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Dall’Himalaya alle Alpi: la nazionale indiana ai Mondiali di sci

Miss Aanchal Thakur, Miss Varsha Devi, Mr.Himanshu Thakur, Mr. Hira Lal sono i nomi di due ragazze e due ragazzi chiaramente indiani che sembrano a una prima lettura non rivestire un particolare interesse pubblico. In realtà non è così, sono quattro atleti e sono stati selezionati per comporre la nazionale indiana di sci alpino ai Mondiali 2017 in corso a St. Moritz. Noi di Io Gioco Pulito abbiamo avuto occasione di intervistare Ermanno Gorlier, titolare di Ski Racing team Silvaplana-Champfer  & Engadin Spirit, e allenatore federale italiano e svizzero, che ha avuto l’incarico dalla Federazione Indiana di seguire l’avventura mondiale dei quattro ragazzi e Damiano Bregonzio, Head Media Manager, che si occupa invece dei rapporti con la stampa della squadra. Ideatore del progetto Ski Team India by Engadin Spirit è invece “Lupo” , Head Project Manager di Winter Game of India Federation.

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Ermanno come nasce la vostra collaborazione con la Federazione indiana?

Alcuni anni fa la FIS aveva svolto un progetto per formare degli allenatori e dei maestri per diffondere lo sci agonistico in India e un coach svizzero era rimasto un mese nel paese. Ricontattato dal Presidente Federale indiano per seguire l’avventura mondiale li ha messi in contatto con noi che abbiamo accettato l’incarico. Dei quattro ragazzi selezionati solo una ha avuto la possibilità di venire in Svizzera per svolgere un mese di preparazione pre mondiale, si tratta di Aanchal Thakur, con cui abbiamo lavorato il più possibile, cercando di migliorare tutte le sue conoscenze relative allo sci alpino.

In India ci sono stazioni dove è possibile praticare lo sci alpino?

Da un punto di vista teorico certamente, visto che l’India è la terra dove ci sono le più alte montagne del mondo quelle himalayane, in pratica però ci sono veramente poche località che ospitano piccole piste, e gli atleti che vogliono allenarsi devono prima battere personalmente la pista a piedi per renderla fruibile. Nella mentalità indiana i turisti vanno lì per toccare la neve, non certo ancora per praticare gli sport invernali.

I Mondiali di St. Moritz saranno una prima volta per la delegazione indiana?

No. Aanchal Thakur ha già partecipato a diverse manifestazioni, come le Olimpiadi giovanili di Lillehammer e l’India è stata presente più volte anche in passato a Olimpiadi e Mondiali, anche se quasi mai se ne è parlato. Noi oggi invece stiamo cercando di dare visibilità a questo progetto, di dare la possibilità agli atleti di allenarsi con metodi moderni, il più vicini possibile a quelli utilizzati dalle nazioni che vanno per la maggiore in Coppa del Mondo, allenatori qualificati, tracciati ben preparati, videoanalisi delle prestazioni e preparazione atletica.

In che gare vedremo i rappresentanti dell’India a St. Moritz?

Sono iscritti alle qualificazioni del Gigante, non avendo nessun punteggio nelle liste FIS, stante anche la totale assenza di gare utili ad ottenerne nel loro paese, dovranno disputare il Gigante di qualificazione per conquistare un pettorale per la gara vera, e il loro obiettivo è appunto quello, riuscire a partire nella gara maggiore.

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La vostra collaborazione con la Federazione Indiana proseguirà anche dopo i Mondiali?

Sì, l’idea è quella di continuare il percorso insieme, l’obiettivo finale è quello di riuscire a creare un interesse mediatico verso questa federazione, per poter avere un progetto più a lungo termine, la presenza alle  Olimpiadi coreane nel 2018 è il prossimo passo che vorremmo fare in questa direzione. Noi stiamo cercando di dare un appoggio logistico e tecnico per riuscire a portare gli atleti per periodi sempre più lunghi in Europa in modo da potergli offrire un allenamento di più alto livello, ottenere qualche risultato e contribuire a far parlare di più di sci in India in modo da avvicinare maggiormente la popolazione alla pratica della disciplina.

Damiano tu invece ti occupi prevalentemente dei rapporti con la stampa per il team

Sì, il motivo principale per cui sono entrato nel progetto è proprio quello di cercare di ottenere una maggior visibilità mediatica ai ragazzi, in modo che se ne parli e che ci sia magari la possibilità di ravvicinare qualche nuovo sponsor che ci permetta di continuare questa missione fino ai prossimi Giochi Olimpici.  Allo stato attuale abbiamo Decolan come sponsor principale e DB Plan SA e Plozza Vini come sponsor di supporto.

Come si regge economicamente il progetto al momento?

La Federazione indiana ha pagato la trasferta agli atleti, quella internazionale e il comitato organizzatore dei Mondiali hanno ospitato Aanchal durante il suo periodo di allenamento in Svizzera e le hanno fornito lo skipass. Non c’è alle spalle nessun grosso finanziatore, per questo siamo alla ricerca di piccoli sponsor per migliorare la situazione. Il progetto parte dal cuore, come è stato per il Bob jamaicano per citare un precedente che tutti conoscono. In India una squadra di sciatori viene vista al momento come qualcosa di lontano, come potrebbe essere una squadra di cricket qui in Svizzera, però grazie allo sport è più facile avvicinare culture così diverse.

Dunque un in bocca al lupo ai ragazzi della nazionale indiana di sci anche da noi di Io Gioco Pulito, affinché centrino la qualificazione alla gara principale e possano coronare il loro sogno di essere presenti alle prossime Olimpiadi!

Francesco Beltrami

Francesco Beltrami nasce 55 anni fa a Laveno sulle sponde del Lago Maggiore per trasferirsi nel 2007 a Gozzano su quelle del Cusio. Giornalista, senza tessera perché allergico a ogni schema e inquadramento, festeggerà nel 2020 i trent'anni dal suo primo articolo. Oltre a raccontare lo sport è stato anche atleta, scarsissimo, in diverse discipline e dirigente in molte società. È anche, forse sopratutto, uno storico dello sport, autore di diversi libri che autoproduce completamente. Ha intenzione di fondare un premio giornalistico per autoassegnarselo visto che vuol vincerne uno e nessuno glielo da.

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