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Derby di Coppa in notturna, trappola o atto di fiducia?

Questi primi mesi del 2017 potrebbero passare alla storia del calcio romano come il periodo del ritorno alla normalità. Dopo diversi anni di polemiche, restrizioni, barriere e orari diurni per la stracittadina della capitale, manca infatti solo l’ufficialità per poter tornare a giocare un derby di Roma in orario notturno e senza le tanto contestate barriere al centro delle curve dello stadio Olimpico.

Una battaglia lunga e complicata quella sulle barriere, con ambedue le tifoserie che in questi due anni hanno combattuto in ogni modo e con ogni mezzo, per far si che venissero rimosse contestandone la dubbia utilità. Finalmente sembra essere giunto il giorno tanto atteso, con il Viminale che nei giorni scorsi ha diramato un comunicato in cui si annunciava l’inizio di un percorso volto a ‘’riunire’’ le curve nel minor tempo possibile. Se una tempistica certa ancora non è venuta fuori, voci di corridoio parlano addirittura di una possibile soluzione entro la fine di febbraio, il che significherebbe giocare i tre derby rimanenti (due di coppa e uno di campionato) tutti senza barriere. A questo si aggiunge la questione orario: sono passati ben quattro anni dall’ultima stracittadina giocata in orario serale (8/4/2013 Roma-Lazio 1-1), con l’Osservatorio che da allora decise di vietare tassativamente di disputare questo match in un orario in cui non fosse presente la luce diurna ad aiutare il difficile compito delle forze dell’ordine nel prevenire incidenti fuori dall’impianto. Anche la finale di Coppa Italia di quell’anno fu disputata alle ore 18 e non al canonico orario delle 20:45, con la Rai che dovette abbassare la testa ed incassare il colpo.

Stavolta però le cose sembrano andare diversamente, con la tv di Stato che appare assai agguerrita a far valere i propri diritti contrattuali e a far quindi rispettare gli accordi televisivi, i quali esigono che il doppio match valevole per la semifinale di Coppa Italia si svolga in orario serale. Con le istituzioni apparse stranamente accondiscendenti a tale richiesta, sembra ormai evidente come questa nuova linea di pensiero generale sia dettata da un voler misurare la maturità delle due tifoserie romane. Dopo anni di aspre misure di sicurezza, uno stadio militarizzato e assurde norme imposte da chi non ha mai messo piede dentro una curva, questa nuova linea distensiva è sia una grande occasione che una potenziale trappola per il movimento ultras romano. L’impressione è che alla prima scaramuccia o al primo ‘’errore’’ da parte di una delle due tifoserie, non solo si tornerà ad avere un clima di assedio all’interno dello stadio, ma stavolta non ci sarà spazio per alcun dialogo futuro. Ecco che ora la palla passa quindi ai tifosi di Lazio e Roma: sta a loro dimostrare di ‘’meritare’’ questa fiducia, riuscendo ad assistere ad un match di calcio senza creare alcun problema di ordine pubblico. Il futuro del derby della Capitale è tutto nelle loro mani e a noi non resta che confidare nel buon senso e nell’intelligenza di chi afferma di mettere il bene della propria squadra al primo posto. Questo è il momento di dimostralo.

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