20,30 a Melbourne. Ovvero, in pieno “prime time” in cui si mettono davanti alla tv il maggior numero possibile di potenziali spettatori.

Tutti, nei piani alti, sono stati soddisfatti per questa decisione che tra sponsor e vari altri tipi di entrate economiche ha ricoperto d’oro determinati individui. Un po’ meno lo sono stati i giocatori, costretti a giocare in un orario assurdo di per se, e soprattutto i tifosi che, infatti, hanno mostrato il loro disappunto su questa decisione in vari modi: dagli stadi lasciati mezzi vuoti nonostante l’importanza del match fino agli striscioni di protesta esposti.

Tornando al caso dell’imminente derby capitolino è folle che venga tirata in ballo anche la questione delle sicurezza. Sarà sicuramente un inferno, per tutti i tifosi che si recheranno all’Olimpico, la sola entrata nel più importante impianto sportivo capitolino: tutto questo grazie ai minuziosi controlli a cui saranno sottoposti prima di prendere posto tra le gradinate dello stadio.

Nonostante tutto, sarà molto probabile che entreranno anche oggetti “non idonei” che faranno la loro comparsa durante lo svolgimento della partita. Mi riferisco in particolare ai petardi e ai fumogeni che, praticamente ogni domenica, vengono accesi sia nella Curva Sud che nella Curva Nord.

Ancora una volta, insomma, il mondo del pallone italiano, riguardo una tematica così delicata, fa passare in primis gli interessi economici legati al Dio Denaro e ai vari profitti che ci ruotano attorno. Se poi succederà qualcosa che metterà a rischio l’incolumità degli spettatori state certi che si leveranno nuove polemiche riguardanti un problema, quello della sicurezza, che minaccia da troppo tempo l’ambito calcistico nostrano.

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