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Denis Čeryšev, mai più sopportato

Segnatevi questo momento. 2 dicembre 2015, stadio Ramón de Carranza di Cadice. Si gioca la partita di Coppa del Re tra Cadice e Real Madrid. I blancos decidono di schierare in attacco un giocatore che il campo non lo vede mai. Figlio di un ex calciatore russo, Dmitri, che giocò in Spagna. Si chiama Denis Čeryšev, vive da sempre in Spagna ed ha la doppia cittadinanza, iberica e russa.

Il ragazzo non è un fulmine di guerra, ma in quella partita segna un gol. Da riserva delle riserve, c’è di che gioire. Invece no. L’allenatore del Real di allora, Benitez, non si era accorto che il buon Denis non doveva giocare. Nell’edizione precedente della coppa, aveva rimediato un turno di squalifica che però avrebbe dovuto scontare adesso. L’allenatore non se ne accorge, ma su Twitter, la notizia gira. Fino a che il pubblico, ridendo, comincia a scandire cori “Benitez guarda Twitter”, vuoi non vuoi, capiscono e realizzano che far giocare uno squalificato è vittoria a tavolino dell’altra squadra. Raggiungono il grottesco sostituendolo, ma ormai il peggio è fatto.

Denis Čeryšev, come detto, non è un fulmine di guerra. E anche con la nazionale non è che ci vada d’accordo. Intanto ha la bella idea di dichiarare che essendo nato in Spagna e non avendo mai vissuto in Russia, si sente più spagnolo. Apriti cielo, in più con la Russia ha due carogne belle grosse. Una è che lo convocherebbero pure, gli allenatori, anche perchè lui con la Russia vuole giocarci. Ma si fa sempre male. Ai mondiali del 2014 si infortuna qualche giorno prima di partire e Capello lo porta da turista. Euro 2016 manco la vede come vetrina. Si fa male e amen.

L’altra carogna bella grossa è che non segna mai. Benedetto figliolo, gioca, si sfianca, ma con la Russia non segna, non segna proprio. Arriva il momento dei mondiali. Viene convocato e non si fa male. Questa è già una notizia. ma nella Russia nel suo ruolo gioca Dzagoev, titolare inamovibile. Mondiali da turista per Denis, anche se convocato. Figuriamoci se l’allenatore Cherchesov toglie uno dei suoi pupilli.

Alla partita d’esordio, Dzagoev giochicchia, la Russia pure. Al minuto 24 della partita contro l’Arabia Saudita Dzagoev si fa male. E Cherchesov guarda sconsolato Denis, come Canà guardava dubbioso Aristoteles quando non segnava mai. Lo manda in campo.
Due gol, uno più bello dell’altro, la Russia stravince e lui rigioca. Altro gol, contro l’Egitto, altra perla. Da sopportato, a trascinatore, tanto che nell’ultima partita per risparmiarlo viene messo fuori quasi subito. Negli ottavi contro la Spagna non parte titolare, ma segna il suo rigore nella lotteria, non uno qualsiasi, il decisivo. Mica stava lì a lucidare la matriosca. E proprio contro la nazione che lo ha “adottato”.

L’ultima partita contro la Croazia, ci ha provato ancora. Portando in vantaggio i suoi con un altro gol siderale. Ai rigori hanno avuto la meglio i croati. Però Denis finalmente ha smesso di essere il sopportato, da portapenne di cui tutti si dimenticano, è diventato lo scrittore tra i più autorevoli della nazionale che ha scalato fino ai quarti il mondiale.
E per una volta, si sarà sentito più russo, dalle viscere proprio. Lui che quasi lo dimenticavano negli spogliatoi del Real. Segnatevi quel momento. 2 Dicembre 2015, perchè sembrano secoli, per Denis Čeryšev .

Ettore Zanca
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