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Calcio·Storie di Sport
Gennaio 24, 2018

Decalogo semiserio per non far danni nel mercato di riparazione

Antonio Casu
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    In fondo è poco più di un interminabile 31 agosto. La frenetica sessione invernale di calciomercato, universalmente definita con una fuorviante accezione riparatoria, è in realtà un momento nel quale ci sono molte possibilità di combinare un gran macello. Ce lo dice la storia del nostro campionato, ed è indispensabile stare attenti. Un po’ come si dovrebbe fare nell’ultimo giorno di mercato estivo, posto al sole d’emergenza per chi preferisce l’improvvisazione alla programmazione. È una partita a scacchi da giocare con la massima concentrazione e la cura di ogni dettaglio. Un’occasione che può diventare un tranello. Una roulette russa, in molti casi. Non si può scherzare. Si può ironizzare, ma non troppo. Diventar seri senza esagerare, è pur sempre un gioco. Insomma, l’unica soluzione è essere semiseri. E tenere a mente le dieci regole d’oro per condurre in porto un vero mercato di riparazione. Proviamo a stilarle.

    • NON VENDERE UN TOP PLAYER.

    Trovare un sostituto all’altezza è quasi impossibile e sono poche le squadre disposte ad investire una cifra soddisfacente a metà stagione. Attendi l’offertona dalla Cina, oppure lascia perdere. Finché non metti sullo stesso piano Edin Dzeko e Peter Crouch (entrambi in orbita Chelsea): se lo fai, puoi permetterti tutto quello che vuoi.

    • NON RIVOLUZIONARE LA ROSA.

    Sei ultimo in classifica e fai punti solo con l’improbabile colpo di testa del portiere o il classico colpo di Coda? La tua autostima è sotto i tacchi? Vuoi cambiare tutto perché non funziona niente? Non farlo. Le rivoluzioni di metà anno non son quasi mai produttive e creano spesso ulteriore confusione. Non fate i Preziosi, perché di Gasperini ce n’è solo uno. E, soprattutto…

    • … NON SNOBBARE LE INDICAZIONI DEL TUO ALLENATORE.

    Sarebbe bene non farlo manco in estate, ma commettere l’errore a gennaio è un peccato capitale. Soprattutto dopo avergli rifilato Vecino al posto di Nainggolan.

    • EVITA I GIOCATORI CHE NON CONOSCONO IL CALCIO ITALIANO…

    Il periodo d’ambientamento si conclude nel momento in cui finisce il campionato. Ed è spesso frenetico e forzato, potenzialmente bruciante. Lasciate perdere i greci provenienti dalla A austriaca. Oppure i colombiani che non hanno mai visto l’Europa. Non siete mica il Cagliari.

    • … ANCHE SE SI PARLA DI TOP PLAYER.

    Il ragionamento portato avanti nel punto precedente non vale solo per i semisconosciuti, ma anche per i top player. A meno che non capiti l’occasione della vita: Cristiano Ronaldo per il Chievo, Neymar per la Spal o Messi per il Como.


    • NON VENDERE UN GIOCATORE AD UNA DIRETTA CONCORRENTE

    Potresti pentirtene amaramente. Specie se il giocatore in questione si trasforma in un cigno dopo esser stato un anatroccolo.

    • NON COMPRARE IL FENOMENO DEL MESE.

    Un exploit può regalare il contratto della vita. Ci sono giocatori che rendono bene per mezzo campionato e si ritrovano con una valutazione mostruosa, salvo poi deludere le aspettative. A gennaio, si sa, le opzioni non sono tante, i prezzi sono più alti e si rischia di dover tirar fuori 28 milioni di euro per un mediano qualunque. Uno come Gagliardini, per dire. Quindi…

    • … COMPRA POCO, A PRESCINDERE.

    E non spendere 75 milioni di sterline per Virgil van Dijk. Anche se vivi nella folle Terra d’Albione.

    • RICORDA CHE “OLD IS GOLD”.

    L’esperienza conta, soprattutto a stagione in corso. Il mercato di riparazione necessita di una precisione chirurgica, alla ricerca del massimo risultato con il minimo sforzo. Se devi salvarti, un Borriello è per sempre.

    • NON SCOMMETTERE, ORA.

    L’ultimo punto sintetizza buona parte dei precedenti. Affidarsi ad una certezza è fondamentale e vincere una scommessa è piuttosto difficile. I voli pindarici sono pericolosi quanto le opzioni “esotiche”. Se non trovate niente di soddisfacente, non muovetevi e andate avanti con quello che avete. Come fa la morigerata Lazio da una vita. Oppure la Juventus, in attesa del momento giusto per mettere a segno il colpo giusto. Sennò il Milan: dopo aver sbagliato tutto quello che non dovrebbe sbagliare una squadra nel calciomercato estivo, ora sta facendo quel che dovrebbero fare tanti altri. Niente.

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