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Daniela Sabatini: la Leonessa di Monate

Daniela Sabatini nasce a Udine nel 1968, la sua famiglia si trasferisce poco tempo dopo a Varese, dove la piccola Daniela inizia a fare quello che sarà il filo conduttore di tutta la sua vita: nuota. La sua carriera giovanile sarà importante, sei titoli italiani giovanili e un record nazionale juniores, quello dei 50 metri stile libero, e una medaglia di bronzo agli europei giovanili a Mulhouse nella staffetta 4×100 mista.

Poi, all’improvviso, una decisione drastica, quella di smettere col nuoto agonistico a nemmeno vent’anni. Si diplomerà all’ Isef e diventerà allenatrice di nuoto, negli anni ricoprirà anche incarichi direttivi in vari centri sportivi, ma la competizione in acqua rimarrà per lei un ricordo sempre più lontano.

Nel 2006, a 38 anni, altrettanto improvvisamente come quando si era ritirata, decide di ritornare, un po’ per gioco, un po’ per scommessa, in una specialità tanto diversa dalla sua di un tempo: il nuoto di fondo in acque libere. Disputa molte gare nel circuito amatoriale estivo delle traversate dei laghi, tra Lombardia e Piemonte, subito con risultati interessanti. Le torna la voglia di allenarsi seriamente e anche quella di gareggiare nuovamente in vasca, nel 2009 arriva il primo titolo regionale sugli 800 metri, categoria M40, cioè per nuotatori tra i 40 e i 45 anni.

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Non si fermerà più: i suoi titoli nazionali e i record italiani ormai non si contano, arrivano anche 5 titoli europei, 3 in vasca e 2 in acque libere. Non smetterà nemmeno con le traversate, iniziando anche con quelle marine, nel 2014 con tre compagni, tutti uomini, vincerà la staffetta sul classicissimo percorso della Capri-Napoli, nel 2009 era stata la prima donna a concludere la traversata in verticale del Lago d’Orta, 13 km, nel 2014, compirà un impresa che è riuscita a poche donne: nella Sesta edizione della Traversata di Pineto, un percorso di poco inferiore alle 4 miglia marine nelle acque del Mar Adriatico, taglierà il traguardo prima assoluta, davanti anche a tutti i nuotatori maschi, molti più giovani di lei di oltre vent’anni. Certo in acque libere conta la rotta, contano le correnti, forse non c’erano al via uomini particolarmente forti, ma non si tratta comunque di impresa che capita tutti i giorni.

“Ora vivo molto tranquillamente le gare, – ci racconta – non con lo stress dell’atleta agonista, ma col piacere di gareggiare. Ho scoperto di essere una discreta mezzofondista e fondista, ho iniziato a vincere titoli italiani sulle distanze lunghe e a fissarmi degli obiettivi: quelli di battere dei record nazionali, ci sono riuscita e ora ogni volta c’è uno stimolo nuovo. Quando nel 2012 sono tornata a vincere un titolo italiano 26 anni dopo l’ultimo della mia prima carriera mi sono caricata molto, mi è piaciuto tantissimo e quindi ho continuato. Mi è tornata la passione, e quindi i sacrifici dell’allenamento non li vedo”.

Daniela Sabatini, oggi come sempre, continua col suo lavoro in un Centro Sportivo di Sesto Calende, in provincia di Varese, occupandosi dell’organizzazione dei corsi di nuoto e del lavoro dei collaboratori, di insegnare lei stessa e naturalmente dei suoi allenamenti. In estate è possibile incontrarla, ormai anche un po’ sirena oltre che donna forte e volitiva, mentre si allena nelle acque del piccolo e tranquillo Lago di Monate, in vista di nuovi obiettivi e nuovi traguardi, e lì  tutti la chiamano la Leonessa, la Leonessa di Monate.

Redazione
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GiocoPulito nasce nel Novembre 2015 con l’obiettivo di dare un taglio all’informazione sportiva non tanto incentrandola sulla comune, quanto importante, attualità, ma andando a costruire un prodotto di informazione che potesse accrescere la conoscenza degli accadimenti passati o presenti, soddisfare la sana curiosità, alimentare la cultura e la passione per lo sport.

Commenti

3 Comments

  1. Avatar

    Andrea Borgonovo

    Novembre 26, 2016 at 12:36 pm

    macche’ leonessa, basta con ‘sti soprannomi ad minchiam.
    lei e’ la Dani, un esempio per chi ama lo sport qualunque esso sia.

    • Avatar

      Francesco Beltrami

      Novembre 27, 2016 at 11:39 am

      I soprannomi di questo genere, anche magari un po’ ridondanti, fanno da sempre parte del mondo dello sport, creano un po’ di show, un po’ di mito, anche un po’ di gioco e goliardia tra gli atleti stessi. Non ho comunque coniato io il soprannome per l’occasione.

  2. Avatar

    ANTONELLO TONIOLO

    Dicembre 4, 2016 at 4:42 pm

    La “Dany” e’ la “Dany” !!! Per gli amici e per tutti un esempio da seguire… Caparbia e “Gran testona” . Il suo segreto? Una goccia di sambuca prima degli avvenimenti importanti!!!

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