Connect with us

Cerca articoli

Calcio

Dario “El Pipa” Benedetto: il tifoso diventato capocannoniere

È impossibile estrapolare dal contesto il Dario Benedetto giocatore, non si può scindere il dramma dell’infanzia dalla formazione di quello che oggi è il centravanti del Boca. La vita di Dario Benedetto, in Argentina El Pipa, si ferma e ricomincia nel 2002: ha 12 anni e sta giocando la finale dei Juegos Nacionales Evita con la maglia delle giovanili dell’Independiente a Berazategui, città a un pugno di chilometri da El Pato, il centro agricolo di settemila anime dove Dario è nato e vive. Mentre è in campo, il cuore di mamma Alicia si arresta tragicamente sugli spalti strappando così la vita a una madre di quattro figli. È un gancio da k.o. che allontana Benedetto dal futbol, simbolicamente tacciato di colpevolezza nella morte di mamá. Il tempo chiarisce le idee, rinnova lo spirito e cicatrizza le ferite, anche le più insanabili. Assieme al tempo ha agito, ovviamente, il destino vestito per l’occasione in un provino nella casa dell’Arsenal de Sarandì. A 16 anni Dario rimette il calcio al centro della sua vita e con due gol viene ripagato con l’ingaggio nelle giovanili della squadra nei sobborghi di Avellaneda. Benedetto lascia la scuola dove, eufemisticamente, non era particolarmente portato né interessato cominciando ad accompagnare papà Hugo in cantiere. “Fino alle 14 lavoravo come manovale, poi il pomeriggio mi allenavo con l’Arsenal”.  Dario scala le categorie delle giovanili e nel 2008 raggiunge la prima squadra. Il destino spesso spinge a credere in suggestioni che la ragione rifiuta: il 9 novembre Dario Benedetto mette per la prima volta i piedi in campo tra i professionisti sostituendo Leguizamon nei minuti finali della partita tra Arsenal e Boca, chi altri sennò? Gli Xeneizes vincono 1-0 con gol del Mudo Roman Riquelme su punizione.

MESSICO & GOL. Prima di riprenderselo nel 2013, l’Arsenal spedisce Benedetto nel canonico pellegrinaggio formativo delle serie cadette prima col Defensa y Justicia, poi nel Gimnasia Jujuy: male la prima, bene la seconda con un ruolino da 11 gol in 19 partite. Tornato in Primera, El Pipa vive in chiaro-scuro: la lesione del quinto metatarso lo tiene fuori cinque mesi, ma arrivano anche 8 gol, il titolo di Clausura 2012 e la Supercoppa. Nell’estate del 2013 arriva anche la chiamata del Tijuana, in Messico, ma è chiaro sin da subito che quello con la Primera argentina è un arrivederci. Tutti gli esordi di Benedetto sono densi di significati, l’abituale biglietto da visita in dote ai predestinati. La prima nella capitale messicana della perdizione è la sfida contro l’Atlas: 3-3, tre gol del Pipa. A fine anno il tabellino recita 21 e per 8 milioni di dollari Benedetto si accasa al Club Amèrica – la squadra più blasonata del campionato azteco – a fine 2014. A Città del Messico Benedetto trascorre due stagioni e nell’aprile 2015 timbra tre gol nella finale di ritorno della CONCACAF Champions League contro il Montreal Impact (vinta per 4-2 al Saputo Stadium in Canada) dando un discreto contributo al sesto titolo continentale dei messicani, successo bissato poi nella stagione 2015/2016 e festeggiato con un altro gol in finale contro il Tigres. 49 reti, 2 Champions e il titolo di miglior marcatore in appena due stagioni e mezzo sono il lasciapassare messicano per il rientro in patria di Dario Benedetto, finalmente a casa.

La bicicleta nel gol dell’1-1 della finale di CONCACAF Champions Leauge contro il Montreal Impact

ESTO ES BOCA. Ai tempi del Club Amèrica Benedetto si è tatuato sul ventre lo scudo del Boca Juniors accompagnato dalla scritta “Esto es Boca”. Un amore viscerale – e non potrebbe essere altrimenti –per la camiseta azul y oro sbocciato in famiglia quando le domeniche si dividevano tra barbecue e Boca. Il suo arrivo a La Bombonera nel giugno del 2016 è una prima volta, ma anche un ritorno per Benedetto nel più fiabesco degli scenari futbolistici che vede un ragazzo della curva passare dagli spalti de La 12 al centro dell’attacco botero con la 9 sulle spalle. Benedetto vuole il Boca, il Boca ricambia e la distanza di un milione di dollari tra le parti viene colmata dalla rinuncia del Pipa, disposto a tutto giocare a La Bombonera. Per 5.5 milioni di dollari versati dal Boca al Club Amèrica, il 6 giungo 2016 il sogno di Benedetto si sposa con la realtà e la camiseta azul y oro diventa sua.

I 18 minuti magici con la maglia del Boca contro il Quilmes

18 MINUTI. Come i grandissimi, Benedetto tecnicamente rifugge ogni categoria, scivola via alle etichette, si erge a giocatore unico. Non è un falso nueve, ma un nueve falso: cerca il gol in modo spasmodico, lo raggiunge in ogni maniera tanto che scorrendo gli highlight della carriera è praticamente impossibile scegliere il piede preferito. A queste caratteristiche da goleador, si deve aggiungere una statura che non raggiunge i 180 centimetri e una tecnica di base aristocratica che lo rendono, appunto, unico.
La presentazione di Benedetto al mondo del calcio (che conta) sul teatro prediletto de La Bombonera è di una bellezza abbagliante, una roba mai vista. È il 25 settembre, in 18 minuti El Pipa stende il Quilmes con tre gol e un assist di tacco per il tap-in di Centurion. Segna di tacco, con un destro da 40 metri e di testa. È il capitolo uno di una storia d’amore iniziata molti anni prima e finalmente sbocciata. E la consacrazione finale è arrivata pochi giorni fa con la conquista del trentaduesimo scudetto del Boca Juniors con  El Pipa assoluto protagonista e capocannoniere del campionato grazie ai suoi 19 goal in 23 partite.

Redazione
A cura di

GiocoPulito nasce nel Novembre 2015 con l’obiettivo di dare un taglio all’informazione sportiva non tanto incentrandola sulla comune, quanto importante, attualità, ma andando a costruire un prodotto di informazione che potesse accrescere la conoscenza degli accadimenti passati o presenti, soddisfare la sana curiosità, alimentare la cultura e la passione per lo sport.

Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Da non perdere

Calcio

La Dittatura di Videla e quella protesta attaccata ad un palo Molti al mondo sono i modi di protestare. Alcuni tranciano come il cordone...

Calcio

O Gigante da colina e il suo profeta magro: Roberto Dinamite “Gigante da colina”: un nome da fiaba, che sembra posarsi sulle spalle dei...

Calcio

Ali Gagarin: storia di un Bomber che nessuno conosce Quando parliamo di attaccanti che hanno fatto la storia del calcio a suon di goal,...

Calcio

Sadio Mané, i pantaloncini più belli che (non) avevo – Dai un pesce a un uomo e lo nutrirai per un giorno; insegnagli a...

Calcio

C’era una volta un Leone con un Mitra: Batigol Se non fosse per l’intensità dello sguardo, caratterizzato da profondi occhi chiari, sarebbe difficile per...

Calcio

La disfatta argentina ai Mondiali di Francia ’98 Francia ’98: la delusione di un’Argentina paradossalmente piccola. L’ultimo Mondiale del secolo si gioca in terra...

Calcio

Jamie Vardy e i gradini sui quali riflettere Compie oggi 34 anni Jamie Vardy, il bomber del Leicester, la cui storia ci ha insegnato...

Pugilato

Carlos Monzon, la strada della violenza L’8 gennaio 1995 moriva Carlos Monzon, il pugile argentino campione del mondo dei pesi medi che con il...

Altri Sport

La poesia “sbagliata” di Miguel: storia del desaparecido che amava correre e sognare Dei trentamila desaparecidos che l’Argentina degli orrori ha strappato alla vita...

Calcio

Stan Bowles: il più grande talento che non avete mai visto Compie oggi 72 anni Stan Bowles, un calciatore il cui nome non potrebbe...

Calcio

Lo sciagurato Egidio, eroe per un giorno ma non per caso Compie oggi 68 anni Egidio Calloni, ex centravanti del Milan che divenne suo...

Calcio

Chapecoense 4 anni dopo: storia di un sogno rimasto in bianco e nero Il 28 Novembre 2016 l’aereo con a bordo la squadra brasiliana...

Gioco Pulito è una Testata giornalistica registrata presso il Tribunale Civile di Roma – Autorizzazione N° 184/2018 del 22-11-2018 Società Editrice Io Gioco Pulito srls - Direttore Responsabile Antonio Padellaro